Lettere

Belli sul Castello di Belforte

Il Castello di Belforte così come la caserma Garibaldi – oggi come oggi – dovrebbero essere posti sullo stesso piano.
I politici dovrebbero ben saperlo. Se non lo sanno, è un grave loro problema, ché dimostra la mancanza di conoscenza della Storia culturale, civile e politica della città. Altrimenti, essi fingono di non accorgersene, per non avere troppe “beghe” ed è ancora più grave.

Infatti, se ammettiamo che la Caserma Garibaldi possa essere abbattuta “in toto”, senza alcuna “qualificazione” (ma è poi possibile?) – non conservando essa alcun pregio architettonico, se non parte della facciata prospiciente alla Via Medaglie d’oro – allo stesso modo, tranne che per il portico Cinquecentesco, il medesimo ragionamento andrebbe fatto per il complesso di Belforte, un “qualcosa” che definire monumento, allo stato dei fatti, sarebbe eufemistico, rudere, invece, realistico.

E’ nel passato che si sarebbe dovuto agire – e non con ponti, pioli, sostegni alla “gambadilegno”… Certo, come afferma Mirabelli, il Castello è un luogo storico, ma lo fu anche la Garibaldi (scartafaccino, lor signori, i documenti negli archivi…è un piccolo suggerimento), oppure la pavimentazione romana che venne alla luce nella Piazza del Battistero qualche anno or sono e che si preferì ricoprire nuovamente con l’asfalto.Ma lo sono anche le numerose piante secolari – o cinquantennali (si veda sempre P.zza repubblica) della città.

Piuttosto, che non sia forse da abbattere quale monumento “storico” l’attuale modo di intendere l’amministrazione della “res publica”, da parte di numerosi membri tanto di maggioranze, quanto di opposizioni (quando scrivo “attuale”, trattandosi dell’Italia, nord o sud che sia, intendo almeno degli “ ultimi 60 anni”)?

Si tratta del monumento al pressapochismo, che distingue la nostra storia politica, amministrativa e sociale dagli anni Cinquanta del secolo scorso?

Bruno Belli

27 dicembre 2013
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38 commenti a “Belli sul Castello di Belforte

  1. frenand il 27 dicembre 2013, ore 17:06

    Tutto condivisibile meno la qualifica di politici a questi “politicanti” ( chi si dà alla politica senza sufficiente preparazione o per trarne vantaggi personali)….

  2. Giovanna il 27 dicembre 2013, ore 18:32

    Belli fa molto bene a ricordare gli ultimi 50 anni a Varese di cattiva politica, ma lui lo sa, perchè ne ha conosciuto gli effetti e ne ha scritto.
    Il Teatro Sociale di Varese, di cui Belli ha ampiamente scritto in volume, è uno dei tanti esempi.
    E, sempre da cinquanta anni a questa parte: le funicolari, il teatrino dell’Hotel palace e chi più ne ha…
    A Varese si parla sempre di “abbattere”, dopo avere lasciato andare alla malora le cose.
    Sarebbe ben più saggio “star dietro alle cose”, come dicevano i nostri vecchi.
    Bravo Belli, che racconta le cose senza “se” e “ma”, così come stanno.
    E bravo il direttore Giacometti che non “teme” di pubblicarle.
    Grazie, Varesereport.

  3. Enzo il 27 dicembre 2013, ore 21:49

    Per dirla proprio tutta, mi sembra che continua pure a crollare anche Pompei, ma…non si deve troppo pubblicizzare, forse perché il ministro non è più un certo malcapitato Bondi, quindi mal comune mezzo gaudio, e il Colosseo ha per sponsor un certo Della Valle altrimenti anche grazie al salva Roma col cavolo lo salvavano, però certi giornalisti magari non lo sanno, meglio vivacchiare su un po di gloria locale, che volare troppo in alto.
    Alla mia bell’età, non temo di pubblicare la “mia” verità, avendo la sfacciata fortuna di non essere a libro paga di nessuno, quindi, sia i politicanti e qualche giornalista, a cui settimanalmente si accende la “Luce” per stare al loro servizio, credo di conoscerli abbastanza bene. BUON ANNO sinceramente a tutti anche se le previsioni sono tutt’altro che rosee.

  4. emiliano il 27 dicembre 2013, ore 23:47

    Cosa dire ancora?
    Saranno anni e anni che sento “parlare” del castello, se così lo si può chiamare, di Belforte senza che nessuno in tanto tempo si sia non dico deciso di far qualcosa (non importa se tutelarlo o abbatterlo) ma solo di “pensare” a qualcosa.
    E con questo ho detto tutto… chi vuol capire capisca.

  5. il MATOCCO il 28 dicembre 2013, ore 09:44

    Ai nostri politicanti non gliene frega niente delle memorie storiche della città, per questo non hanno mai fatto un tubo per conservarle. Alla maggior parte dei Varesini anche. Perciò abbattiamo pure i ruderi del casello di Belforte, tanto nessuno dentro l’ha mai visto, e costruiamoci sopra qualche bel palazzo di cemento armato come testimonianza ai posteri del nostro amore per la natura e per l’arte.

  6. Bruno Belli il 28 dicembre 2013, ore 11:01

    Condivido quanto dice @IL MATOCCO che ai nostri politicanti (ok anche “frenand”!!!) non gliene frega niente, perchè, forse, come afferma Belli, non sono molto esperti di “cultura” non solo locale.
    Il fatto è che i politicanti andrebbero sostituiti subito, con persone che, magari, non vivono di vita politica, ma, non essendo a libro paga di nessuno (eh, sì, Enzo, non sia così maligno!) saprebbero fare molto meglio.
    Certo, Belli, ad esempio, visto che è lui che ha scritto quanto sopra, qualche cosetta da fare e da dire meglio che l’attuale evanescente assessore alla cultura Longhini credo che l’avrebbe.
    E credo anche che Belli non sia “a libro paga” – per questo, come qualche “giornalista” cui si accenda la “Luce” – non fa l’assessore.
    Anzi, forse, ci mette anche del suo per dare qualche ritrovo in più a Varese, una volta la settimana, il venerdì.

  7. a.g. il 28 dicembre 2013, ore 12:31

    Rilancio, sulla scorta di Belli, la mia idea, che continuo a sostenere e sosterrò fino alle prossime elezioni: sindaco, assessori e consiglieri comunali volontari, ovvero senza alcun compenso. Ci sono i volontari nel sociale? Bene, ci devono essere i volontari in politica. Magari Varese potrebbe fare da apripista.

  8. alba rattaggi il 28 dicembre 2013, ore 13:47

    Eh già, siamo alle solite. Non ci si preoccupa minimamente di salvaguardare il nostro patrimonio archittetonico, si sa che le “ingiurie del tempo” (x dirla alla Guccini) non risparmiano niente e nessuno, ma occorrerebbe pianificare per tempo interventi di seria e competente manutenzione agli edifici storici, radici della nostra cultura, ma tant’è….tanto per stare in tema di citazioni “non ci resta che piangere!!!”

  9. il MATOCCO il 28 dicembre 2013, ore 14:12

    Approvo quanto dice a.g. Basta coi professionisti della politica impreparati, senza arte né parte, che operano ‘pro domo sua’. Abbiamo bisogno di PERSONE ONESTE E COMPETENTI che disinteressatamente si candidino alla guida della Città, rinunciando ai compensi pecuniari, per risollevarla dallo squallore in cui questa politica pasticciona e rapace l’ha gettata. Purtroppo ci vorranno anni per rimediare ai danni già dati ed a quelli che si apprestano ancora a dare (molti purtroppo irreversibili!).

  10. a.g. il 28 dicembre 2013, ore 14:18

    Una sola parola d’ordine: IMPEGNO CIVICO, al di là di destra e sinistra…Sono convinto che Varese abbia competenze e intelligenze per imprimerle un colpo d’ala indispensabile…

  11. il MATOCCO il 28 dicembre 2013, ore 14:37

    Bene, a.g.! IMPEGNO CIVICO ! Un ottimo manifesto elettorale che sintetizza in due parole tutto un programma. Speriamo che i Varesini non abbocchino più ai vecchi marpioni e capiscano che è INDISPENSABILE affidare la guida della Città a persone COMPETENTI e disinteressate, che vedano oltre il presente e sappiano programmare il futuro.

  12. Marco il 28 dicembre 2013, ore 16:33

    Belli ha scritto parole sensate.
    La colpa non è solo degli ultimi arrivati che si sono proposti come il nuovo che avanzava, ed hanno dimostrato di non essere nè migliori, nè peggiori, ma del disinteresse vero verso la concretezza di quanto si dovrebbe amministrare.
    La competenza, poi, è qualche cosa che non si richiede nello specifico, purtroppo, agli assessori ed amministratori vari: i risultati si vedono…

  13. Parco Ravizza il 29 dicembre 2013, ore 08:10

    Belli fa bene a scrivere cio’ che scrive. Io pero’ abbatterei il Castello di Belforte e ci farei un multipiano per parcheggio auto da aggiungere a quelli del parco di Villa Augusta, a quello della Prima Cappella, a quello di Via Sempione, al parcheggio auto nel parco di Villa Mylius e magari uno anche nel parco di Villa Ponti dove sorgerà un mega albergo.

  14. Anna il 29 dicembre 2013, ore 10:01

    Castello di Belforte e Caserma Garibaldi – ha ragione il Belli – sono il monumento al decadimento della nostra società: così Varese ne è l’esempio al negativo.
    Anna

  15. Franco il 29 dicembre 2013, ore 16:04

    Chi propone una politica gratuita trascura cosa significhi amministrare una grande città.
    Gratuità non significa assolutamente competenza.
    Io sono dell’idea che il politico vada remunerato in maniera giusta e non sproporzionata rispetto all’impegno.
    Io volpi politici valutati sulla base di ciò che fanno senza qualunquismi.
    Al direttore chiedo provocatoriamente se sarebbe disposto a fare il suo giornale gratuitamente senza pubblicità. In fondo anche l’informazione è un servizio pubblico….

  16. a.g. il 29 dicembre 2013, ore 16:30

    Certo gratuità non significa competenza, ma perchè non pensare che ci possano essere competenze che, nell’ambito dell’amministrazione della polis, possano impegnarsi gratuitamente? Una cosa che spesso i politici di professione escludono, ma che invece non va assolutamente esclusa. Fare giornali è una professione, mentre non deve esserlo l’amministrare la città.

  17. ombretta diaferia il 29 dicembre 2013, ore 17:16

    non volontari, bensì senza compenso: ottima soluzione per sgomberare il campo dal dubbio che la politica sia una mera carriera economica e che il politico si presti al soldo più pesante.

    rappresentare una comunità nei suoi bisogni richiede competenza ed i volontari non prestano competenze.

    sinora abbiamo assistito all’operare di ciarlatani allo sbaraglio che prestano solo faccia e nome in cambio di danaro per rappresentare interessi, tutelabili solo in cambio del soldo…

    sostengo questa ipotesi di lavoro per la comunità: il direttore ne è esempio tangibile, indipendente nel pensiero e nell’azione.

    quale un politico in Italia non è ancora stato capace di essere e fare.

    lo stile di vita scelto dal presidente dell’Uruguay, José Pepé Mujica, è all’insegna dell’austerità: si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza.

    Fabio Balocco ne Il Fatto del 7 gennaio 2013 si chiede se sia “qualunquista fare un raffronto tra Mujica ed il nostro comunista migliorista Napolitano, che vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso?” e ricorda “Mujica ha pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, il 21 giugno 2012, un discorso rivoluzionario, come solo i grandi uomini sanno pronunciare, in cui ha denunciato l’assurdità del mondo in cui viviamo. ”

    personalmente da tutti coloro che percepiscono imbarazzanti compensi (anche se ci tolgo la paga dello stuolo al seguito, resta sempre tale) mi sono sempre sentita rispondere che “bisogna pur rinunciare a qualcosa in nome dello sviluppo”.

    personalmente ho perso spazio, tempo, silenzio, ambiente, salute a causa dei competenti politici dello sviluppo.

    Pier Paolo Pasolini ci informava decenni fa, individuando simboli opposti, e, appunto, inconciliabili, «Jesus» e «blue-jeans Jesus»: “Il «progresso» è dunque una nozione ideale (sociale e politica): là dove lo «sviluppo» è un fatto pragmatico ed economico.”

  18. Bruno Belli il 29 dicembre 2013, ore 19:33

    Mi stupisco da e di me stesso…
    Non avrei mai creduto, in un paio di giorni, di suscitare un dibattito così vivace.
    Grazie anche ad Andrea Giacometti, il direttore di VARESEREPORT.
    Con questo, nel nostro piccolo, caro Andrea, credo anche che abbiamo dimostrato che – senza troppa spesa, nè guadagni spropositati, nè “dipendenze” tiout court – sia possibile ancora fare dell’ottimo giornalismo…

  19. Valentina il 30 dicembre 2013, ore 10:47

    Belli fa il finto ingenuo :-)
    Sapeva benissimo che quanto scritto avrebbe suscitato un po’ di movimento.
    Certo, ai “politicanti” non credo che faccia piacere vedere riassunte, in poche parole, un itinerario di scelte amministrative per lo più fallimentari almeno nell’ambito varesino.
    Però, ha ragione, Belli: il giornalismo deve fare anche questo, informare e commentare.

  20. cittadinosuperpartes il 30 dicembre 2013, ore 12:26

    Devo dire che grazie al Belli, ed al direttore Giacometti, dalla mancata cura di un bene storico come il castello di Belforte, che credo sia nel cuore di ogni varesino,con il concorso di tutti i lettori che hanno postato il loro pensiero siamo giunti al nocciolo di tutta la questione che e’ di carattere nazionale. La politica, e i suoi protagonisti hanno un denominatore comune dal parlamento al consiglio comunale “profitto personale” cioe’ campare e campare bene a spese dei cittadini che pagano le tasse e che in cambio dovrebbero ricevere servizi di qualita’si ritrovano invece a scontare giornalmente disservizi e ruberie piu’ o meno legalizzate dai politici che si fanno leggi ad hoc.Vorrei vedere se effettivamente dai consiglieri comunali sino hai parlamentari il mandato deve essere esplicato gratuitamente quanti che ad oggi si dicono impegnati al servizio del bene comune si ripresentano,sentendosi onorati della sola investitura fiduciaria del popolo, penso pochi.Bisognerebbe poi sfatare un luogo comune che i volontari sono qualitativamente poco professionali, come se l’emolumento rende professionale degli autentici incapaci che si trovano nella pubblica amministrazione Il tutto dovrebbe far riflettere sul fatto che la nostra Repubblica ha bisogno di un azzaeramento e che questa classe politica e’da licenziare in toto

  21. a.g. il 30 dicembre 2013, ore 12:53

    La gratuità del mandato: ecco il vero snodo, il vero banco di prova. Perchè Varese non potrebbe essere un esperimento anticipatore?..Credo, del resto, che come dice cittadinosuperpartes molti candidati si ritirerebbero in buon ordine, ma che ci sarebbero altrettanti cittadini pronti ad affrontare questo impegno per la polis senza compensi. E magari con un poco più di passione civica rispetto a quella che si vede in giro ora…..

  22. giovanni dotti il 30 dicembre 2013, ore 18:11

    Mi accodo ai commenti precedenti per manifestare la mia condivisione agli stessi. “Perché si dovrebbe pagare meno i politici” era il titolo di una mia lettera inviata qualche anno fa ai giornali. Lo ripeto a maggior ragione oggi, dopo tutto quello che abbiamo visto e continuiamo a vedere. Aggiungo che necessiterebbe anche un maggior controllo del loro operato da parte degli elettori, ad es. con una “verifica a metà mandato” attraverso un referendum cittadino per i politici locali, per assicurarsi che rispettino il programma presentato agli elettori. Perché 5 anni di “mandato incondizionato”, senza controlli, sono troppi e consentono “deviazioni” non previste dalla linea iniziale, pertanto se non riscuotessero più la fiducia degli elettori dovrebbero cedere il posto ai successivi in graduatoria del loro partito.

  23. annina il 30 dicembre 2013, ore 23:06

    secondo me l’errore e’ a livello nazione e precisamente nella legge 142/90 che, con le piu’ buone intenzioni (forse) stabiliva la separazione tra l’indirizzo politico, l’efficenza gestionale ed il controllo di legittimita’ (affidato allora al Segretario Comunale e al Coreco). Poi e’ successo di tutto (varie Bassanini applicate, pardon interpretate, con licenza poetica rispetto alle intenzioni del legislatore). Risultato finale: 1 assessore (ben pagato)+1 dirigente (pagato benissimo) per ciascun settore negli enti locali (in continuo aumento per, rispettivamente, le quote politiche frammentate e lo spoiling system di ritorno). Il coreco abolito ed il segretario comunale – ben pagato – accettato o confermato – oppure no- dal gradimento del Sindaco. Cosi’ i compensi per le competenze necessarie ( + / – ) sono raddoppiati insieme con gli stipendi per gli staff e conseguenti aumenti per spese di acquisto, ristrutturazione, manutenzione esercizio immobili.
    POI QUANDO CI SI CHIEDE: MA CHI DECIDE, CHI HA RESPONSABILITA’, COME PUO’ IL CITTADINO manifestare il proprio accordo o disaccordo?… allora non si capisce piu’ niente…
    … Però pagarne uno su due e avere la possibilita’ di mandarlo a casa, insieme con il Sindaco che l’ha nominato, oppure di riconfermarli entrambi con la scheda nell’urna… ma!?!… TROPPO SEMPLICE? Infine per l’indirizzo politico ci sono i Consigli Comunali – pressoche’ gratuiti – e per i controlli i segretari comunali ed i revisori dei conti (gia’ pagati).
    N.B: di gratis a questo mondo non c’e’ niente. Se professione deve essere la gestione delle cose pubbliche, sia..ma una volta sola quanto basta.

  24. giovanni dotti il 31 dicembre 2013, ore 11:13

    Chiarissimo, cara sig.ra Annina. Il tutto è degenerato dopo la legge del ’90 e le varie Bassanini sugli Enti locali. I Cobsigli Comunali non hanno più alcun potere decisionale, questo è stato concentrato nelle mani del Sindaco e della Giunta, che si avvalgono di collaboratori tecnici “nominati” dal Sindaco. Gli elettori contano ancora meno. I controlli praticamente non esistono, perché vengono esercitati da soggetti graditi ai politici, nominati o confermati dal Sindaco, quindi i politici diventano i controllori di se stessi. Proprio un bel pastrocchio! Un tempo i controlli, di legittimità e di merito, venivano esercitati dai Segretari Comunali (fissi) e dalle Prefetture, organismi “non politicizzati ” e si presume “super partes”, ora non più. Mi chiedo se questa è ancora democrazia.

  25. cittadinosuperpartes il 31 dicembre 2013, ore 14:28

    annina@….Se gratis non esiste niente, allora bisogna incominciare a pagare i volontari delle Croce Rossa, la Protezione Civile,chi da un aiuto in ospedale, il servizio per i poveri i City Angel la Guardia Ecologica ec ecc La Bassanini nacque per una esigenza di mazzette politiche, e come sempre si fa in Italia, si rimedia da una parte e si raddoppia dall’altra Dai tempi di mani le cose non sono migliorate, ma sono peggiorate a tal punto che si e’ imposto un movimento come 5 stelle. Ma come accade sempre in questo paese si lascia sfogare il malumore e poi tutto torna alla normalita’magari una terza repubblica, cosi si ricomincera’ come prima e peggio di prima.Quando finiremo di essere sudditi e diventare cittadini veri,credo che ci sia un unica strada da percorrere l’azzeramento totale della Repubblica inibendo chiunque abbia fatto parte anche di un consiglio circoscrizionale di ripresentarsi sino al parlamento e tutte le cariche eqipollenti, e forse si ricomincera’a costruire una Nazione Nuova.

  26. giovanni dotti il 31 dicembre 2013, ore 17:23

    Il “cittadino super partes” fa di tutte le erbe un fascio. E mi potrebbe anche andar bene, se così facendo non si dispendessero le competenze e le esperienze di tanti Pubblici Amministratori perbene che hanno sempre fatto il loro dovere. Perché qui sta il punto, le professionalità non si improvvisano, da rifare sono le leggi. VOLETE BUONE LEGGI? scriveva Voltaire, BRUCIATE LE VECCHIE E FATENE DI NUOVE! Ad es. da noi in talia nessuno vuole mollare il cadreghino, perciò la gerontocrazia impera e non lascia spazio ai più giovani. Basterebbero poche e semplici leggi, come: DOPO DUE MANDATI TUTTI A CASA, ed un’altra VIETATI I PLURINCARICHI nelle Pubbliche Amministrazioni. Molti degli attuali “professionisti della politica” sarebbero già fuori da un pezzo e non avrebbero potuto arrecare i danni che tutti vediamo. Speriamo solo che i “giovani” siano migliori dei vecchi!
    BUON ANNO AL DIRETTORE, AI REDATTORI E A TUTTI I LETTORI DI VARESEREPORT

  27. Martino Pirone il 31 dicembre 2013, ore 20:06

    Concordo coi commenti precedenti, come già scrissi qualche anno fa a proposito dei Volontari della politica.
    “”L’Italia è uno dei paesi col maggior numero di Volontari: Protezione Civile, soccorso stradale, alpino, subacqueo, assistenza domiciliare, ospedaliera, ai senza tetto, ai diseredati, ai carcerati ecc. ecc. ma perché non ci possono essere anche i Volontari della Politica ?””
    E poi, perché sono stati eliminati i controlli da parte di organismi “non politicizzati”, come quelli esercitati dalle Giunte Provinciali Amministrative presso le Prefetture prima dell’avvento delle Regioni nel 1971 ? Detti controlli furono poi affidati, in maniera molto soft, ai CO.RE.CO: praticamente si affidarono i controlli a persone nominate dai politici, e quindi i politici controllano se stessi!. Così abbiamo visto quanti scandali sono avvenuti da quegli anni in poi ! Ed anche la c.d. riforma Bassanini sarebbe da rivedere, perché attribuisce eccessivi poteri ai Sindaci, esautorando i Consigli Comunali divenuti semplici organi di ratifica delle decisioni prese da una ristretta élite (Sindaco e Giunta).

  28. annamaria il 31 dicembre 2013, ore 20:15

    e” un vero peccato che non si pensi a restaurare il castello di belforte..sarebbe giusto rimetterlo a posto invece…secondo me merita un intervento di restauro. Spero che la politica lo permetta prima o poi .. prima che crolli a pezzi …..gli stranieri lo metterebbero a posto e poi farebbero pagare un biglietto , tipo il National Trust in Inghilterra.. ecco , non potrebbe essere affidato al FAI? CHE E’ L’OMONIMO DEL National trust in Italia?

  29. cittadinosuperpartes il 31 dicembre 2013, ore 20:52

    Sig Dotti@….come Lei dice citando Voltaire VOLETE BUONE LEGGI?…BRUCIATE LE VECCHIE E FATENE DELLE NUOVE Vorrei solo aggiungere che il minimo sarebbe farle fare a gente nuova che mai abbiano avuto a che fare con la politica attiva, senno’ accadrebbe per fare un esempio, dopo che un referendum aveva bocciato il finanaziamento per i partiti lo hanno reintrodotto con legge sotto un’altra forma, questi sono gli onesti servitori della Patria che dicono sacrificarsi per il popolo.Se devo prendere ad esempio il pensiero di illustri Francesi personalmente preferirei per il nostro paese Robespierre, e Napoleone, cosi da poter fare la necessaria pulizia,confidando nei giovani che avranno poi l’onere di governare
    Questo e’il mio auspicio che magari e’ utopico ma se esaminiamo la situazione del nostro paese nella sua interezza non c’e’ molta sceltache non imboccare una via drastica per poter risorgere.
    MI ASSOCIO PORGENDO UN BUON ANNO A TUTTI DIRETTORE, LETTORI, E UNO SPECIALE AL NOSTRO AMATO PAESE

  30. giovanni dotti il 1 gennaio 2014, ore 11:06

    Certamente, egregio “cittadinosuperpartes”, non dovranno essere quelli che hanno distrutto la democrazia a fare LEGGI NUOVE ma persone oneste e responsabili che si spera vengano elette alle prossime elezioni, ora che non c’è più il “porcellum” (legge che a detta di ogni benpensante era chiaramente anticostituzionale, ma che grazie a politici avidi e corrotti ed a un P.d.R. che l’ha avvallata ha resistito per oltre 6 anni!). Mentre per le leggi “costituzionali” si dovrebbe istituire una nuova ASSEMBLEA COSTITUENTE composta da esperti del settore, non politici, per garantire quella imparzialità necessaria per la ripresa di una sana democrazia.

  31. Jane Bowie il 1 gennaio 2014, ore 11:16

    Da piccolina mia figlia, sentendo che dovevamo fare un salto a Varese dal nostro paesino, mi ha guardata male e ha detto “oh no, non ci voglio andare, Varese è un negozio!” La battuta è rimasta mitica nella mia famiglia. Spesso i bambini sentono d’istinto quello che noi dobbiamo ragionare con la testa. Nella mia Scozia abbiamo fatto del passato un modo di vivere, la drammaturga Liz Lochead scrive in “Mary Queen of Scots had her head cut off”: “la Scozia: passatempo nazionale – la nostalgia”. Ma a cosa serve? Via i cedri, via la caserma, via il castello, sono tutti metri quadrati per fare parcheggi per macchine, Avanti con il nuovo, il cemento, il marmo lucido che mai mano ha toccato, gli spazi ascetici che vanno bene per tutto perché non parlano di niente. Questo sì che è progresso.

  32. Martino Pirone il 1 gennaio 2014, ore 12:04

    E’ strano che da un articolo su un problema locale, anche se di una certa importanza ed evidenziato da una persona di rilievo come il prof. Belli, siano scaturiti tanti commenti che esprimono pensieri e pareri su argomenti di carattere generale e nazionale. Ciò è senz’altro positivo e così dovrebbe essere sempre più spesso, per far sì che la gente prenda coscienza di tutte le malefatte dei politici e se ne ricordi al momento delle votazioni. Approfittiamo di questa potente arma che è la stampa on-line e la possibilità di esprimerci che ci danno questi giornali. Chiediamo a gran voce quelle riforme che tutti i politici, chi più chi meno, hanno sempre promesso e non hanno mai fatto.

    Buon Anno a tutti

    Martino Pirone

  33. annina il 1 gennaio 2014, ore 12:28

    veramente i volontari della politica nei Comuni ci sono gia’: sono i consiglieri comunali. Percepiscono dei gettoni a titolo di rimborso spese irrisori, così come i volontari di molte delle pregevolissime organizzazione citate.
    Invece gli assessori sono una duplicazione dei dirigenti e viceversa.
    Per amministrare i servizi e le funzioni di un Comune – anche piccolo – ci vuole tempo, impegno, professionalita’: a parte il solito figlio ruocco dell’industriale (inadatto ad assumere le sorti dell’impresa di famiglia), chi potrebbe farlo su base volontaria?.
    BUON ANNO a tutti ed un grazie al direttore (ed ai suoi collaboratori) per questo spazio ormai così raro.

  34. Martino Pirone il 2 gennaio 2014, ore 13:38

    Sig.ra Annina, d’accordo: i Consiglieri comunali consideriamoli pure volontari della politica, ma è la funzione che hanno che è frustrante per loro e inefficace, quasi inutile, per i Cittadini. Difatti le decisioni vengono prese più delle volte dal Sindaco e dalla Giunta.
    Ha ragione anche la Sig.ra J. Bowie ! Negli ultimi 20 – 30 anni quanti mq di verde a Varese e dintorni sono stati cementificati e quanti ancora se ne vorrebbero cementificare ? Cosa lasciamo alle future generazioni ?

  35. emiliano il 2 gennaio 2014, ore 16:20

    Alla fine sul Castello di Belforte, tuttavia… neanche una parola, un’idea, un’informazione: forse è il caso di rimediare con questo testo breve ma incisivo che ho trovato in rete, senza scomodare letture più scientifiche e dettagliate.

    “Il monumento sorge nell’omonimo rione di Varese, su una collinetta posta in posizione che domina l’area. Un tempo di proprietà dei Biumi, il Castello fu probabilmente eretto nel Quattro-Cinquecento. A quell’epoca sono riconducibili la porzione di casa-torre, e quella contrapposta, che conserva il portale originale con stemma dei Biumi (secolo XVI). II grandioso prospetto di un corpo architettonico innestato tra i due nuclei appartiene, invece, al pieno Seicento e attesta i modi nobili dell’architettura milanese di matrice ricchiniana, costituendo uno dei più vistosi esempi di edilizia civile varesina. Nel Seicento, infatti, modificate e in parte venute meno le funzioni difensive, il Castello fu trasformato in residenza.
    La struttura ha avuto un ruolo importante anche nel Risorgimento italiano. Attualmente inutilizzata e in stato di grave incuria, continua a rappresentare uno dei monumenti più interessanti per la storia della città.”

    Ciò basterebbe a far sì che il castello venga mantenuto in vita, e non importa ne come ne da chi, ma la cosa è talmente ovvia e banale da risultare impossibile.

    Nonostante tutto il dibattito è interessante ed istruttivo ma, alla fine, come al tempo stesso improduttivo… nel senso che comunque noi italiani, dall’uomo della strada al politico cadregaro, parliamo e discutiamo “d’ogni cosa e senza posa”, siamo degli incorreggibili chiaccheroni e ci piace esserlo: non è un difetto, anzi ciò ci rende quasi sempre simpatici e cordiali agli stranieri e a noi stessi, ma è semplicemente inutile.

    Come senz’altro inutili lo sono anche queste mie, ulteriori parole.

    E a testimoniare le mie odiose e antipatiche parole cito un inascoltato scrittore e giornalista italiano che passò gli ultimi anni della propria vita in esilio volontario, Giuseppe Prezzolini (1882-1982), il quale si noti bene, scrisse quanto segue nel 1974:

    “Quando mi domandano perchè mi son stabilito a Lugano, rispondo sempre che per un uomo di 92 anni non è comodo vivere in un “paese fragile”, ossia in un paese che lascia invadere dall’acqua di un fiumiciattolo un museo come Firenze e un cantiere come Biella; che seppellisce Venezia sotto la fuliggine di Marghera e lo sterco dei piccioni; che ha una Costituzione che all’età di appena ventisette anni ha bisogno di tingersi i capelli e di fare iniezioni; che deve mandare milioni di suoi cittadini all’estero per guadagnarsi da vivere, e conta sulla sua notoria tolleranza di costumi per richiamare dei forestieri che una volta portavano soldi in casa e che oggi portano mitra e bombe a mano: che non sa se un giudice è un partigiano, un mafioso o un galantuomo; ed ignora quanti mesi durerà un governo, e come pagherà i debiti che il suo governo sta facendo. Se leggete questo libro, saprete anche parte del resto. Per dirlo tutto ci vorrebbe una biblioteca.”

    A citare Prezzolini mi sento buono, perchè grossomodo parole non dissimili si possono anche leggere su taluni testi antecedenti il Risorgimento.

    A queste condizioni crolli, dunque, come un immaginario Walhalla bosino, il Castello di Belforte… Anche le nostre parole, purtroppo, contribuiranno a che ciò accada.

    Spero di essermi sbagliato, e godo alla sola idea di essere smentito dai fatti… e non dalle parole.

    Mi scuso per l’imperdonabile lunghezza, ma forse è giunta l’ora di parlare chiaro e guardarsi tutti negli occhi mentre ci si diletta nel proprio sport preferito.

  36. annina il 2 gennaio 2014, ore 20:03
  37. Tolu Paolo il 3 gennaio 2014, ore 10:23

    L’articolo che ha scritto Annina rispecchia purtroppo fedelmente il degrado morale e politico della società italiana.
    Paolo Tolu

  38. Trizzy Lodi il 3 gennaio 2014, ore 16:38

    Interessante lo spunto dato dall’articolo di Belli che ha provocato un “fiume” di considerazioni che vanno oltre lo steccato della realtà comunale, coem sempre dovrebbe essere.

    Ma, tornando a monte, credo che Belli, con acume e senso della concretezza, abbia toccato il punto fondamentale della questione ed è che la soluzione, per troppe “mancanze”, non ne possa essere la conservazione in toto.
    Si conservi la facciata cinquecentesca, con gli opportuni crismi architettonici, come si è fatto sovente all’esetero – soprattutto in Inghilterra con alcuni edifici religiosi nella zona delle bruguiere e del Galles, vedendo di inquadrare così in armonia con il paesaggio e la prospettiva di chi la veda dal basso, oppure di fronte.
    Insomma, ci sarebbe un risparmio su tutti i fronti e si manterebbe la testimonianza storica sufficiente ad attestarne l’ubicazione;
    anche perchè ricordo da una “lezione” tenuta dall’architetto Cazzola alcuni anni fa – credo sei o sette come minimo – proprio ai “Venerdì” di Belli, le condizioni della maggior parte dell’edificio sono praticamente irrecuperabili se non con una completa “riedificazione”.

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