Varese

Varese, chi era don Bosco, il santo amato da migliaia di varesini?

L'urna con la reliquia di don Giovanni Bosco nella Basilica San Vittore

L’urna con la reliquia di don Giovanni Bosco nella Basilica San Vittore

Ma chi è don Giovanni Bosco, il Santo che migliaia di varesini hanno voluto venerare questa mattina nella Basilica di San Vittore? Chi è il Santo di cui nell’anno dell’Expo si celebrerà il bicentenario della nascita, che cadrà il 16 agosto 2015?

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una piccola frazione di Castelnuovo d’Asti da due contadini, Francesco Bosco e Margherita Occhiena . Rimasto orfano del papà in tenerissima età, a 9 anni ebbe il primo grande sogno che segnerà tutta la sua vita: vide infatti un folto gruppo di ragazzi poverissimi che giocavano e bestemmiavano, egli si lanciò in mezzo a loro, cercando di arrestarli usando pugni e parole. Ma in quel momento apparve un uomo maestoso: il suo viso era così luminoso che non riusciva a guardarlo. Lo chiamò per nome e gli ordinò di mettersi a capo di tutti quei ragazzi. Giovanni gli chiese chi fosse: “Io sono il figlio di Colei che tua madre ti insegnò a salutare tre volte al giorno”. In quel momento apparve, vicino a lui, una donna maestosa, e in quell’istante, al posto dei giovani, c’era una moltitudine di animali. La Madonna gli disse: “Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Cresci umile, forte e robusto, e ciò che adesso vedrai succedere a questi animali, tu lo dovrai fare per i miei figli”.

Fu così che, al posto di animali feroci, comparvero altrettanti agnelli mansueti, che saltellavano, correvano, belavano, facevano festa. Negli anni che seguirono Giovanni fu fortemente influenzato da questo sogno, al quale ripensò più volte nel corso della propria vita.

Nel 1827 Giovanni partì da casa in cerca di lavoro e per tre anni fu impiegato nella cascina Moglia, vicino a Moncucco: conduceva le bestie al pascolo, mungeva le mucche. Nel 1830 tornò al paese natio dove, per mantenersi, imparò a fare il sarto, il fabbro, il barista e il precettore.

Nel marzo 1834 Giovanni Bosco presentò ai Francescani la domanda per essere accettato nel loro ordine ma su suggerimento di Don Giuseppe Cafasso cambiò idea prima di entrare in convento; decise comunque di seguire la sua vocazione e di vestire l’abito clericale entrando in seminario.

Il 29 marzo 1841 ricevette l’ordine del Diaconato, il 26 maggio iniziò gli esercizi spirituali di preparazione al sacerdozio che ricevette il 5 giugno 1841 nella Cappella dell’Arcivescovado di Torino. Decise di entrare, ai primi di novembre del 1841, in Convitto a Torino, un ex-convento accanto alla chiesa di San Francesco di Assisi. Lì prese l’abitudine di scendere per le strade della città e osservare in quale stato di degrado fossero i ragazzi; più tardi cominciò a visitare anche le carceri e inorridì di fronte all’imbarbarimento nel quale vivevano giovani dai 12 ai 18 anni.

Don Bosco decise così di radunare intorno a sé tutti i ragazzi allo sbando della zona, basandosi su tre elementi fondamentali: l’amicizia con i giovani (che molto spesso erano orfani senza famiglia), l’istruzione e l’avvicinamento alla Chiesa.

Nacque così nella periferia torinese il primo oratorio: il 12 aprile 1846, giorno di Pasqua, Don Bosco trovò un posto per i suoi ragazzi, una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco. Otto anni più tardi diede inizio alla Società Salesiana, con la quale assicurò la stabilità delle sue opere e del suo spirito anche per gli anni futuri.

Don Bosco avevano gettato le fondamenta di una civiltà cristiana, culturalmente, artisticamente, scientificamente ed economicamente solida, lanciando una sfida difensiva e offensiva di travolgente dimensione, puntando sul centro nevralgico e strategicamente decisivo per la costruzione di una società, ovvero l’educazione della gioventù, la quale avrebbe dovuto seguire tre linee, come sono riportate nel suo “Il sistema preventivo nella educazione della gioventù”: la ragione, la religione, l’amorevolezza.

Nel 1864 pose la prima pietra del santuario di Maria Ausiliatrice e nel 1872, con Santa Maria Domenica Mazzarello, fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con lo scopo di educare, con il medesimo spirito, la gioventù femminile.

Don Bosco morì a Torino all’alba del 31 gennaio 1888 e il 2 giugno 1929 papa Pio XI lo beatificò, dichiarandolo santo il 1° aprile 1934, giorno di Pasqua.

31 gennaio 2014
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