Varese

Varese, il Capodanno dell’altra Varese è qui. 250 persone al cenone di Giubiano

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa crisi continua a mordere a Varese, come mai prima. E si vede quanti siano quelli che hanno scelto di partecipare al Capodanno solidale presso la parrocchia di Giubiano. Si raggiunge quest’anno, la quinta volta che questa iniziativa si concretizza, almeno 250 persone. Una sessantina gli ospiti, un variegato mondo di meno fortunati che, silenzioso e sotterraneo, sopravvive in città. Ci sono gli homeless, coloro che frequentano le mense di via Luini e della Brunella, ma anche qualche straniero, qualche badante che sceglie di passare in compagnia di altre connazionali l’ultima notte dell’anno. Ma la vera notizia non è questa. La vera notizia è che, anche nella notte riservata a feste e cene con amici, a Giubiano ci sia un vero esercito di volontari che sta qui per ore, tra la cucina e la sala, tra la tombolata e le danze. Un’altra Varese che, con gesti semplici ed efficaci, assicura una città più vivibile e civile.

Alle lunghe tavole allestite nella palestra di Giubiano ci sono gli ospiti, ci sono numerosi commensali paganti, ma c’è anche un’ottantina di volontari che si impegnano a rendere possibile questo bell’evento. Tra di loro si incontrano anche personaggi noti a Varese: a parte Luisa Oprandi, che è una delle animatrici dell’iniziativa fin dal primo timido inizio, tra i tavoli si muovono anche Giovanna Scienza, presidente della Fondazione Felicita Morandi, e Marisa Coletta, presidente della Fidapa. Poi ci sono professori, giornalisti, anche una giovane scrittrice, Sara Malpetti. In tanti a dare una mano ad un Cenone che agli ultimi ha riservato un menù di tutto rispetto, sempre nel massimo rispetto delle differenze di gusti e religione: antipasti misti, tortellini in brodo, orecchiette al sugo di verdure o con il ragù, polpettone con coniglio o al sugo, patate e cipolline al forno, carote saltate, frutta secca e frutta fresca, panettoni e pandori con crema al cioccolato, zampone e lenticchie.

Alla serata è intervenuto anche monsignor Franco Agnesi, vicario episcopale di Varese. Ma soprattutto sono arrivate qui intere famiglie, che per la maggior parte sono venute a conoscenza della serata dal web. E’ il caso di una famiglia di Casciago, con Fabio, Monica e la tredicenne Laura: “E’ la prima volta che veniamo – dice il papà, molto attivo in cucina -. Una cosa bellissima…”. Ma perchè non trascorrere San Silvestro altrove? “Ci siamo venuti – incalza la mamma – per nostra figlia, per ricordarle che ci sono persone che fanno fatica, che non vivono nel mondo degli i-phone”. Ma c’è anche chi arriva da più lontano, Andrea, giunto da Omegna. “Sono un educatore di un carcere – racconta – e ho saputo di questa iniziativa da Internet. Mi è subito piaciuta l’idea e sono arrivato”. Oltre ai volontari, sono arrivati qui tantissimi indumenti e alimenti, che hanno reso possibile il Cenone. Tra i tanti anche il maxi-panettone del sindaco Fontana.

1 gennaio 2014
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