Lettere

Il malessere di una manager

Caro Direttore, vorrei farle parte, data la sua sensibilità verso la tematica del sociale, di uno squarcio di vita cui ho avuto modo di assistere in diretta oggi stesso. Stavo pranzando in un noto bistrot varesino quando la mia vicina di tavolo, una giovane donna tutta sola, si è sentita svenire.

Accorsi in suo aiuto, il malessere fortunatamente si è risolto con una buona dose di zucchero. Ripreso un po’ di colore sul viso pallido e visibilmente sofferente mi ha narrato la sua odissea. Manager quarantenne, si è fatta licenziare dall’azienda in cui lavorava a Milano per aver rifiutato le avances ricattatorie di un dirigente.

Dopo aver cercato per un anno intero un altro impiego questa mattina, malgrado una febbre da cavallo. si è presentata al colloquio per non perdere questa occasione. Un’ora di andata, un’altra di ritorno. In Svizzera. Dove, a quanto parrebbe, i furbetti ben conoscendo la penuria di lavoro di cui soffriamo, hanno abbassato gli stipendi agli italiani…

Io credo che non vi sia altro da aggiungere se non che, come ha dichiarato il nostro Sindaco stamane, il futuro non ci preserverà nulla di buono e che veramente se i nostri cosiddetti Grandi continuano a dimostrarsi tanto Piccini, rischiano di avere ben altri forconi da affrontare.

Con stima

Nicoletta Romano

 


17 dicembre 2013
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Un commento a “Il malessere di una manager

  1. gimocchiverdi il 18 dicembre 2013, ore 16:40

    Gentile Sig.ra Romano ,i nostri Grandi “Piccini”conoscono molto bene gli italiani, e non si preoccupano minimamente dei forconi,come si e’ accennato da parte delle forze dell’ordine a solidarizzare seppure con un piccolo gesto con i manifestanti hanno subito trovato i milioni per rimpinguare il fondo per gli starordinari degli stessi, portandoli subito sulla linea di sempre che i manifestanti vanno manganellati.Sanno benissimo che gli italiani sono dei vigliacchi che curano il proprio orticello e solidarizzano a parole con chi si trova in grave difficolta’ senza coalizzarsi e far pagare se necessario anche in modo violento a chi in questi 20 anni ci ha condotto al disastro economico escludendo due generazioni di giovani dal mondo del lavoro e dalle protezioni sociali.Continueranno con vari escamotage a percepire lauti stipendi e rimborsi,far parte di consigli di amministrazioni varie, ed aumentare le tasse a chi vive di reddito fisso che con i tempi correnti si sentono gia’ dei privilegiati.Purtroppo la signora e’ una dei tanti che a vario titolo sono alla disperazione consapevoli di
    essere soli a risolvere i propri problemi.

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