Varese

Varese, Pgt, in 4 abbandonano l’Aula per protesta. E 100 emendamenti se ne vanno

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUltima seduta del Pgt in Consiglio comunale a Varese. Questa mattina, al Salone Estense, una parte dell’opposizione abbandona i banchi del Consiglio per protesta. Si tratta di quattro consiglieri comunali: Rocco Cordì (Sel), Alessio Nicoletti (Movimento Libero), Francesco Cammarata (Movimento 5 Stelle) e Luciano Ronca (Varese & Luisa). Una scelta che era già girata ieri e che Varesereport aveva anticipato, e che ha prodotto una forte spaccatura nel fronte delle opposizioni: mentre i quattro consiglieri abbandonavano i banchi e si sedevano nello spazio riservato al pubblico, i consiglieri del Pd e dell’Udc continuavano a dibattere gli emendamenti (nella foto da sinistra, Nicoletti, Cordì, Ronca e Cammarata).

Non cade, dunque, come un fulmine a ciel sereno, l’abbandono dell’esame del Pgt da parte dei quattro consiglieri, ma come lo sviluppo di due fatti che erano accaduti nei giorni scorsi: a fronte dell’indisponibilità di Lega-Pdl a confrontarsi, prima Nicoletti e poi Cordì avevano ritirato i loro emendamenti. Questa mattina la scelta ancora più radicale. “Ritengo inutile continuare a confrontarci sugli emendamenti – dice il Sel Cordì intervenendo in Aula -. E’ nocivo per il ruolo del Consiglio comunale”. “Anche io abbandono l’Aula per protesta – gli fa eco Nicoletti (Movimento Libero) – e alla fine di questo percorso credo che l’assessore Binelli si debba dimettere”. Comunque, dice ancora Nicoletti, “questo Pgt è della maggioranza e se lo faccia da sola”.

Abbandona i banchi anche il grillino Francesco Cammarata, che in una conferenza stampa in mattinata rimarca come il lungo lavoro in Commissione, che ha comportato per ogni commissario 900 euro, sia stato vanificato dal procedere della maggioranza senza alcun confronto reale. “Si potevano anche risparmiare i soldi dei cittadini”, ironizza Cammarata. Anche Ronca (Varese & Luisa) si mostra molto deluso: “Sono un viso pallido prestato alla politica, e mi sono fatto coinvolgere perchè credo fermamente nel dialogo. Ma non posso condividere un Pgt che non mi sta addosso. Non mi sono sentito accolto, con il mio sforzo, con gli elettori che mi stanno alle spalle”.

Una scelta dura, che non è stata condivisa dal principale partito d’opposizione, il Pd, che resta in Aula e che non commenta in Aula l’uscita di scena dei quattro consiglieri. Lo fa per il gruppo, il segretario cittadino Luca Paris: “Non fa parte del nostro stile. Un partito che ambisce a governare la città di Varese non può uscire dall’Aula”. Per l’Udc, l’altro partito che continua a stare in Aula, parla il consigliere Mauro Morello: “Noi restiamo in Aula perchè vogliamo portare a termine l’iter, pur non assumendoci alcuna responsabilità verso il prodotto finale. Per noi l’opposizione si fa in Commissione”.

Con l’abbandono dell’Aula, i quattro consiglieri dell’opposizione hanno ritirato complessivamente un centinaio di emendamenti. “Ma la battaglia non finisce qui: la continueremo dopo l’adozione del Pgt”, dicono i quattro consiglieri.

 

 

 

21 dicembre 2013
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12 commenti a “Varese, Pgt, in 4 abbandonano l’Aula per protesta. E 100 emendamenti se ne vanno

  1. Rocco Cordì il 21 dicembre 2013, ore 18:01

    Un partito che ambisce a governare la città non sta in aula a subire una maggioranza che impone al Consiglio il ruolo sgradevole di ratificatore passivo di decisioni e compromessi definiti altrove.

  2. Fabrizio Mirabelli il 21 dicembre 2013, ore 19:49

    Caro Rocco, non intendo entrare nel merito della tua scelta che, anche se non condivido, rispetto. Di fatto, tuttavia, ritirando tutti i tuoi emendamenti ed uscendo dall’aula, hai aiutato la maggioranza. Noi, invece, abbiamo preferito discutere i nostri per tentare di migliorare, fino all’ultimo, un PGT che, nel mio intervento ad inizio dibattito avevo definito “da cassonetto della spazzatura”. Nell’interesse di Varese e dei varesini che, per quanto ci riguarda, viene prima di ogni cosa. Tutto qui

  3. giovanni dotti - Varese il 22 dicembre 2013, ore 10:45

    Come Cittadino qualunque non so chi dell’opposizione abbia fatto meglio: chi come Cordì e gli altri che hanno abbandonato l’aula o chi come Mirabelli & C. che ci sono rimasti. Forse sarebbe stato preferibile un preventivo accordo fra tutte le opposizioni, indipendentemente dal colore politico, per tenere un comportamento unitario. La Città avrebbe capito di più, e avrebbe aperto gli occhi sull’arroganza di questa maggioranza che procede imperterrita, come un panzer, su decisioni sbagliate che fan comodo solo a pochi, senza dar ascolto a nessuno.

  4. Rocco Cordì il 22 dicembre 2013, ore 20:31

    Il punto è quello indicato da Giovanni Dotti: era necessario un gesto forte per far comprendere alla Città che in aula stava accadendo qualcosa di molto grave. Nessun confronto era possibile perchè quel PGT è figlio di un compromesso blindato deciso in altre sedi e perciò immodificabile. Io non discuto la scelta del PD ma il commento in cui si afferma che “chi ambisce al governo della città non esce dall’aula”. Si può uscire dall’aula senza per questo rinunciare all’ambizione di governo: come peraltro dimostrano tutti i miei amendamenti votati anche dal PD.

  5. fabrizio mirabelli il 23 dicembre 2013, ore 13:58

    Caro Rocco, il tuo è stato un gesto debole. Uscendo, infatti, dall’aula hai fatto solo il gioco della maggioranza di centrodestra che, con la decadenza dei tuoi emendamenti, è riuscita ad accorciare i tempi di discussione, evitando il problema di dovere garantire il numero legale. Noi abbiamo fatto una scelta forte anche se faticosa: quella di rimanere in aula, confrontandoci, emendamento dopo emendamento, con la maggioranza, per dimostrare che un’altra idea di città è possibile. @Dotti: il giorno precedente, abbiamo, correttamente, avvertito Cordì e gli altri che hanno abbandonato l’aula che noi avremmo fatto una scelta diversa. Nonostante ciò, legittimamente, hanno deciso di mettere, comunque, in atto la loro protesta, che noi non condividiamo.Il comportamento unitario, pertanto, dato che la matematica non è un’opinione, non è stato rotto dai 9 consiglieri d’opposizione che sono rimasti in aula ma dai 4 che l’hanno abbandonata.

  6. Rocco Cordì il 23 dicembre 2013, ore 21:25

    Vedo che al capogruppo del PD piace alimentare la polemica ricorrendo alla classica accusa che se non fai come me, fai il gioco del nemico. Allora devo chiedere di chi si fa il gioco quando si presentano emendamenti per interposta persona smentendo così la posizione sostenuta in commissione dal consigliere Civati. O quando si imprime una accelerazione dei tempi motivando emendamenti plutrimi con un solo intervento, o quando ancora scaduti i termini stabiliti dai capigruppo si continua a restare in aula per consentire di chiudere in mattinata. Chiudo dicendo che la proposta di compiere un gesto forte (vista l’inutilità della discussione) è stata formulata dal PD Civati a me e agli altri gruppi. Noi l’abbiamo condivisa e resa operativa. Se il PD ha deciso altrimenti libero di farlo, però la smetta di parlare di debolezze e subalternità altrui, facendo perdere di vista il fatto più significativo: una critica al PGT forte, argomentata, chiara e netta del centrosinistra (e altri gruppi di opposizione, con l’eccezione manovriera dell’UDC). Se si vuole parlare di questo bene altrimenti risponderò comunque.

  7. Sergio Ghiringhelli il 24 dicembre 2013, ore 13:26

    Interessante quanto detto da Cordi’. Interessante perché per Mirabelli i compromessi e gli accordi sottobanco sono sempre gli altri a farli. Invece tutti noi sappiamo , quanto sia maestro il cons del Pd in questo campo. E la discussione sul Pgt ne e’ stata ulteriore dimostrazione. Cambiare posizione e smentire il lavoro di Civati , che mi ha stupito per impegno e serietà , pur nella diversita’ di vedute , non e’ stato bello , e mette nuovamente a nudo un partito in cui la voglia di cambiare si scontra con un vecchio che piu’ vecchio non si puo’.

    Per le diverse posizioni delle opposizioni, nulla di veramente interessante. In democrazia la maggioranza ha un ruolo e l’opposizione un altro.

    Quando e se vincerete le elezioni farete lo stesso , e’ scontato , anzi probabilmente darete ancora meno spazio alle minoranze , come accade dove governate. Se poi si vuole governare anche senza i numeri e’ altra cosa . Per semplicità chiamiamola dittatura. Non del proletariato naturalmente.

  8. fabrizio mirabelli il 24 dicembre 2013, ore 14:11

    Rispetto la scelta del consigliere Cordì di uscire dall’aula anche se non ha sortito alcun risultato concreto per i varesini. La nostra scelta di presentare emendamenti al PGT e di discuterli fino in fondo nel tentativo di migliorarlo, che non contraddice in alcun modo l’operato in commissione del consigliere Civati, con cui tale scelta è stata condivisa, credo debba essere rispettata almeno tanto quanto la scelta del consigliere Cordì. A meno che il consigliere Cordì non pretenda di “dettare” la linea all’intera opposizione. La verità è che, grazie a noi, ci saranno 25 appartamenti protetti (monolocali e bilocali) per fare fronte alla domanda sempre crescente da parte degli ultrasessatantacinquenni soli; saranno ampliate le strutture sportive del rugby con un parcheggio ad uso pubblico in zona Giubiano; sarà riqualificato il campo del Vivirolo… Ciò non ci ha impedito, alla fine, dopo avere delineato un’idea di città alternativa, a quella del centrodestra, di bocciare, ugualmente, un PGT che consideriamo grigio e chiuso. Lasciamo, volentieri, al consigliere Cordì, il piacere di criticare e di alimentare sterili polemiche da lui stesso innescate. @ Sergio Ghiringhelli: capisco lo sconforto per avere visto la maggioranza Lega-PDL frantumarsi sull’emendamento sull’housing sociale da me presentato. Risulta, infatti, che il sindaco si sia astenuto; che due consiglieri della Lega (Zagatto e Parravicini) abbiano votato a favore; che gli altri consiglieri della Lega abbiano votato contro; che due consiglieri del PDL (Galparoli e Battaglia) abbiano votato contro; che gli altri consiglieri del PDL abbiano votato a favore. Credo che questo vero e proprio caos dimostri, una volta di più, quanta confusione e quanta incoerenza ci sia all’interno della Lega, del PDL e dell’intero centrodestra. Perfino quando si tratta di esprimere un’opinione su un argomento con una elevata rilevanza sociale come quello dell’hosing sociale.

  9. Sergio Ghiringhelli il 24 dicembre 2013, ore 19:40

    Libertà di opionione e dunque di espressione di voto caro Fabrizio. Cosi’ era stato concordato e cosi’ i cons. Della Lega si sono comportati.
    Ma , capisco che l “albero che ha le proprie radici nell”ideologia del vecchio partitio comunista non puo” capire il significato di questa parola .
    Anche se per ragioni elettorali finge di conoscerà .

    Buon Natale compagno Mirabelli.

  10. fabrizio mirabelli il 25 dicembre 2013, ore 11:21

    Caro Sergio, capisco le tue fobie personali per il vecchio partito comunista che è finito quasi 25 anni fa e che non c’entra nulla. Quanto alla libertà di opinione e di espressione è stata concessa dall’assessore solo quando si è reso conto che, nonostante la sua contrarietà, l’intervento di housing sociale sarebbe passato lo stesso. Prima dell’approvazione del mio emendamento, infatti, nè è stato bocciato uno della Lega che andava esattamente nella direzione opposta da quella da me proposta. L’assessore, poi, mi aveva chiesto di arretrare il cono visuale, cosa che avrebbe avuto come conseguenza l’impossibilità di realizzare gli appartamenti protetti per anziani. Quindi, parlare di libertà di opinione è improprio. Si dovrebbe, più correttamente, parlare, di tentativo di evitare alla maggioranza di centrodestra di evitare una brutta figura. Tentativo che è naufragato nel caos di ben tre posizioni diverse dei consiglieri di PDL e Lega..

  11. Sergio Ghiringhelli il 25 dicembre 2013, ore 18:30

    Certo, il Pci e’ finito allora, ma non i comunisti che ancora agiscono e fanno riferimento nella loro quotidianità a quel modo di intendere la vita.
    Nessuna fobia e nulla di male , ma come io sono orgogliosamente leghista auspico che anche altri siano consapevoli e fieri delle loro idee, che mai dovrebbero essere barattate per opportunita’ politiche , ma capisco questo possa costituire spesso un’ utopia.
    Capisco anche che per te risulti difficile capire le dinamiche interne alle Lega, come per me quelle del Pd.
    Sappi soltanto che noi, quasi sempre per questioni che afferiscono a faccende come quella riguardante l’emendamento trattato, lasciamo libertà di coscienza. Per quanto invece si ipotizza come spaccatura nella maggioranza, mi sembra onestamente fuori luogo.
    Infatti tutta la maggioranza ha votato compatta un Pgt di cui siamo orgogliosi, e che ha visto il coinvolgimento di tutti i partiti attraverso oltre 50 sedute di commissione.
    Ti saluto e non ti rispondo più altrimenti andiamo all’ultimo dell’anno.

  12. fabrizio mirabelli il 26 dicembre 2013, ore 10:12

    Caro Sergio, mi spiace che tu sia fra quelli che hanno ancora paura degli uomini rossi, a quasi 25 anni dalla scomparsa del PCI. Non sono pratico di fobie. Capisco, tuttavia, che per parecchi anni, sfruttando questa paura irrazionale, avete costruito le vostre fortune politiche. Ma quegli anni sono finiti. Ora il consenso ve lo dovete guadagnare in base ai risultati, effettivamente, conseguiti. E che questo PGT, che avete partorito dopo otto anni, sia da buttare nel cassonetto, non lo dico solo io ma anche gli ordini degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, gran parte delle associazioni della nostra città, i varesini. Quanto alla clamorosa spaccatura sul mio emendamento, risulta assai incomprensibile sentire parlare di libertà di coscienza, visto che, su nessuno degli altri 440 emendamenti, è stata concessa un’opportunità del genere. Evidentemente, la libertà di coscienza siete soliti concederla solo quando, come in questo caso, i vostri alleati del PDL avevano già annunciato che avrebbero votato a favore. Del resto gli alloggi protetti per anziani erano già previsti nel PTCP e nel Piano di zona. Non si capice davvero perché, a fronte di una richiesta sempre maggiore da parte di una città che sta invecchianndo e dove gli anziani soli sono circa 2000, Binelli, invece, li avesse cancellati. Ma, forse, hai ragione tu: a me e a tutte le persone normali risulta difficile capire le dinamiche interne alla Lega.

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