Varese

Varese, Bambi Lazzati critica le feste dei bambini al Castello di Masnago

f2 (1)Bambi Lazzati, “mente” degli Amici di Piero Chiara e del Premio Chiara, interviene sul Castello di Masnago. Dichiara: “Arrivo oggi al Castello di Masnago Galleria d’Arte Contemporanea di Varese per coordinare l’evento della chiusura della mostra su Gottardo Ortelli, non da sola ma accompagnata da tre persone”.

Continua la Lazzati: “Salgo al primo piano e nella prima stanza di sinistra, dove sono esposte le opere del primo periodo storico di Ortelli, i quadri, le tele, nel numero di 7 opere. Vedo 4 tavoli grandi, con colori, tempere, sedie accatastate, il tutto a pochi centimetri dalle opere, con estremo rischio di danneggiamento delle opere e con conseguenze economiche devastanti per il gestore dello spazio museale. Rimango veramente allibita e senza parole!” (nella foto una sala con sedie, tavoli e colori).

“Mi dicono – racconta Bambi Lazzati – che lì realizzano feste di compleanno per bambini dove mangiano, bevono, scorrazzano. Normalmente i bambini sono nel numero una ventina o anche più e in sede vengono realizzati anche i laboratori”.

Domanda la Lazzati: “Pensa la Direzione del Museo che queste cose siano corrette e rispettose del lavoro dell’artista? La cosa è inammissibile! Siamo in un Castello, nel Museo d’Arte Contemporanea di Varese!  Non c’è rispetto, non solo per le opere d’arte e per la funzione museale, ma anche e soprattutto per i fruitori che pagano correttamente il biglietto d’ingresso per godersi la mostra  e il Castello in modo giusto e dignitoso! Non c’è rispetto per il lavoro degli altri, per chi ha costruito la mostra, per le opere stesse! Tutto ciò è inammissibile, si parla tanto di Varese città della cultura che si sta preparando per l’Expo, è questo il nostro biglietto da visita? Sono queste le persone che amano la nostra Città? la nostra Cultura?”.

Conclude la Lazzati: “Da sempre, in qualsiasi Museo,  i laboratori didattici non vengono fatti nelle sale espositive, tra le opere d’arte! Ma in sale apposite, al Castello di Masnago ne esistono a pianterreno 2 di grandi dimensioni, ben allestite con tavoli e sedie e colori. Dove possono, oltre che realizzare  laboratori didattici, anche le feste di compleanno. Questa mia denuncia in quanto operatrice culturale mi era doverosa!  Ed è condivisa dall’Associazione Amici di Piero Chiara”.

10 dicembre 2013
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3 commenti a “Varese, Bambi Lazzati critica le feste dei bambini al Castello di Masnago

  1. Silvia il 11 dicembre 2013, ore 08:38

    Un anno fa ho organizzato per mia figlia la festa al Castello. Ho trovata splendida l’idea di valorizzare una delle nostre bellezze (che – diciamocelo pure – non tutti i varesini conoscono come merita), tant’è che ci ho scritto un pezzo: http://www.cooperativasullarte.it/wp-content/uploads/2011/08/articolo-Varese-Focus.pdf. Ovvio che parlo della mia esperienza e non di quello che non ho visto: in quell’occasione, i bambini hanno realizzato i laboratori in un’area “protetta” adibita ad hoc, al piano terra, mentre hanno potuto visitare il castello con una guida coinvolgente, competente, ma anche di polso e, quindi, estremamente controllati. Io ero lì, con altre mamme: affascinate e – lo ammetto – sorprese dall’attenzione dei bambini. Non metto in dubbio quello che scrive Bambi: può essere che ci siano state situazioni spiacevoli. Quello che però ho vissuto io e che mi ha spinto a scrivervi è un progetto innovativo che permette ai bambini (e alle famiglie) di (ri)scoprire l’arte e il territorio in modo inedito. Per quanto mi riguarda, ce ne fossero di iniziative così. Certo, negli spazi giusti, coi modi giusti. E questo lo dico in primis da mamma. Ciao Andrea e grazie
    Silvia Giovannini

  2. Pina De Maria il 11 dicembre 2013, ore 23:16

    Ci sono luoghi e luoghi. Sappiamo bene che durante le feste di compleanno i bambini si scatenano, si rincorrono, sbattono e fanno cadere bibite ed altro Una cosa è un laboratorio di ascolto e di apprendimento, (e già tenere a bada un gruppo impegnandolo è difficile!) altra l’utilizzo di un museo d’arte per feste di compleanno. Probabilmente chi dà queste concessioni non ha mai visto ragazzini in azione a “valorizzare” gli spazi, oppure amministra qualcosa di pubblico che può anche essere messo a rischio: tanto è pubblico!!!

  3. ettschioppa il 12 febbraio 2015, ore 14:15

    Mi stupisce sempre la capacità di valorizzare i propri tesori, girando. Non tutti ne sono capaci. In Italia, non riuscirci, sembra la normalità, l’eccezione è invece la regola.
    Conosco il castello di Masnago, ho frequentato il giardino con i bimbi, il Palio. Ho visitato qualche mostra (quando se ne facevano) ma, vivendo a Varese, non vedo nessuna traccia della sua esistenza. Nulla che te ne ricordi il valore, che ti faccia nascere il desiderio di ritornarci. Non mi sembra solo un problema di uso inappropriato o rischioso delle sale.
    Non conosco la struttura organizzativa, le risorse a disposizione, non me la sento di esprimere giudizi.
    Ho speso un patrimonio per visitare le opere di Gaudì a Barcellona, anche perché ho visto come sono mantenute in ordine con i soldi guadagnati.
    Il Castello di Masnago, come altri beni, soffrono forse di una visione provinciale e proclami. La “Città della cultura” non si annuncia, si fa?

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