Varese

Bortoluzzi (Amici della Terra): referendum del Comune sugli alberi, è vera democrazia?

download (16)Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo un intervento del presidente degli Amici della Terra, Arturo Bortoluzzi, sul progetto incomprensibile e non condivisibile dell’assessore Clerici circa i sei alberi da abbattere e sostituire in piazza Repubblica dopo avere sondato l’opinione dei varesini con un referendum on line: 

 

Non riusciamo a comprendere la decisione dell’assessore Clerici di cui agli organi di informazione di oggi: vuole forse farci credere, di aver scelto all’insegna di una presunto afflato democratico di indire un referendum per consentire ai varesini di scegliere un disegno novo per Piazza della Repubblica a Varese?

Il referendum va secondo noi fatto ponendo delle domande capaci di ascoltare in profondità il pensiero della popolazione e non su questioni retoriche o poco significative. Noi, poi, diciamo no alla banalizzazione delle nostre istanze in cui crediamo fermamente. Il problema che noi poniamo non è quello se sia giusto o meno abbattere alberi divenuti pericolosi. Non siamo grulli noi in Amici della Terra Varese; se gli alberi sono pericolosi è fuori di discussione la necessità di abbatterli. È talmente ovvia la scelta che non si pone neppure la necessità di scegliere.

Neppure ci chiediamo solo di quale famiglia di piante occorre procedere ad una nuova piantumazione. Altro è quanto sostenuto da Amici della Terra Varese: è giusto che la democrazia non venga solo adottata dall’assessore Clerici a consuntivo ma questa deve esserci però ab initio. Nella città giardino le piante rappresentano una presenza caratterizzante. Questo deve essere un punto fermo e occorre, partendo da questo, intraprendere iniziative speciali volte a valorizzare il patrimonio arboreo cittadino. Diciamo che il loro stato di conservazione, la loro salute, non debbano essere solo interesse del palazzo. A questi aspetti devono essere interessati tutti i cittadini. Il referendum va pertanto fatto prima sulla pericolosità dei cedri attualmente esistenti e vanno portati a conoscenza dei cittadini gli studi effettuati dal Comune di Varese. Questo giudizio può anche avvenire ex post nel momento in cui devono essere scongiurate situazioni di pericolo. I cittadini è però giusto sentirli: sulle cause di indebolimento delle piantumazioni esistenti; su quale misura gli interventi attuati di recente possano avere influito sulla salute e stabilità delle piante; su quali misure tecnico-agronomiche sia possibile prendere o siano proposte per assicurare la piena vitalità e conservazione delle alberature esistenti.

Sarebbe anche opportuno che i cittadini diano un’opinione sulla quantità del traffico autoveicolare presente in città e sull’opportunità di effettuare, in presenza di un patrimonio arboreo nuove costruzioni che possano nuocere al verde.

I varesini potrebbero anche esprimersi su questi interrogativi:

* in quale misura è necessario e accettabile che venga consentito un danno agli apparati radicali delle alberature?

* In quale misura è veramente necessario procedere a questa sovrapposizione di funzioni (area a verde + parcheggio) quando vediamo che sempre più prendono forma nuove forme di trasporto urbano (pubblico, bicicletta etc) e che l’auto viene progressivamente bandita dalle città per gli ovvi impatti negativi legati all’inquinamento e al loro intasamento?

* In che misura la città storica, nata prima dell’auto, deve forzatemante adattarsi a questo intruso?

Questi problemi non sono solo di Varese, ma di tutta Italia e di tutta l’Europa. Vogliamo guardarci intorno…su quello che sta succedendo in Europa? Vogliamo discuterne, promuovere comportamenti virtuosi, oltre che tagliare alberi e radici? Fino a che punto i varesini vogliono mettere a repentaglio il patrimonio arboreo che caratterizza la città capoluogo? Queste sono le domande che andrebbero fatte se si volesse fare democrazia.

Fatti questi interrogativi si può chiedere quali essenze sia giusto piantare al posto degli alberi storici che il Comune deve abbattere perché insicuri. Se, invece il Comune volesse non seguirci e decidere in proprio sulla necessità degli abbattimenti, allora, partecipiamo al gioco referendario proposto (avvertendo che siamo consci che di un puro gioco comandato si tratta) e scegliamo i lecci al posto dei cipressi. Abbiamo in questo proposito, comunque, delle raccomandazioni da fare:

venga assicurata una tempestiva e appropriata manutenzione al fine di prevenire l’instaurarsi delle malattie tipiche della specie nonché danni da neve facili con le sempreverdi latifoglie.

Restano senza risposta le domande da noi poste con le lettere precedenti:

- perché il Comune abbia con un’azione innovativa, in parte (perché non conclusa) attuato una partecipazione delle associazioni ambientaliste cittadine nel decidere quale decisione dovesse assumere al riguardo degli alberi dell’ex parco Prevosti di Varese;

- il motivo per cui non viene applicata a Varese la legge che obbliga a piantare un albero per ogni nuovo nato. Un discorso di questo tipo aprirebbe la porta ad effettuare altre domande: è giusto che venga fatto un parcheggio all’interno del Parco di Villa Augusta che potrebbe nuocere alle preziose piantumazioni colà dimoranti?

Il Presidente Amici della Terra

Arturo Bortoluzzi

14 dicembre 2013
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