Varese

Varese, “In Sara’s Death”, dramma etiopico raccontato dalla Cuccus e Paolo Fresu

Le due giovani volontarie varesine mostrano l'immagine di Sara

Le due giovani volontarie varesine mostrano l’immagine di Sara

Ancora oggi domenica 12 gennaio si potrà vedere, in Salone Estense a Varese, un interessante progetto artistico che ha ricevuto il patrocinio e la collaborazione del Comune di Varese. Pochi oggetti per un messaggio umanitario di alto profilo: il sito artistico ha infatti l’obiettivo di richiamare l’attenzione su una vera emergenza, l’abbandono dei minori in Etiopia.

Il sito artistico ha per titolo “In Sara’s Death” ed è nato da una collaborazione tra Marina Cuccus, artista che lavora in Sardegna, e il noto musicista Paolo Fresu, un progetto di denuncia e di proposta di gesti concreti, come le adozioni a distanza del Centro Aiuti per l’Etiopia. L’opera è stata già esposta a Cagliari nello scorso novembre e dopo la tappa varesina riprenderà il suo viaggio sul territorio nazionale e a livello internazionale.

Quando si entra in Salone Estense, si trovano immagini di bambini etiopi scattate da due giovani volontarie varesine, un video dal titolo Inno alla Vita, scritto per l’occasione da Paolo Fresu e interpretato dai Paolo Fresu Quintet, una piccola bara bianca. Un modo suggestivo per ricordare la storia di Sara, appunto, una neonata abbandonata a poche ore dalla nascita, nuda e in mezzo al fango, in un mercato di strada, portata in ospedale e poi morta per complicazioni polmonari. Se si visita la mostra, le due volontarie leggono alcuni brani dei loro diari, quando hanno conosciuto la bambina soccorsa. Così come l’artista, presente come volontaria quando la bambina è morta. Da qui l’ispirazione a creare una installazione per invitare a scelgliere l’adozione a distanza.

12 gennaio 2014
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