Varese

Varese, l’editore Crocetti: la Grecia ci ha donato tutto. Anche lo spread

Da sinistra, Consolo, Crocetti e Raffo

Da sinistra, Consolo, Crocetti e Raffo

“La Grecia è diventata il grande zimbello del mondo, ma non dobbiamo dimenticare che ci ha donato la parola e il pensiero”. Così esordisce la sua dotta riflessione sulla poesia greca contemporanea Nicola Crocetti, grande grecista ed editore, fondatore dello stupendo mensile “Poesia”, invitato a Villa Recalcati dal Liceo Classico Cairoli di Varese. Davanti a lui una platea di studenti attentissimi e silenziosi. Seduti accanto a Crocetti il professor Salvatore Consolo, dirigente scolastico, e il professor Silvio Raffo, che introduce e interviene nella conversazione. “Tra le tante cose inventate dalla Grecia anche parole che stanno sulle prime pagine dei giornali: lo spread, che deriva da un verbo che indica il gesto del contadino che semina un campo arato”.

Una conversazione raffinata e coltissima, quella di Crocetti, che propone il Meridiano Mondadori sulla poesia greca contemporanea, che ha conosciuto riedizioni e ristampe, e che era stato presentato in anteprima al Teatro Santuccio di Varese in una serata indimenticabile organizzata dall’editore varesino Dino Azzalin.

Il grecista si sofferma su quattro “colonne” della poesia greca di oggi: Costantino Kavafis (Alessandria d’Egitto, 29 aprile 1863 – Alessandria d’Egitto, 29 aprile 1933), i due Premi Nobel (“non del tutto meritati”, dice, icastico, Crocetti) Giorgios Seferis (Smirne 13 marzo 1900 – Atene 20 settembre 1971) ed Odysseus Elytis (Iraklion-Creta 2 novembre 1911 – Atene, 18 marzo 1996), ma soprattutto Yannis Ritsos (Monemvasia 1 maggio 1909 – Atene 11 novembre 1990).

Come ha sottolineato Nicola Crocetti, la storia greca contemporanea è stata costellata di tragedie, con 11 ben colpi di stato di destra o estrema destra. “In Grecia – ha aggiunto – si è molto sviluppata la poesia civile, che esprimono un anelito alla libertà e alla giustizia. Una condizione diversa dall’Italia, dove l’ultimo poeta civile è stato Pasolini”. Una poesia che, secondo il dotto parere di Crocetti,  ”trova il suo poeta più grande in Ritsos, non solo perchè è stata una grande figura morale, un grande simbolo di lotta per la giustizia, ma anche perchè ha scritto capolavori in condizioni difficilissime”. Perseguitato e detenuto, Ritsos, per le sue idee politiche.

Una grande figura, quella di Ritsos, che ben esprime il carattere della poesia greca contemporanea: il rapporto con il mito, sia pure entro una cornice di novità. “Ritsos – ha detto Crocetti – finge di parlare del mito per parlare della contemporaneità. E per dare voce a chi non ce l’ha, a chi non ha potuto parlare”.

2 febbraio 2014
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