Varese

Varese, congresso Cgil, Colombo: è urgente una svolta culturale

Il segretario generale della Cgil di Varese, Umberto Colombo

Il segretario generale della Cgil di Varese, Umberto Colombo

Una platea di 365 delegati, riuniti alle Ville Ponti di Varese, ha dato l’avvio questo pomeriggio al XVI Congresso della CGIL di Varese. A inaugurare i lavori dell’assemblea la relazione del segretario generale della Camera del Lavoro, Umberto Colombo, che ha delineato i principali temi del dibattito congressuale che ha animato le oltre mille assemblee svolte nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati prima di arrivare a questo appuntamento.

Dopo un sentito omaggio a Laura Prati, la sindaca di Cardano al Campo vittima nel luglio scorso della furia omicida di un uomo, e alla vigilia dell’otto marzo, Colombo ha iniziato la sua relazione ricordando i tanti ostacoli che ancora ci separano da una parità di genere che sia dato di fatto piuttosto che mera elencazione di diritti. “In Europa il divario salariale tra donne e uomini è del 16 per cento su base oraria e del 31 per cento su base annuale – ha ricordato – e se il nostro Paese sembrerebbe virtuoso poiché la forbice è inferiore alla media europea, la realtà è che i numeri nascondono una occupazione femminile in Italia notevolmente più bassa rispetto agli altri Paesi, tanto che nel 2011 eravamo secondi solo a Malta”.

Passando poi al drammatico contesto dell’attualità, Colombo ha snocciolato i numeri secchi della crisi: un tasso di disoccupazione pari al 12,9 per cento, in aumento rispetto ai dodici mesi precedenti, il numero di disoccupati in Italia pari a 3 milioni 293 mila, di cui 690 mila giovani tra i 15 e 24 anni, più del 25 per cento delle famiglie italiane che soffre il disagio sociale.

Nel quadro generale della crisi, la media del lavoro sommerso è del 12 per cento. I dati riferiti al 2013 diffusi dal Ministero del Lavoro sono eloquenti: delle 235.122 aziende oggetto di ispezioni, il 64,8 per cento è risultato irregolare e la percentuale di lavoratori in nero sul totale dei lavoratori irregolari è salita al 36 per cento (sapendo che, a causa della spending review e della conseguente riduzione di risorse, è stato ispezionato soltanto il 15 per cento delle aziende registrate all’INPS).

“La CGIL ha una sua proposta di Piano del Lavoro che vogliamo mettere a disposizione – ha ribadito – chiediamo di aprire un confronto più complessivo su ammortizzatori sociali e riforma delle pensioni, che così come è stata concepita rappresenta un ulteriore colpo alla possibilità di trovare lavoro per i giovani e non ha dato risposte sufficienti circa il futuro del sistema previdenziale (rivalutazione pensioni e certezza previdenziale per le nuove generazioni). Su tutti questi temi, quello che ci aspettiamo dal governo è un netto segnale di cambiamento rispetto alle politiche dei governi precedenti, politiche che hanno fallito e non hanno saputo fare uscire il Paese dalla crisi pagata dai soliti noti, impoverendo lavoratori, pensionati e loro famiglie”.

A Varese la crisi colpisce duramente tutti i settori manifatturieri, produttivi, economici e sociali. La nostra provincia, nota da sempre per il positivo tasso di occupazione e per le prestigiose attività produttive in diversi settori, è ora tra i primi posti in Lombardia per tasso di disoccupazione, le ultime rilevazioni in provincia di Varese parlano dell’8,6 per cento (allarmante il dato relativo alla disoccupazione giovanile del 34 per cento – praticamente 1 giovane su 3 a Varese è disoccupato).

Inoltre rimane molto critica la situazione degli over 50, espulsi dal lavoro con gravi difficoltà a reinserirsi nel mercato. 36.000 persone iscritte nelle liste di disoccupazione, sapendo che molti hanno rinunciato a registrarsi perché sconfortati dalla difficoltà di trovare lavoro. Nel 2013 a Varese 33.231 lavoratori hanno utilizzato ammortizzatori sociali. Sono state autorizzate 39,230 milioni di ore di cassa integrazione, aggravate dal tasso, più alto in Lombardia, di incidenza di utilizzo degli ammortizzatori sociali sulla popolazione attiva (7,47 per cento).

“Ci è stato esplicitamente chiesto nelle assemblee di mobilitarci affinché l’accordo regionale del 23 dicembre 2013 relativo alla cassa in deroga sia prorogato oltre la scadenza di fine marzo – ha spiegato Colombo – ancor più chiara la richiesta per il diritto al sostegno al reddito esteso a tutte le categorie di lavoratori”.

Tra i tanti temi toccati nella sua relazione, Colombo ha poi parlato di sicurezza sul lavoro, unità sindacale e della Cgil stessa, generazioni a confronto, migranti, frontalieri, contrattazione collettiva e radicamento nel territorio. “La Camera del Lavoro può essere punto fondamentale di una svolta culturale – ha concluso il segretario ricordando come con i suoi 72.238 iscritti la Cgil di Varese rappresenti il primo sindacato della provincia – può essere il centro di incontro tra le esperienze associative locali per lavorare insieme su progetti di solidarietà, di apertura verso il mondo, luogo in cui locale e globale si possano incontrare. La CGIL può, in modo rilevante, contribuire a diffondere la cultura di un’altra Varese, quella dell’inclusione, della partecipazione, della pace, della solidarietà e della convivenza civile, unico vero antidoto contro derive xenofobe e populiste”.

Tanti gli ospiti presenti in platea: Michele Mascella(ANPI) che ha anche portato i saluti di Angelo Chiesa; Gerardo Larghi, Roberto Pagano e Carmela Tascone della CISL Laghi, Antonio Albrizio e Antonio Massafra della UIL Varese; Dario Cadenazzi del sindacato svizzero Unia; Mauro Temperelli, Camera di Commercio di Varese, Cristina Marcora di Univa; Roberta Tajé per CNA; i sindaci di Brenta (Ballardin), Gorla Minore (Migliarino) e Vergiate (Leorato); Piero Baggio e Alessandra Posa di Confapi, Giulio Di Martino per Confarigianato e Gianni Lucchina per Confesercenti. Del Pd in sala Daniele Marantelli – che ha apprezzato la relazione di Colombo, ‘uno che ci crede’ ha scherzato – Samuele Astuti e Fabrizio Mirabelli, Rocco Cordì di Sel, Pippo Pitarresi dei Comunisti italiani e Giuseppe Nigro del Psi.

Domani mattina i lavori riprendono alle 9.00 con gli interventi dei delegati.

6 marzo 2014
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