Varese

Varese, nell’era di smartphone e tablet, Comune e Asl si interrogano sull’elettrosmog

smartphones_rectIl tema è davvero intrigante: l’elettrosmog. Proprio attorno ad esso si svilupperà, venerdì 13 dicembre, alle ore 20.45, presso la Sala Montanari di Varese, il convegno “Uso dei cellulari e campi elettromagnetici: parliamone!”, promosso da Comune, Università dell’Insubria e Asl di Varese. Un convegno che, a sentire gli organizzatori, presenterà un quadro su tecnologie e loro evoluzione, con una particolare attenzione ai nuovi strumenti, come telefoni cellulari, smartphone, tablet. Una serie di strumenti assai utilizzati, ma rispetto ai quali spesso ci si interroga circa la loro nocività, il grado di inquinamento che provocano, le eventuali misure per contrastarne la dannosità.

Come spiega l’assessore comunale alla Tutela ambientale, Stefano Clerici, spiega le finalità dell’incontro. “Non vuole essere un convegno che cade dall’alto, ma un dibattito capace di coinvolgere tutta la cittadinanza. A tale proposito abbiamo invitato anche i comitati cittadini impegnati sul fronte dell’elettrosmog”. Comitati che, sul convegno del Comune, hanno assunto posizioni diverse. “Abbiamo già avuto l’adesione di alcuni comitati – dice Clerici -, mentre quei comitati che spesso alimentano polemiche, si sono mostrati piuttosto restii a dare una risposta”. Tuttavia l’assessore Clerici, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non rivela quali comitati abbiano assicurato la loro partecipazione e quali no.

“Noi vogliamo dare un’informazione corretta su come funzionano i nuovi strumenti, ai quali non potremmo più rinunciare”, spiega la dottoressa Nadia Bianchi, responsabile radioprotezione dell’Asl di Varese. La Bianchi sottolinea come al convegno interverranno due tra i massimi esperti dell’argomento, il professor Paolo Vecchia e il professor Fabriziomaria Gobba. Tuttavia sarà difficile uscire dal convegno con risposte perentorie circa la pericolosità delle onde elettomagnetiche. “La situazione – sottolinea la Bianchi – è ancora di incertezza e gli studi sono ancora in corso. Al di là della assoluta nocività  o della assoluta innocuità, è necessario che di questi strumenti si faccia un uso consapevole”.

Del resto, il convegno rientra nell’ambito del progetto Camelet e viene finanziato con risorse provenienti dagli stessi operatori telefonici. “Risorse – come puntualizza l’assessore – sono riservate ad attività di informazione e comunicazione su questo fronte”.

12 dicembre 2013
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