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Matteo Renzi incassa la fiducia della Camera. Ritorna Bersani

Matteo Renzi

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Matteo Renzi ce l’ha fatta: riceve la fiducia anche della Camera con 378 sì, 220 no e un astenuto. Il precedente esecutivo, targato Letta, nel dicembre 2013, per il secondo voto di fiducia aveva ottenuto 379 voti favorevoli e 212 contrari (e due astenuti) alla Camera.

Nel discorso sulla fiducia il premier cita Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, oltre a scuola, imprese, legge elettorale, lotta alla mafia, emergenza-lavoro. “Bastano le riforme costituzionali o elettorali? Non bastano: in Italia c’è un’esigenza drammatica, quella occupazionale”. Nella replica, Renzi dice di voler “sintetizzare in tre tweet”, rimarcando come l’Italia, in Europa, paga “un grado di difficoltà maggiore rispetto agli altri paesi”. Per quanto riguarda l’Europa molto, per Renzi, ha fatto “il governo guidato da Enrico Letta e costituirà un punto di riferimento in questo senso”. Parole di elogio del suo partito: “Quando ho perso alle primarie con Pierluigi Bersani lui non mi ha espulso e il fatto che Bersani sia qui, avendo idee diverse dalle mie su molte cose, è un segno di stile e rispetto non personale ma politico. Siamo il Pd”.

Forte emozione per il ritorno di Pier Luigi Bersani, alla sua prima apparizione istituzionale dopo il malore delle scorse settimane. Lo stesso Renzi ha omaggiato l’ex segretario del Pd, sia in aula sia via twitter. C’è anche Letta che, votata la fiducia, esce dall’aula con il ministro Maurizio Lupi.

25 febbraio 2014
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