Varese

Varese, 6 alberi saranno abbattuti in piazza Repubblica. Per sostituirli un referendum

OLYMPUS DIGITAL CAMERASaranno abbattuti sei grandi cedri in piazza Repubblica a Varese. Lo ha deciso l’assessore alla Tutela ambientale, Stefano Clerici. “Un intervento molto delicato – dice l’assessore presentando la decisione -. E lo realizzeremo perchè questi alberi hanno una fine certa”. Sono finiti nel mirino del Comune gli alberi più alti, messi a dimora nel ’40, quelli che si trovano a sinistra del monumento ai Caduti del Butti, guardandolo dalla piazza. L’intervento di abbattimento dei cedri dell’Himalaya e di messa a dimora di nuovi alberi è di 20 mila euro, una cifra significativa in un momento di tagli e di spending review come quello attuale. C’è da domandarsi se sia una spesa prioritaria (da sinistra, nella foto, Castelli, Clerici e Cardani).

“Vogliamo ridare solennità al monumento dei Caduti – spiega l’assessore -, che venne portato nella piazza attuale (che si chiamava piazza Impero) nel ’36. Un monumento che oggi viene mascherato da una cortina di verde residuale”. Poi occorre “ridare omogeneità alla cortina verde”, che nel tempo ha già perso alcuni alberi per le intemperie. Infine, continua l’assessore, “occorre evitare i rischi per i cittadini legati alle cadute, un rischio reale dato che negli ultimi sette anni ciò è accaduto per tre volte”. Un intervento pesante, che peraltro non viene inserito in un intervento complessivo sulla piazza varesina, ma che resta un’opera a sè.

Due le ipotesi per sostituire gli alberi abbattuti: o saranno sostituiti con 14 lecci italici oppure con 24 cipressi, comunque arretrati rispetto alla posizione attuale, considerato che uno dei problemi è stato lo scarso spazio vitale a disposizione delle radici delle piante. A deciderlo saranno i varesini con un referendum, che potrebbe essere ospitato su un sito dedicato o sul sito del Comune di Varese.

14 dicembre 2013
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9 commenti a “Varese, 6 alberi saranno abbattuti in piazza Repubblica. Per sostituirli un referendum

  1. giovanni dotti - Varese il 14 dicembre 2013, ore 11:03

    Prima di abbattere i cedri di piazza Repubblica dimostrateci con perizie obiettive, e non di parte, che sono in cattivo stato di salute. Ad es. con l’intervento del dott. DANIELE ZANZI, agronomo varesino apprezzato internazionalmente ma da voi emarginato perché non disponibile ad avvallare certe vostre scelte contro la natura e l’ambiente.

  2. Daniele Zanzi il 14 dicembre 2013, ore 14:04

    Arrivati a questo punto l’ unico referendum possibile da proporre ai varesini e’ quello se cacciare o meno un assessore sempre in vena di strampalate idee!

  3. Rosa Colombo il 14 dicembre 2013, ore 16:13

    Meno male che c’e’ un assessore come Clerici che riesce a movimentare la politica cittadina coadiuvato dal mitico Cardani,che in materia di verde pubblico una ne pensa e cento ne fa.Contemporaneamente vorrei fare una proposta in linea con l’estrosita’ dei nostri protagonisti ” E se mettessimo delle belle piante in plastica niente manutenzione e nessun pericolo di caduta. Che dite possiamo fare un referendum su questa proposta?

  4. paolo il 14 dicembre 2013, ore 16:27

    Se proprio bisogna farlo, che ci documentino con appropriate perizie.Solo da organismi autorevoli e indipendenti.
    Diversamente lasciate quei monumenti della natura in pace dove sono.
    Posso permettermi di dare un suggerimento all’assessore: lasci pure la poltrona io personalmente la ringrazierò.

  5. Jane Bowie il 14 dicembre 2013, ore 19:16

    Sono mesi che sto sveglia per la mancata solennità del monumento ai caduti, solennità tolta da quei frivoli, assurdi cedri. E poi, diciamolo, ogni volta che ci passo in Piazza Repubblica, magari la sera dopo un’iniziative, mi dico: caspita, con tutta la gente un po’ diciamo, “così”, che frequenta la piazza la sera (ma non solo), pensa che il vero rischio di calamità personale è un cedro che mi caschi in testa! Urco! (io ho la stufa, se me la regalate un po’ di legna ve la porto via gratis).

  6. giovanni Zappalà il 15 dicembre 2013, ore 01:23

    Ma perché a Varese è così comune e ripetitivo il verbo ‘abbattere ‘ ? Quando è stato mutilato dei rami di maggior diametro a quello che è stato abbattuto mi sono chiesto se quell’intervento fosse proprio necessario. Alla domanda sullo stato di salute dei rimasti mi è stato risposto che per quelli non c’era alcuna ragione per un loro abbattimento. Infatti…
    Impiegate quei quattrini per un’altro intervento, sempre in piazza Repubblica. Non ci vuole particolare dote per apporre sulle rampe di scale che portano al monumento dei corrimani.
    Servono non solo per le persone anziane che giornalmente le percorrono ma a tutti coloro che salendole ,con la neve o con il ghiaccio, e comunque con ogni tempo, possono cadere e non hanno alcun appiglio a cui aggrapparsi. Questa è sicurezza per i cittadini! Altro che abbattere…

  7. Roberto Gervasini il 15 dicembre 2013, ore 08:32

    Dopo i progetti di far parcheggiare le auto nei parchi pubblici, Villa Augusta e Villa Mylius e spostare piante di pregio nel prossimo parcheggio alla prima cappella, (90 posti auto al costo di 6 miliardi di vecchie lire), segati i cedri di piazza Repubblica posson trovare posto almeno una ventina di posti auto. A questo punto non sarebbe neppure necessario fare un referendum per scegliere tra cipressi e lecci. I lecci fan piu’ ombra e son piu’ veloci nella crescita e poi a Natale e piu’ facile addobbarli con festoni.

  8. Bruno Belli il 15 dicembre 2013, ore 11:17

    “Nel cortile c’è un susino.
    Quant’è piccolo, non crederesti.
    Gli hanno messo intorno una grata
    perché la gente non lo pesti.

    Se potesse, crescerebbe,:
    diventar grande gli piacerebbe.
    Ma non servono parole:
    quel che gli manca è il sole.

    Che è un susino, appena lo credi
    perché susine non ne fa.
    Eppure è un susino e lo vedi
    dalla foglia che ha”
    (Bertolt Brecht)

    …e da noi, un tempo la “Città giardino”, oggi “La Città fantasima (sic)”, nella quale “risiedono” piante secolari, verso le quali andrebbero prodigate adeguate cure, un qualunque saccentello politico locale, coadiuvato da un semplice funzionario con un gesto inopinato decide, di colpo, di abbattere una porzione cittadina, prima che di valore estetico, di attestazione “storica”.

    A Bridges Crake, quasi ti considerano un attestato storico l’alberello sul quale il cagnolino di Washington faceva la pipì; da noi si considera “aduso ed obsoleto” tutto quanto comporta presunte migliorie.

    Taglio dei cedri?
    Ma nessuno dei politici locali ha ancora sollecitato il taglio delle gambe della poltrona dell’assessore Clerici?
    Bruno Belli.

  9. Carlo Scardeoni il 16 dicembre 2013, ore 20:20

    Abbatterli è una follia. Solo un assessore privo di cultura può fare una simile proposta.

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