Varese

Varese, con la chiusura delle edicole, un’odissea trovare i biglietti del bus

download (1)Un problema molto sentito in città, che ieri sera è approdato in Consiglio comunale a Varese. Da tempo, nell’indifferenza generale, continuano ad abbassare definitivamente le saracinesche le edicole di giornali. A Varese ce ne sono sempre meno, e come conseguenza gli utenti dei mezzi di trasporto pubblico cittadini penano a trovare una rivendita di biglietti. Certo, ci sono le macchinette sui mezzi di trasporto, ma hanno un grande limite: non danno alcun resto.

Ieri sera è intervenuta in proposito la consigliera comunale del Pd, Luisa Oprandi. “La chiusura di quasi tutte le edicole del centro – ha detto la Oprandi – sta rendendo di difficile reperibilità biglietti ed abbonamenti”. Come efficacemente si è espressa la consigliera del Pd varesino “è un’esigenza della quotidianità di tanti cittadini varesini”. Dalla Oprandi l’appello perchè si attivino al più presto Comune e Avt.

Alla consigliera ha risposto il vicesindaco Carlo Baroni: “stiamo stabilendo contatti con varie edicole, e potremo abbinare i biglietti ai nuovi parcometri che stiamo collocando nelle vie cittadine”. Tra le ipotesi anche il coinvolgimento di una società Onlus per la vendita dei biglietti.

6 dicembre 2013
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3 commenti a “Varese, con la chiusura delle edicole, un’odissea trovare i biglietti del bus

  1. Arianna Dalla Zanna il 6 dicembre 2013, ore 17:07

    se fossero intelligenti come a Londra…il biglietto si farebbe direttamente sul bus, così si evitano anche i “furbi” che fanno finta di avere l’abbonamento e viaggiano a gratis!!!

  2. Pina De Maria il 7 dicembre 2013, ore 07:09

    Quello del biglietto è un problema reale e, viaggiando in autobus, si vedono scene piuttosto sconcertanti, anche perché spesso sono i pensionati a trovarsi coinvolti (e può darsi magari che non abbiano i soldi del biglietto e non ce la fanno ad andare a piedi). Mi sono trovata ad assistere al vero e proprio sequestro di un anziano scoperto senza biglietto. E’ stato scortato dai controllori fino al capolinea della linea A (tra villa Ponti e villa Panza), dove avrebbe dovuto attendere l’arrivo dei carabinieri, che, nel frattempo erano stati chiamati dai solerti ufficiali. Supplicava che lo lasciassero andare perché aveva a casa la moglie ammalata, chiedeva un po’ di pietà, ma in certi momenti e per solo talune persone le regole vengono applicate con la forza pubblica.

  3. Lucio il 8 dicembre 2013, ore 18:50

    Ma… signora, scusi, perché non glielo ha pagato lei il biglietto?

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