Varese

Varese, Brugnoli (Univa): va bene la stabilità, ma senza dimenticare riforme incisive

P2061060 (1)Mancano pochi giorni alla chiusura dell’anno e, a voltarsi e a guardare indietro, anche questo è stato un anno difficilissimo per l’economia, anche per quella locale. E’ dunque interessante tentare un bilancio, sia pure provvisorio, con un protagonista del mondo imprenditoriale varesino, Giovanni Brugnoli (nella foto), presidente dell’Unione industriali della provincia di Varese, insomma la Confindustria di casa nostra.

Sta chiudendosi l’anno, un anno che ha confermato una crisi che continua a mordere. Come vede la fine dell’anno? Quali i segnali che percepisce?

Registro timidissimi segnali della nostra economia, segno che qualcosa sta cambiando. Il segno più dell’ultimo trimestre è di buon auspicio. Ma la strada da percorrere per recuperare è lunga: basti pensare che, rispetto a prima della crisi, rispetto al 2008, abbiamo perso il 10% del Pil, ma soprattutto il 25% di produzione industriale. L’impegno che dobbiamo mettere in campo è grande.

Resta vero, per quanto riguarda Varese, che l’export sia un po’ l’ancora di salvezza anche nei momenti di crisi peggiori?

Certamente è un punto di forza per noi. Voglio ricordare che il 34-35% del Pil prodotto a livello locale viene esportato. Ma noi abbiamo anche voluto portare le nostre imprese all’estero, sui nuovi mercati, come è accaduto a novembre in Brasile e ad ottobre in Cina, due Paesi-continenti con una grandissima valenza strategica. Con le nostre iniziative, con l’accompagnamento delle piccole imprese, abbiamo offerto sui mercati esteri un habitat naturale in cui è più facile sviluppare le proprie attività.

Cosa pensa del fenomeno del momento: il popolo dei forconi? Ci sono, tra loro, anche piccoli imprenditori, professionisti, commercianti…

Un senso di disagio è evidente tra imprenditori e commercianti. Ma la protesta deve sempre rispettare le altre attività. Se si protesta, si deve sempre essere rispettosi del lavoro altrui, non si può impedire la circolazione dei mezzi e delle persone.

Nell’ultimo anno l’Unione industriali di Varese è stata spesso dura nei confronti della politica del Paese. Come valuta questo momento?

Abbiamo bisogno della stabilità, però non deve essere solo di facciata. Occorre fare le riforme necessarie per il Paese, con la maggioranza che oggi esiste, si devono prendere decisioni incisive. C’è poi da notare – sul fronte della politica – che si stanno affacciando nei grandi partiti le nuove generazioni, diamo loro tempo. Abbiamo bisogno di uno shock economico per fare intravvedere la luce in fondo al tunnel, è necessario un progetto-Paese. Ora Letta deve realizzare alcune misure decisive, i numeri li ha: riformare la legge elettorale, ridurre il cuneo fiscale, rendere la burocrazia vicina alle imprese e non contro di esse.

Concludiamo con l’Expo 2015: rappresenta davvero un’importante opportunità di rilancio?

La giunta dell’Unione ha incontrato, pochi giorni fa, il presidente Roberto Maroni, che ci ha spronato a fare sistema per valorizzare al massimo questa grande opportunità per il territorio. Il dialogo però, ricordiamolo, avviene tra le persone: noi siamo disponibili a dialogare con tutti, enti, associazioni, con la Regione abbiamo un ottimo rapporto. L’importante è che non tutti facciano tutto, ma che ognuno metta a disposizione ciò che sa fare meglio.

Andrea Giacometti

 

16 dicembre 2013
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