Varese

Varese, in mostra le opere materiche di Bello. E così riparte l’anno al Lavit

Da sinistra, Bello, Fontana, Lavit e Ghiringhelli

Da sinistra, Bello, Fontana, Lavit e Ghiringhelli

Prima mostra inaugurata allo Spazio Lavit di Varese nel 2014, “Nel gesto” di Luigi Bello, ha registrato una inaugurazione seguita da un folto pubblico. Una mostra che, aperta fino a metà marzo, presenta una trentina di opere dell’artista legnanese, che indossava un cappellino riprodotto, in nove esemplari esposti sotto vetro, al centro dello spazio di via Uberti: uno per ogni dieci decade della vita dell’autore, che al momento ha 86 anni.

La rassegna che si è aperta presso lo spazio di Alberto Lavit, fotografo, creativo e ormai anche organizzatore culturale, una rassegna che è stata curata da Elisabetta Ghiringhelli, propone le ultime opere di Bello, quelle caratterizzate da un’astrazione affidata ad una materia densa, primordiale, fisica, e a piccoli segni grafici neri e a macchie scure. In mostra, però, si possono vedere anche quattro opere del precedente periodo figurativo del pittore, un periodo minimalista e geometrico.

La mostra ha segnato dunque la ripartenza della stagione dello Spazio Lavit, che come ha sottolineato il sindaco di Varese, Fontana, intervenuto al vernissage, “si conferma un luogo di iniziative di qualità”. All’inaugurazione è intervenuto anche l’attore Roberto Gerbolès che, nei panni di un comico critico d’arte cialtrone e confusionario, ha in realtà rimarcato i caratteri dell’arte di Bello, con cui Gerbolès e Silvia Priori intrattengono rapporti di lavoro e di amicizia.

 

26 gennaio 2014
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