Castellanza

Castellanza, il violinista Uto Ughi inaugura l’anno accademico del Liuc

LiucUn’inaugurazione dell’Anno Accademico all’insegna del rapporto tra creatività e rigore, quest’anno, per il LIUC – Università Cattaneo, che ha visto al centro l’intervento del violinista Uto Ughi. Un’occasione per celebrare i 20 anni dalla nascita del corso di studi di Ingegneria della LIUC, con una riflessione sul nesso esistente tra metodo e arte. “Quello che distingue l’uomo – ha detto Ughi – è la necessità di esprimere e comunicare i propri sentimenti e le proprie idee. L’artista, in particolare, aspira a condividere la propria opera e trova in questa convinzione la felicità più grande”.

Di qui il messaggio rivolto agli studenti presenti: “Voi state costruendo il vostro futuro e lo state facendo studiando anche materie tecniche, tra cui quelle afferenti ad Ingegneria. Un pregiudizio sempre banale vuole che queste siano pura tecnica, pura scienza: al contrario c’è sempre tanta creativita’ in ogni cosa esatta e non a caso alcuni grandissimi artisti sono stati anche grandissimi matematici e scienziati (basti pensare al trattato di Matematica di Piero della Francesca, o a Leonardo da Vinci). D’altro canto, la musica stessa e’ basata su leggi matematiche”.

Al prof. Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale, il compito di mettere ulteriormente in luce le similitudini esistenti tra ingegneri e musicisti o più in generale artisti: “Anche oggi, sebbene in modo meno eclatante, l’ingegnere industriale è chiamato ogni giorno a compiere atti creativi. Il suo compito, infatti, consiste sempre nello sviluppare soluzioni per i problemi che, di volta in volta, il proprio mecenate, o meglio, l’imprenditore, gli affida in gestione. L’imprenditore, ovviamente, non si accontenta di una soluzione qualsiasi, bensì pretende la soluzione migliore. Ebbene, la richiesta di perfezione forza di fatto l’ingegnere a essere creativo: non basta proporre soluzioni precostituite, occorre trovare la soluzione “ad hoc” per ciascun problema. Ma la creatività si rende necessaria anche in virtù del fatto che nel mondo reale ogni problema da risolvere è soggetto a vincoli, rappresentati, per esempio, da risorse finanziarie limitate, dalla capacità produttiva che è finita, dai tempi di consegna che impone il mercato. Non tutte le soluzioni risultano ammissibili; nella gran parte dei casi, quindi, non ci si può fermare alla prima soluzione sviluppata che, magari, è anche la più scontata e comoda”.

Nell’intervento del Presidente della LIUC Michele Graglia, sono state proposte una serie di suggestioni anche derivanti dalla passione musicale dello stesso Presidente, diplomato proprio in violino al Conservatorio: “Le scienze esatte – ha detto – non ammettono sbavature, e tuttavia, quando si tratta di esporre un sapere imparato a memoria, ci sono due strumenti – il ragionamento e l’esposizione – che

in qualche misura possono mitigare il rigore. Spiegandosi, si può arrivare poco per volta a dimostrare di aver appreso. Con la musica, con il violino, no. Pensate ad una nota sbagliata che esca da uno strumento, da un tasto del pianoforte pigiato per errore – con il violino, ripeto, lo è ancor di più per la ragione che le dita devono non solo trovare sulle corde la nota giusta, ma devono anche saper trovare la giusta intonazione di quella stessa nota. Un decimo di millimetro in più o in meno nello spostare le dita dà luogo ad un suono crescente o calante. Stonato. Sgradevole. Occorre affinare l’orecchio, certamente, ma anche la manualità. La precisione, il rigore, deve essere assoluta. L’esercizio, assiduo e faticoso”.

Il Rettore della LIUC, il prof.Valter Lazzari, ha messo poi a fuoco alcune delle principali sfide poste dall’evoluzione tecnologica all’educazione universitaria: “La LIUC – ha detto – è una comunità che affronta con fiducia e dedizione le sfide poste da un nuovo modello educativo, dalle nuove tecnologie, dall’internazionalizzazione, dall’esigenza di riconoscibilità del brand e dall’accessibilità e profittabilità degli studi”.

Inoltre, ha ricordato: “Fare Comunità, Fabbricare Competenze, Generare Opportunità sono i tre principi cardine che desideriamo caratterizzino l’identità LIUC, la nostra identità. Potete notare come manchino le tipiche parole chiave ricorrenti quando si parla di università: didattica, ricerca, connessioni col mondo del lavoro, internazionalità, attività extra curriculari. Il fatto è che, per noi qui in LIUC, essi non sono gli obiettivi ultimi, ma solo cruciali strumenti da utilizzare per conseguire le vere finalità di un’educazione universitaria”. Tra le attività citate dal Rettore, i laboratori esperienziali: “Tra lo scorso anno e questo, un insegnamento su cinque è stato strutturato in modalità laboratorio esperienziale. In essi il modello didattico è ribaltato: l’applicazione guida il processo di apprendimento così da allenare lo studente alla capacità critica di ricercare in autonomia le nozioni in potenza rilevanti per il problema posto, apprenderle, valutarle e individuare quelle necessarie e opportune allo scopo”.

Nel corso dell’Inaugurazione è intervenuto anche il Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione, Simone Magnano.

9 dicembre 2013
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