Varese

Cammellini in vetrina: una dolcezza varesina doc è servita

I cammellini di pasta sfoglia in vetrina a Varese

Segno inequivocabile che la Befana sta arrivando segnando la fine delle festività natalizie, sono gli ottimi cammellini di pasta sfoglia. Da questa mattina le vetrine delle pià prestigiose pasticcerie cittadine hanno accolto lo squisito dolcetto varesino, che avvisa tutti noi che le feste stanno per finire e che la Vecchietta sta già volando sulla sua scopa magica.

I dolcetti più amati dai varesini, evocano infatti l’Epifania:  a forma di cammello, ci portano agli animali cavalcati dai tre Re Magi che, sotto la cometa, e tra i pastori, portarono i doni a Gesù Bambino. Ma non è chiaro come siano nati questi originali dolci di pasta sfoglia di fattura artigianale. Si tratta di un dolce realizzato con pochi ingredienti, acqua, farina, burro. Cammelli di tutte le misure, si possono trovare ed acquistare, per imbandire la tavola, mignon, medi, maxi, quasi giganteschi. Fragili dolcetti natalizi, con “guscio” lucido, ma soprattutto perfetto involucro per le creme. Dalla forma-base, in pasta sfoglia, i pasticceri varesini giungono ad elaborazioni da leccarsi i baffi, trasformando i piccoli cammelli in dolci e torte di ogni genere.

Ai bambini cattivi, la vecchietta porta il carbone di zucchero, mentre ad adulti e bambini buoni, la vecchietta dona i piccoli cammelli, che si trasformano, la notte del 6 gennaio, magicamente, in delizie da gustare in famiglia. Delizie varesine doc.

5 gennaio 2014
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2 commenti a “Cammellini in vetrina: una dolcezza varesina doc è servita

  1. Paolo Franchini, Varese il 5 gennaio 2012, ore 16:10

    C’è crisi, due gobbe son troppe.
    Ripiegherò su un dromedario.

  2. Gabriela Borsa il 6 gennaio 2012, ore 09:39

    Ma quale befana? Da sempre sono i Re Magi che portano i cammellini di sfoglia ai bambini. Per non dimenticare il cammello di crostata alla marmellata per tutti, come conclusione del pranzo dell’Epifania.
    In quanto alla tradizione, a memoria di nonni, era già viva in città negli anni ’20 del secolo scorso.

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