Varese

Varese, dal Pirellone 15 milioni di euro. Maroni: la Caserma diventerà il nuovo teatro

Il presidente del Pirellone Roberto Maroni

Il presidente del Pirellone Roberto Maroni

“Con questo accordo di programma diamo una risposta rapida ad un’esigenza sentita dalla città di Varese. La richiesta del Comune di Varese è arrivata pochi giorni fa e già questa mattina ho portato in giunta la delibera per la risistemazione di piazza della Repubblica e la trasformazione della caserma Garibaldi nel nuovo Teatro Stabile di Varese”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio presso il Comune di Varese – con la presenza del sindaco Attilio Fontana e del commissario della Provincia di Varese, Dario Galli – per la presentazione dell’accordo di programma della riqualificazione di piazza Repubblica e della ex Caserma Garibaldi.

“Non ci fermeremo qui – ha detto Maroni - perché ci sarà anche la sistemazione del collegio Sant’Ambrogio e dell’area dove adesso c’è il teatro Apollonio. La novità è che la Regione sostiene l’iniziativa, attraverso un intervento economico rilevante, perché abbiamo deliberato di mettere a disposizione 15 milioni di euro, ma la cabina di regia di questoprogetto sarà qui sul territorio, qui a Varese, nel Comune”.

“Vogliamo fare tutto in tempi molto rapidi, mesi, non anni. Entro il 31 marzo – ha chiarito il presidente Roberto Maroni – sarà definito l’accordo di programma, che lasciamo aperto al coinvolgimento di eventuali altri soggetti pubblici interessati alla realizzazione di questo progetto come la Sovrintendenza per i Beni Culturali, l’Università dell’Insubria, l’azienda ospedaliera e la Asl di Varese, che sono i soggetti coinvolti nei movimenti e nei cambi di destinazione, in particolare del Collegio Sant’Ambrogio, o persino soggetti privati, ma su questo – ha detto – deciderà il Comune di Varese. In ogni caso la delibera resta aperta proprio perché siamo nella fase in cui ancora vanno definiti chi saranno i protagonisti di questa grande opera che rivoluzionerà in modo positivo il centro di Varese”.

“Come già successo con il Comune di Como per le paratie del lago e con la provincia di Mantova per la ricostruzione il ponte di San Benedetto Po, voglio che
siano gli amministratori locali a definire il progetto”. ”Regione –  ha proseguito Maroni – sostiene e coordina la  realizzazione del progetto, ma questo accordo di programma avrà la regia qui a Varese, coinvolgendo il territorio. L’amministrazione regionale, oltre al sostegno economico con i 15 milioni impegnati a bilancio, mette a disposizione le sue strutture e le sue società per definire il progetto, ma è il territorio che fa da cabina di regia, quindi – ha concluso
Roberto Maroni – la Regione si mette a disposizione del sindaco del territorio, in questo caso il sindaco di Varese”.

24 gennaio 2014
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9 commenti a “Varese, dal Pirellone 15 milioni di euro. Maroni: la Caserma diventerà il nuovo teatro

  1. andrea civati il 24 gennaio 2014, ore 19:08

    Ho imparato a diffidare degli annunci ad effetto di Fontana, soprattutto se sotto elezioni. Troppe delusioni in passato.
    Stiamo a vedere.
    Se le promesse saranno mantenute (vedremo anche con quali tempi), sarò il primo a festeggiare se la città di Varese otterrà finalmente il Nuovo Teatro che merita, moderno e funzionale, in modo da restituire ai cittadini una piazza da decenni abbandonata.

  2. Sergio Ghiringhelli il 24 gennaio 2014, ore 23:30

    Andrea. Da giovane attivo e intelligente , qual sei credici.
    Ma , in particolar modo dai il tuo contributo In idee e suggerimenti.
    Non farti traviare da polemiche inutili e strumentali.
    Qui’ non di tratta di campagne elettorali, per altro non vicine.
    Ma di tracciare il volto della Varese futura .
    E piazza Repubblica con il Teatro potrebbe essere solo l”inizio.
    Una Varese che sara’ più della tua generazione che della mia.
    Aime” , per evidenti ragioni anagrafiche.
    Condivido pero’ quanto dici, il futuro Teatro dovra” essere moderno , al passo coi tempi e anche all’avanguardia rispetto al risparmio energetico e all’impiego di materiali eco compatibili.

  3. Adriano Gallina il 25 gennaio 2014, ore 11:01

    Il bello dell’età, e di vivere in una città lenta come Varese, è che le cose dette e scritte nel passato possono essere riproposte identiche a se stesse senza perdita sostanziale di attualità.

    http://adriano-gallina.blogspot.it/2011/06/il-teatro-come-luogo-tra-funzione.html?spref=fb

  4. ombretta diaferia il 25 gennaio 2014, ore 16:21

    L’identità del teatro e la sua funzione pubblica, in una landa del profondo nord che le ha perse l’una e la sua origine, per realizzare un bi-sogno dell’intera comunità?
    Ci nutriamo di cultura, bene comune.
    La mettiamo in circolo con enormi sforzi.
    Gratuiti e gratuitamente.
    Ma la funzione pubblica non genera identità…

    Leggo ora “Varese, Caserma Garibaldi, improvviso stop a sopralluogo dei consiglieri Pd”.
    Abbado ci ammoniva: tenere la cultura chiusa nei salotti è inutile, anzi dannoso.
    Ed ormai i danni pubblici e fisici sono sotto gli occhi di tutti.

  5. cittadinosuperpartes il 25 gennaio 2014, ore 16:55

    Mettiamo a disposizione 15 milioni come se fossero i suoi,Maroni se il comune di Varese vuole riqualificare la citta’ lo faccia con i suoi soldi e con i privati. Lei con le risorse mantenga le promesse fatte in campagna elettorale, l’abolizione del bollo auto che ‘ una delle piu’ grosse vergognose tassazioni che ci hanno propinato

  6. giovanni dotti il 26 gennaio 2014, ore 16:44

    Con tutta la stima che ho per il Consigliere Civati in questo caso non sono d’accordo. Gli consiglierei di non abboccare alle promesse fantasiose di Maroni e Fontana fatte quando si avvicinano le elezioni: primo perché i soldi non bastano, secondo perchè ci sono ben altre priorità. In fondo bene o male un Teatro già c’è, si pensi di utilizzare meglio i soldi pubblici specialmente in questo momento di difficoltà. Se ne discuta prima coi Cittadini, si ascoltino le loro proposte prima di decidere in merito. E si rinvii la decisione alla prossima Amministrazione, perché non so se i Varesini vorranno tenersi qesta attuale.

  7. Andrea Civati il 28 gennaio 2014, ore 14:34

    Caro Dott. Dotti,
    Sono d’accordo con te sulla necessità che nelle decisioni sulla Piazza Repubblica siano coinvolti in maniera effettiva i cittadini. Allo stesso modo mi auguro che le scelte siano fatte dalla prossima amministrazione e non da questa che si è segnalata per inconcludenza e per manifesta incapacità di agire.
    Detto questo, il mio personale parere è che la riqualificazione di Piazza Repubblica con la costruzione del Nuovo Teatro sia una priorità non solo a livello culturale ma anche a livello sociale ed urbanistica.
    Il Nuovo Teatro – da unire ad altri edifici a funzione pubblica (penso ad una biblioteca e aula studi) – con la riqualificazione complessiva del comparto permetterebbe di recuperare una grande parte della città risolvendo i problemi di vivibilità e criminalità non solo della piazza ma di una parte più ampia e centrale del centro cittadino.
    Questo il mio contributo, pur essendo ovviamente aperto a discuterne con te e con tutti i cittadini, recependo consigli e suggerimenti.

  8. giovanni Zappalà il 29 gennaio 2014, ore 00:39

    Non penso assolutamente che la realizzazione del teatro sia una effettiva priorità. Non lo è mai stato quando si sono vissuti periodi migliori di quello che stiamo vivendo. Mi sembra una vera incongruenza con ciò che tutti i giorni vediamo attorno a noi. La nostra città che era un polo industriale non solo lombardo ma nazionale ora è divenuta il polo del nulla. Vi sono fabbriche chiuse da anni come moltissimi negozi senza contare gli indotti che sono fermi, bloccati. Non siamo stati capaci di resuscitare il nostro lago, divenuto quasi una palude senza vita, Abbiamo sprecato una montagna di quattrini per realizzare il “trambus” bloccando la città per mesi per sincronizzare i semafori che sarebbero dovuti diventare intelligenti, abbattendo (forse è l’unica casa che sappiamo fare) centinaia di alberi per dar modo a questo mezzo di poter curvare, accorgendoci poi che in città non poteva percorrere il tratto originariamente pensato perché la larghezza delle srtade non lo permetteva. Potrei ancora continuare in una lunga elencazione di tutto ciò si è demolito o costruito con poca avvedutezza…
    e siamo qui, alcuni , per non dire molti, con la pancia vuota, che non sanno come sbarcare il lunario a discutere del teatro. Penso che alcuni vivano in una realtà diversa.

  9. Bruno Belli. il 29 gennaio 2014, ore 13:10

    Leggo quello che scrive l’amico Giovanni Zappalà e condivido in toto il suo pensiero.
    Chi mi conosce sa quanto io ritenga che un Teatro risponda alle esigenze della società quale espressione della civiltà della stessa (dedicai persino un libro che si trova anche in Biblioteca comunale alla vita teatrale varesina e che ha avuto un lusinghiero successo non solo a Varese, essendo stato adottato anche dal DAMS di Bologna!!!).
    Ma, in questo momento, non è per nulla prioritaria l’edificazione di un teatro, tanto più che, in fatto di civiltà, la Varese degli ultimi 7 anni, dalla prima amministrazione Fontana non ha alcuna espressione da poter vantare.
    L’edificio “prefabbricato” è più sufficiente per la nostra città che, a dire il vero, oggi come oggi, non si meriterebbe nulla di più.
    Siamo poveri nelle tasche, nel cervello e nello spirito.
    Bruno Belli.

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