Lettere

Ritratto del politico di oggi

A qualunque livello si trovino, gli amministratori (leggi = politici), altro non sono che dei contabili – e non sempre bravi nemmeno in tale veste, capaci solo di enunciare delibere riguardo ai soldi che, in misura maggiore o minore (causa “i tagli” ahimè, fuorché ai lauti stipendi delle maestranze tutte!) fanno saltare fuori dal cappello per bandi, ecc.

Li avessi mai sentiti parlare di un progetto concreto, di una visione d’insieme sulla quale strutturare i soldi per spenderli meglio – mi contraddicano pure, se possono indicarmi un progetto definito o concluso direttamente “pensato” dalle loro teste e concretamente realizzato – sono pronto ad “incassare” l’eventuale scorno…

Così come agiscono, invece, deliberano emissioni di fondi, quasi sempre per “mega” progetti cui accedono percentuali minime di cittadini.

Progetti, infatti, che raramente rispondono seriamente alle esigenze del mondo culturale italiano (e qui, Lombardia o Lazio sono simili in tutto, altro che la presunta “eccellenza” lombarda!!!), poiché sono loro i primi – la maggior parte di tali “contabili” – a non conoscerlo e frequentarlo nemmeno per sommi capi; inoltre, fatto ancora più grave, di non cercare “indagarlo” in prima persona, di non “studiarselo”, conoscerlo.

Fatto questo che, per gli amministratori addetti alla “cultura” (che significa semplicemente “coltivare”, quindi, direttamente seguire, informarsi, aggiornarsi, studiare), è un atteggiamento ancora più grave ed inconsistente. Ed, in questo, dalle notizie che leggo, perfettamente inserita nell’onda “politica” comune, l’assessore Cristina Cappellini non si affranca.

Bruno Belli

14 dicembre 2013
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7 commenti a “Ritratto del politico di oggi

  1. Giovanna il 15 dicembre 2013, ore 01:03

    Caro Belli, Lei ha perfettamente ragione e trovo, ogni volta che la leggo, che affermi cose sensate.
    Ma Lei è un aristocratico nel senso “nobile” del termine, ed il buon senso oggi alberga fuori da coloro che hanno ottenuto il potere negli anni.
    Crede forse che i “politici” di cui Lei parla, tutti alla rincorsa di affermare il tutto ed il contrario di questo tutto – veda, ad esempio, oggi, i problemi del PGT e degli alberi in p.za Repubblica – riescano a cogliere soltanto un minimo del senso delle sue ottime parole?
    Se, come Lei afferma, non hanno un’idea di una visione d’insieme, come gliela si può far capire.
    Dobbiamo farli tornare sui banchi di scuola? Dobbiamo sostituire la classe presente con una nuova? Ma sarà più preparata?
    Cordialità. Giovanna.

  2. giovanni Zappalà il 15 dicembre 2013, ore 11:22

    Penso che oggi chi scende in politica (ho volutamente scritto ‘scende’ mentre avrei con molto più piacere detto ‘sale’) deve assoggettarsi al pensiero della scuderia (che brutto termine, ma questo mi viene, purtroppo), per cui il libero pensiero, la libertà di espressione vengono condizionate, offuscando e annullando, poi, la propria personalità.
    Fortunatamente ciò non avviene per tutti, ma è palese da che si sta vivendo un periodo di grande disorientamento che potrebbe sfociare in mali peggiori, per tutti, se non si tolgono gli occhiali che la politica o non politica, la stampa, la televisione, gli urlatori ci hanno costruito e indossato. E si ricade sempre negli errori già commessi. La ‘storia’ è maestra di vita, mi si diceva quando, molto tempo fa, frequentavo la scuola. Oggi non ne sarei più sicuro.

  3. Bruno Belli il 15 dicembre 2013, ore 16:32

    Sagge parole, caro Giovanni, le Tue, come sempre molto sagge, che provengono da un uomo molto più maturo – sotto ogni punto di vista – del sottoscritto e che colgo con interesse, come sollecitazione al riflettere (cosa che si fa pochissimo tra gli urli di cui tu parli) e con il massimo rispetto.

    Ma, poiché è necessario per la gente tutta uscire da questa me…lma, e farlo da noi stessi – prima che ce lo “imponga” di fare qualcun altro (sai bene che le DITTATURE sono di differente tipo, ed assai spesso ben mascherate e spacciate sotto diverse forme), quegli occhiali di cui tu parli VANNO mossi, per noi, per la GENTE COMUNE , che è l’ossatura di questa Italia, un paese che non mi piace così come è “organizzata” oggi, pur con le sue palesi differenze che ne sono anima (e potrebbero essere un opportuno motore) e pregio, scambiato per difetto, ma che nonostante tutto continuo ad amare e a difendere contro chi ci sbeffeggia (scorri la stampa internazionale e lo vedrai) perché è la mia, la nostra Patria (e qui, per il termine usato mi daranno del retorico…ma non me frega)
    B.B.

  4. giovanni Zappalà il 15 dicembre 2013, ore 17:30

    Condivido pienamente. G.Z.

  5. alba rattaggi il 18 dicembre 2013, ore 15:47

    Caro Bruno, solo adesso trovo il tempo di leggerti e, come sempre, ti trovo oltremodo concreto ed efficace nell’esprimere il tuo pensiero, che condivido senza se e senza ma. Mi piacerebbe comunque sapere (sono indiscreta?) se qualche “politico” si è degnato di rispondere alla tua sfida lanciata nell’articolo in questione, se cioè un progetto culturale, anche piccolo, sia mai stato da loro concepito e realizzato! Poveri noi, meno male che non esistono solo i “politici”, sarebbe davvero una gran tristezza!

  6. Bruno Belli il 18 dicembre 2013, ore 19:13

    Cara Alba, grazie per avere trovato un po’ del tuo tempo per leggere le mie quisquilie e pinzillacchere (buttiamola su Totò che ci strappa, almeno, sempre un sorriso…).

    No, la risposta alla Tua domanda è no. Nessun politico ha scritto – come puoi ben vedere.

    Ma io chiedo – a te, ai cittadini, alla gente che pensa ancora – perché mai un politico, chiunque esso sia, dalla vertiginosa altezza del suo scranno di potere dovrebbe leggere le amenità di un cittadino qualunque, che sia tu, io, o Pinco Pallo?

    Perché dovrebbe degnarsi di rispondere, se egli possiede il mandato derivatogli dai votanti (sempre più pochi) – dimenticando che egli dovrebbe essere l’amministratore di tutti, anche di chi non lo abbia votato?
    Non sai che, oggi, i politici non governano, ma comandano, come avveniva nelle tanto vituperate dittature? (Rampognate da costoro a parole, dai cittadini comuni, magari, con i fatti).

    Mi resta solo una consolazione: forse non hanno risposto, perché di progetti armonici, ponderati e ragionati, frutto di una visione unitaria dove efficacemente si “annodino” le maglie di una pur frastagliata società, definiti nell’arco del tempo (ad esempio, un quinquennio), già pensati e completati, pronti solo per tradurli in fatti non ce ne sono….

    Anche perché questi progetti non sarebbero soltanto culturali, o sociali, od economici, sarebbero semplicemente progetti per l’“Uomo”, il vero centro e cardine della società civile, abdicando al quale ogni aberrazione verso lo stesso (come avviene oggi troppo sovente) risulta possibile ed “ammissibile”.

    Sai cosa è che ci manca, oggi, un po’ a tutti noi? La SERIETA’.

  7. alba rattaggi il 21 dicembre 2013, ore 14:01

    Carissimo Bruno
    tu sai che ti seguo sempre con grande interesse ed apprezzo vivamente la tua franchezza nell’esporre punti di vista anche scomodi. Questa è la tua Forza (sì, con la lettera maiuscola!) apprezzata dalle persone oneste, coerenti, pulite, come te, che non hanno nulla da farsi perdonare dal mondo. Contemporaneamente è anche la caratteristica che ti rende “scomodo” per i molti (troppi!) che campano di compromessi, di poltrone facili e di intrallazzi vari e, ovviamente, in questa categoria, i “politici” sono in prima fila! Comunque, nulla vale quanto avere la coscienza pulita e … chi ti ama ti segue!

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