Lettere

Democrazia e giornali on line

Partecipazione, parola che dovrebbe andare a braccetto con democrazia. Perché un sistema politico che si dice “democratico” non dovrebbe fare a meno della “partecipazione” dei cittadini, il più possibile allargata. Che se significa per lo più condivisione delle scelte, spesso può anche aprire il varco a critiche sull’operato dei politici che ci amministrano (aspetto forse da qualcuno temuto), critiche che tuttavia non dovrebbero essere interpretate sempre in senso negativo (o peggio offensivo, quasi come oltraggio personale, come purtroppo oggi spesso avviene) ma anche e sopratutto in senso “positivo”, come suggerimenti, stimoli o correttivi per operare sempre meglio nell’interesse della collettività.

In questa funzione “positiva” un importante ruolo, e direi anche un dovere “civico”, hanno i mezzi d’informazione come stampa, tv ed altri, specialmente se permettono l’interazione con i fruitori cui sono destinati (cioè con i cittadini normali), ed in particolare i giornali on-line. Questi infatti se veramente “indipendenti”, come per lo più si dichiarano, dovrebbero oltre a fornire notizie il più possibile asettiche, cioè non viziate da influenze di parte, anche consentire ai lettori di interloquire coi giornalisti e con quanti vi inviano le loro opinioni mettendo in calce ai vari articoli o “lettere al direttore” la voce “commenti” (come meritoriamente già fanno alcune testate), o anche proporre “sondaggi” su determinate questioni, in modo da innescare un dialogo fruttuoso fra tutti gli interessati ed anche fornire ai pubblici amministratori qualche indirizzo per l’azione di governo. (Anche perché molti lettori non prendono l’iniziativa a scrivere una lettera, mentre così verrebbero incentivati a intervenire sui vari argomenti postando un breve commento).

Il che si tradurrebbe oltre che in una maggiore partecipazione popolare, anche in una maggiore diffusione dei giornali stessi con vantaggio per tutti: giornalisti, lettori e anche politici (pur se qualcuno di vecchio stampo le critiche è mal disposto ad accettare). Migliorando la qualità dell’informazione ed allargando il “dialogo” si migliora il livello culturale della popolazione, e di conseguenza anche della politica e della democrazia.

Giovanni Dotti e Martino Pirone

2 gennaio 2014
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