Varese

Varese, Castello Belforte, Bortoluzzi: il Comune deve essere più intraprendente

download (16)Il presidente di Amici della Terra Varese, Arturo Bortoluzzi, interviene sui problemi legati al Castello di Belforte, che in questi giorni ha subìto l’ennesimo crollo. Bortoluzzi chiede che “la Giunta comunale, prenda, una volta per tutte, posizione chiara rispetto alle sorti del Castello, attraverso la istituzione di una apposita commissione comunale pubblico privata in Varese Europea e il conferimento di uno specifico incarico alla associazione Varese Europea di cui siamo soci. Varese Europea che doveva non essere lasciata sola ma, invece, essere appoggiata dalla politica e dimostrare di avere capacità di intervento”.

Continua Bortoluzzi: “Pende sopra la mia testa un manifesto esposto a Varese alla fine degli anni 80. Molte Associazioni del terzo settore varesino chiedevano al Comune di essere in prima linea finanziariamente e operativamente per assolvere un alto compito di civiltà. Allora il Castello gli era quasi totalmente integro con ancora soffi di dipartimenti e pavimenti integri. Persino la cucina era ancora funzionante. Adesso non c’è più nulla ma non vogliamo darci per sconfitti”.

Per il presidente di Amici della Terra “occorreva come occorre guardare fuori dai limiti di Varese agendo su scala intercomunale cercando la possibilità di attuare e poi organizzare un vero e proprio sistema culturale. Occorreva come occorre stabilire relazioni con l’archivio Genova della Fondazione Garibaldi e con il governo austriaco per poter stabilire il da farsi. Potrebbe essere sentita anche l’associazione dei castelli storici. Si sarebbe potuto e si potrebbe partecipare a bandi regionali, nazionali e comunitari. Commercianti, industriali, artigiani, ordini professionali, ecc. dovevano come devono essere coinvolti e dovevano come devono scegliere il da farsi”.

Bortoluzzi invoca, da parte dell’Amministrazione comunale, intraprendenza. “Questa è quanto è mancato fino ad ora – denuncia Bortoluzzi -. Se vi fosse e se la conservazione del patrimonio storico della città fosse una priorità di questa Amministrazione comunale e se una priorità fosse, finalmente, quella di guardare una lunga serie di altri beni che versano nelle stesse condizioni del Castello di Belforte, allora certamente si potrebbero attuare delle opere di salvaguardia e di valorizzazione. Se questa continuasse a mancare, i crolli continueranno inesorabilmente ad esserci finché del Castello non rimarrà nulla. Questo scrivevamo ed eravamo, con grande facilità, delle Cassandre”.

28 dicembre 2013
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2 commenti a “Varese, Castello Belforte, Bortoluzzi: il Comune deve essere più intraprendente

  1. dino il 28 dicembre 2013, ore 21:45

    Ho vissuto sul viale Belforte fino a due mesi fa, e il Castello ha sempre rappresentato l’icona
    della identificazione di appartenenza sociale, culturale, ideologica, morale, di intere generazioni, il disinteresse delle Amministrazioni locali verso questo importante presidio storico, negli ultimi vent’anni è stato alto, perché privo di quell’interesse di speculazione edilizia che forse adesso, finalmente ormai completamente distrutto potrebbe riaprire le fauci. d.a.

  2. giovanni dotti il 30 dicembre 2013, ore 14:38

    Se veramente vogliono fare qualcosa di serio e incisivo le c.d. Associazioni Ambientaliste si devono mettere tutte insieme e presentare al Comune le loro proteste e le loro proposte. Uniti si può vincere, le divisioni non pagano, anzi fanno il gioco di questa maggioranza incompetente,presuntuosa e prepotente.

    E perché nessuno lancia la proposta di un REFERENDUM tra la popolazione varesina su questo come sugli altri progetti che bollono in pentola? (parcheggio alla 1^Cappella e nei parchi secolari, cessione al cuoco Marchesi di Villa Mylius, abbattimento cedri di piazza Repubblica,destinazione vecchia Caserma Garibaldi,risistemazione logistica reparti ospedalieri al Circolo, sistemazione zona Stazioni, ecc.).

    Sappiano i nostri Amministratori che col voto i Varesini non hanno inteso affidare loro una “delega in bianco”, e che dovranno risponderne alle prossime amministrative. O forse pensano che non saranno rieletti e perciò danno fondo alla botte fintanto che sono al “comando” (e non al “governo” che è altra cosa).

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