Varese

Varese, Liberty al Salone Estense. Fontana: nuovo teatro? Io ci credo

La presentazione del volume al Salone Estense

La presentazione del volume al Salone Estense

Una mostra di documenti (come l’elenco dei prezzi delle stanze dell’Hotel Excelsior), di immagini fotografiche, di progetti per costruire edifici Liberty destinati ai turisti accoglie i presenti in Salone Estense a Varese per la presentazione del volume di Pietro Macchione “Varese, Kursaal e Palace Hotel” che si è svolta ieri in Comune.

Una presentazione condotta da una delle firme principali del quotidiano “La Prealpina”, Gianfranco Giuliani, che introduce i relatori: lo stesso autore Pietro Macchione, il sindaco Attilio Fontana, il dirigente comunale Elio Carrasi e Piero Mondini, responsabile dell’Archivio storico del Comune di Varese.

Ma ad introdurre la presentazione del volume, la bellissima lettura dell’attrice Serena Nardi che, accompagnata dalle note del pianista Paolo Mingardi, legge alcune pagine di una delle prime guide turistiche sulla città giardino, un’opera scritta dalla leggendaria Dely, cioè Adele Ferrini, moglie di Bagaini, fondatore del quotidiano Cronaca Prealpina, “nonno” del quotidiano attuale e assai diverso da questo.

Come sottolinea Macchione intervenendo al dibattito, Varese vive una grande, indimenticabile stagione di turismo internazionale: “Una stagione che fu resa possibile da un gruppo di imprenditori privati che decisero di investire e di mettere a disposizione della città ingenti risorse”. Centro del loro interesse il Colle Campigli, che Macchione ricorda essere stata metà di passeggiate dei varesini e su cui iniziò a sorgere prima il Kursaal, casa di cura di alto profilo con annessi un teatro e un Casinò, poi l’Hotel Palace per offrire la possibilità di trascorrere una serena vacanza varesina.  Un “villaggio” turistico di pregio che subì una veloce fine con la prima Guerra mondiale. “Si tratta di beni che entrarono in crisi (soprattuto il Kursaal) con il passaggio alla mano pubblica”, ha concluso Macchione.

Il sindaco Fontana è partito ricordando “gli errori commessi” in passato: la demolizione del Kursaal, ma anche del Teatro Sociale, errori che ancora oggi pesano. “C’era in passato disponibilità e idee – ha detto Fontana – che portarono a risultati eccellenti, ma non è detto che quei tempi non si possano ripetere”. Per quanto riguarda il teatro “resta ancora oggi una ferita aperta”. Per Fontana “non c’è dubbio che Varese debba dotarsi di un teatro stabile, anche partendo dal fatto che il teatro già esistente in piazza Repubblica è importante, la stagione va bene”. Il sindaco ha ripetuto che i problemi di oggi nascono dalla difficile situazione economica, ma “con l’intervento della Regione sono tornato a credere che questo progetto si possa realizzare”. “Io ci credo – ha concluso Fontana – e adesso speriamo che il Padreterno illumini la Soprintendenza”.

5 marzo 2014
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