Luino

Luino, i fratelli Salvi sul palco per l’omaggio alla “farfalla granata” Gigi Meroni

Gigi_Meroni_1-586x439Un appuntamento imperdibile, organizzato da Comune e da Pro Loco di Luino,  si svolgerà domenica 5 gennaio alle 17 a Palazzo Verbania: i due incredibili fratelli Salvi entrano ancora in azione per dedicarci un pomeriggio di divertimento; geniale e coinvolgente come al solito, Francesco Salvi introdurrà alla lettura di “Luineide”, ultimo libro di Alfredo Salvi in un incontro presentato dal Sindaco di Luino Andrea Pellicini.”Sarà un evento – dichiara il sindaco – di grande rilevanza che unirà il Mito (il ricordo di Gigi Meroni, nella foto) e la nostra più profonda identità culturale (il libro di Alfredo Salvi)”.

I due fratelli animeranno con grande vivacità, recitando brani di questo nuovo libro avvincente, in cui l’autore dona un tributo emozionante alla sua tanto amata città che ancora una volta rivela la sua anima dal cuore pulsante con poesie, racconti, fiabe…

A seguire,  ”Un 7 come me” dedicato a Gigi Meroni scritto da Alfredo Salvi, atto unico interpretato da Francesco Salvi e da Matteo Carassini, con una bella sorpresa per la Città di Luino da parte del Torino.

Da un calciatore come Alfredo Salvi, un omaggio commovente e coinvolgente a Gigi Meroni, la “farfalla granata”. Un uomo che è diventato leggenda che si è messo in evidenza per il suo gioco brillante come ala numero 7 del Torino allenato da Nereo Rocco: i suoi dribbling e i suoi goal vengono ricordati nelle migliori cineteche del calcio.

Al “calciatore-beat” (uno dei suoi tanti soprannomi) non piace tirare rigori, ma vuole emergere nelle azioni, nello spirito agonistico e ne è consapevole Combin, suo grande amico, scaricato da Juventus e Varese perché “finito” e rinato nel Torino grazie a Meroni, l’ala che gli passa la palla sempre nel momento giusto.

Il personaggio di Gigi non si ferma solo all’immagine del calciatore, è molto, molto di più, è un genio che emerge per le sua creatività:Meroni ascolta i Beatles e la musica jazz, dipinge quadri legge libri e scrive poesie. Mister mezzo miliardo”. Così lo chiamano i giornalisti quando il giovane Agnelli cerca di portare l’ennesimo campione alla Juventus sborsando una cifra per quei tempi era impensabile. Ma una vera e propria rivolta dei tifosi del Toro impedisce il suo trasferimento.

Meroni incarna una generazione che di giovani tifosi che si rispecchiano in lui per via dei capelli lunghi e dei basettoni, un esempio da seguire in campo e nella vita degli anni che precedono il ’68, disegnandosi i vestiti che indossa sui modelli di quelli dei Beatles, stravagante, geniale unico.

Veste ugualmente la maglia azzurra per giocare i mondiali del ’66 dove segna due gol contro la Bulgaria e l’Argentina. Per Gigi vivere in quel modo vuol dire essere felici, non lo fa per una questione di immagine come molti farebbero oggi, lui è così.

Muore tragicamente il 15 ottobre 1967, una domenica in cui il Toro si impone per 4 a 2 sulla Sampdoria. Lui insieme al suo compagno di squadra Fabrizio Poletti attraversa Corso Re Umberto, dove si è appena trasferito dalla “mansarda di Piazza Vittorio”, per andare a prendere un gelato. È travolto dall’auto di un diciannovenne appena patentato. Ironia della sorte l’investitore, Attilio Romero, è forse uno suoi più grandi tifosi.

Nel punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in sua memoria. La domenica successiva alla sua morte si gioca il derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero (cosa che non è più successa). Tre goal sono messi a segno dal suo grande amico Combin che malgrado i 39 gradi di febbre scende in campo ugualmente. In molti sostengono che il quarto goal è segnato dalla maglia numero 7, indossata quella domenica da Carelli.

L’ingresso alla serata è gratuito, mentre il libro di Alfredo Salvi su Gigi Meroni costa dieci euro.

1 gennaio 2014
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