Lettere

Caserma Garibaldi, quali i vincoli?

Abbiamo appreso dai media locali dell’intenzione del Comune di Varese di procedere al più presto all’abbattimento del lato del fabbricato in oggetto prospiciente la via Spinelli come prima parte di un progetto di demolizione più ampio.

Le informazioni imprecise circolanti in città sull’esistenza di vincoli più o meno ampi sul fabbricato ci inducono a richiedere alla fonte la reale consistenza del vincolo sull’edificio in oggetto. Ritenendo la nostra associazione – che agisce nell’ambito dei propri compiti istituzionali di conservazione dei patrimoni ambientali e storico artistici – che la Caserma Garibaldi vada conservata quale elemento essenziale della fisionomia storica della città in un ambito delicato e essenziale della città medesima, già peraltro “stressato” dalla costruzione di un megaparcheggio sotterraneo e di un centro commerciale che hanno stravolto l’assetto e gli equilibri storici della piazza.

Stante l’urgenza della situazione delineata chiediamo alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesistici della Lombardia di darci cortesemente un tempestivo riscontro al fine di ottenere la massima chiarezza sulla consistenza dei vincoli la cui conoscenza esatta costituisce presupposto dei nostri futuri interventi di contrarietà all’abbattimento dello storico edificio.

Con l’occasione sottolineiamo il nostro disaccordo sulla formulazione della parte del PGT relativa al comparto in oggetto in merito alla quale comunicheremo nei tempi previsti le nostre osservazioni al competente organo comunale.

In attesa del richiesto cortesemente tempestivo riscontro inviamo i nostri migliori saluti.

Verdi Ambiente e Società

Responsabile sede di Varese

Maud Ceriotti

24 gennaio 2014
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Un commento a “Caserma Garibaldi, quali i vincoli?

  1. giovanni dotti il 25 gennaio 2014, ore 10:35

    Ma quali vincoli? La Caserma Garibaldi è un edificio fatiscente e pericolante che non presenta nulla di particolare valore architettonico e artistico. La cosa più intelligente da fare sarebbe demolirla in toto, non a tocchi, e nella sua area costruirci un grande edificio moderno (tipo Tower service) per accogliervi tutti gli Uffici pubblici ora sparsi per la Città. Per razionalizzazione e migliore usufruizione da parte dei Cittadini, ed anche per favorire la ripresa edilizia in città. Con la vendita degli edifici dismessi si potrebbe reperire parte dei fondi necessari per la nuova opera. Le velleità di costruici un nuovo teatro sono solo propaganda elettorale, i nostri politici sanno bene che i soldi non ci sono, si accontentino del Teatro ora esistente che per Varese basta e avanza. Piuttosto destinino Villa Milyus alla Cultura e alle Associazioni invece che regalarla al supercuoco Marchesi.

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