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Tra Twitter e Sanremo, il governo Renzi punta alla legislatura

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Annunciata da un immancabile cinguettio, “Arrivo, arrivo! #lavoltabuona”, è iniziata l’era Renzi. Nel tardo pomeriggio il sindaco di Firenze ha sciolto la riserva e ha presentato la squadra di governo del Renzi primo.

Sedici ministri, parità di genere assicurata. Con il neo-premier che ha persino evocato De Gasperi, l’unico ad avere presentato un esecutivo più snello. Certamente importante l’età di Renzi: è la prima volta di un presidente del Consiglio under-40. Un esecutivo elencato dopo due ore e mezza di colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è presentato dopo Renzi ai giornalisti.

Ecco l’elenco dei ministri: vicepremier Graziano Del Rio, Economia – Pier Carlo Padoan, Interno – Angelino Alfano (Ncd), Affari esteri – Federica Mogherini (Pd), Giustizia – Andrea Orlando (Pd), Difesa – Roberta Pinotti (Pd), Sviluppo economico – Federica Guidi, Infrastrutture e trasporti – Maurizio Lupi (Ncd), Salute – Beatrice Lorenzin (Ncd), Politiche agricole – Maurizio Martina (Pd), Ambiente – Gianluca Galletti (Udc), Lavoro e politiche sociali – Giuliano Poletti, Istruzione, università e ricerca – Stefania Giannini (Sc), Beni e attività culturali – Dario Franceschini (Pd), Riforme e rapporti col Parlamento – Maria Elena Boschi (Pd), Semplificazione e P.a. – Marianna Madia (Pd), Affari regionali – Maria Carmela Lanzetta (Pd).

Sabato 22 febbraio, alle ore 11.30, sempre al Quirinale, il giuramento. Renzi, parlando con i giornalisti, ha sottolineato che “il Paese non ha alternative, abbiamo la possibilità di realizzare le riforme che per anni non si sono fatte”. E poi ha rimarcato: “Puntiamo al 2018 ma puntiamo domani mattina a fare subito le cose che vanno fatte, altrimenti l’impressione è la conservazione per la conservazione”. Tra le priorità il tema del lavoro.

“Se può fare il presidente del Consiglio uno come me sotto i 40 anni - ha concluso il neopremier, che ha dichiarato di non volersi perdere il Festival di Sanremo – questo è anche un segnale per le tante ragazze e ragazzi che dicono che in Italia niente è possibile: non è così”.

 

 

21 febbraio 2014
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