Varese

Varese, Paolo Portoghesi parla di Borromini architetto lombardo a Villa Panza

©GiovannaMassobrio_XE4G8695Domani mercoledì 4 dicembre, alle ore 21, presso Villa Panza, per la serie di incontri “Going Public” promossi dall’Ordine degli Architetti di Varese, l’architetto Paolo Portoghesi (nella foto) terrà un incontro sul tema “Borromini un architetto lombardo”. Modera l’incontro Luca Molinari.

Da quando a ventidue anni ha cominciato a occuparsi di architettura, Paolo Portoghesi, nato a Roma nel 1931, combatte a tutto campo contro l’amnesia che ha dato alla modernità l’illusione di aver azzerato la storia e che rischia, a suo parere, di portarla oggi verso il naufragio nell’irrazionalismo. Figura anomala, che unisce al talento dello storico e del critico quello dell’architetto creatore, si è scontrato con molti dei protagonisti della cultura architettonica italiana, da Zevi a Benevolo, a Tafuri, sostenendo la necessità di ridare spazio alla tradizione intesa come stimolo all’innovazione nella continuità.

«Il metodo storico di Portoghesi», ha scritto Argan, «non consiste nella operazione relativamente facile di trovare Palladio in Aalto o Borromini in Wright, ma nella operazione inversa e più difficile di trovare Aalto in Palladio e Wright in Borromini; ergo nel dimostrare che, dati Palladio e Borromini, non possono non esserci Aalto e Wright e quello che viene dopo fino all’impegno morale, personale dello storico. Si entra così in un ordine di necessità, lo stesso per cui lo storico non può non essere un politico: la poetica non è la premessa, ma la necessità etica dell’impegno sul piano operativo dell’arte.»

La carriera accademica di Paolo Portoghesi comincia nel 1962 con l’incarico di professore di Letteratura Italiana presso la facoltà di architettura dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove si era laureato nel 1957. Dal 1967 al 1977 insegna nella facoltà di architettura del Politecnico di Milano, di cui è preside dal 1968 al 1976. Dal 1995 al 2007 è stato professore di Progettazione presso la facoltà di architettura “Valle Giulia” della “Sapienza”, dove oggi è professore emerito e titolare del corso di Geoarchitettura.

Le principali architetture di Portoghesi sono la casa Baldi nel 1959, la chiesa della Sacra Famiglia a Salerno, le biblioteche civiche di Avezzano e Abano Terme, l’accademia di Belle Arti de L’Aquila, i complessi residenziali ENEL a Tarquinia, “Borsalino” ad Alessandria (altri in Romagna e nella Repubblica di San Marino e il più recente, a Roma, il “Quartiere Rinascimento 1”); i complessi residenziali, commerciali e direzionali a Bologna, Abano Terme e a Senigallia (nell’area ex-Sacelit, in corso di elaborazione), il complesso di piazza civica, giardino e piscina a Poggioreale in Sicilia e la piazza intitolata a Leon Battista Alberti a Rimini (altre piazze sono quelle di Ascea, Castelgandolfo e Fondi; è anche l’autore del restauro della piazza del Teatro alla Scala a Milano); il salone nello stabilimento termale “Il Tettuccio” a Montecatini, la scuola albergo a Vieste nel Gargano (altre scuole sono ad Asti, Roma e Abano Terme; l’ultima realizzata è “Il borgo della Conoscenza”, una scuola di post-dottorato nel “Podere Camporlecchio” presso Rapolano Terme (SI)); la sede dell’Associazione Industriali di Avellino, le terme del Centino a Nocera Umbra, l’Istituto di Studi Filosofici ad Ascea e l’hotel Meridien – ex Savoia – a Rimini, la valorizzazione e recupero funzionale degli edifici storici dell’ospedale San Giovanni a Roma (nell’ambito delle opere per il Giubileo), il teatro “Nuovo Politeama” a Catanzaro, l’ampliamento del Municipio di Tregnago e la ristrutturazione dell’ex scuola elementare di Faetano, nella Repubblica di San Marino. Della fine del 2006 è l’inaugurazione del “quartiere latino” di Treviso, restauro dell’area dismessa “ex Ospedale Santa Maria dei Battuti”, come sede dell’Università di Treviso e quartiere residenziale Nel giugno 2012, a Padova, è stata inaugurata la “Torre dell’Angelo”, un edificio che ospita i laboratori, per 400 ricercatori nel campo dell’oncologia pediatrica, della Fondazione “Città della Speranza”

La sua opera più nota è la moschea di Roma, con l’annesso Centro Islamico Culturale; tra il 2000 e il 2012 ha realizzato la Grande Moschea di Strasburgo, inaugurata a settembre e, nello stesso tempo, la chiesa della Madonna della Pace a Terni, la nuova chiesa parrocchiale di Calcata (VT) e il nuovo cimitero di Cesena; una nuova chiesa a Castellaneta (TA) è in costruzione. Nel 2010 ha progettato i nuovi arredi per la sala di lettura del salone sistino della Biblioteca Vaticana.

Numerose le opere costruite da Portoghesi all’estero, come la piscina coperta di Marbella (E), la residenza a Berlino Tegel nell’ambito dell’Internationale Bauaustellung, il giardino di Montpellier (F), il Grand Hotel di Khartoum nel 1963, il fast-food “Primavera” a Mosca e l’Exerzierplatz di Pirmasens (D). Ha vinto inoltre il concorso per la nuova sede del Copyright Center Institute nel St. Peter’s College di Oxford (UK). Tra i progetti esteri va ricordata la Corte Reale giordana ad Amman, il restauro della ambasciata italiana a Berlino, la sede per il parlamento centroamericano ad Esquipulas in Guatemala, la “Torre del Respiro” a Shanghai, in Nigeria un edificio a torre ad Abuja e un centro congressuale a Bayelsa (in costruzione) e in Argentina la città balneare sul Mar Azul “Medanos Argentinos”.

Nel campo della mitigazione ambientale di lavori pubblici di grande entità ha curato nel 1983 la definizione esterna dei volumi della Centrale Nucleare di Montalto di Castro per l’ENEL e ha studiato in generale il problema in occasione del P.R.G. di Terni.

Nel 1979 viene eletto direttore del settore Architettura della Biennale di Venezia. Nello stesso anno dà incarico ad Aldo Rossi di costruire il Teatro del Mondo su un natante ormeggiato nel bacino di San Marco, che veleggerà poi fino a Dubrovnik. Nel 1980 costruisce insieme a diciannove architetti tra i più famosi nel mondo (tra cui Robert Venturi, Charles Moore, Hans Hollein, Frank Gehry, Ricardo Bofill, Robert Stern, Franco Purini, Oswald Mathias Ungers e Paul Kleihus) la Via Novissima, una strada provvisoria che, dopo essere stata trasferita a Parigi, nella rotonda della Salpetriére, attraverserà l’oceano e sarà rimontata a San Francisco negli Stati Uniti. Dal 1983 al 1993 è stato presidente della Biennale di Venezia, mandato concluso con una mostra su Lo Spazio Sacro nelle tre religioni monoteiste, inaugurata a Venezia nell’autunno 1993 e trasferita poi a Monaco, Londra e Berlino.

È autore di numerose pubblicazioni, in particolare sulla architettura rinascimentale e barocca, sul Liberty e sulle problematiche dell’architettura contemporanea, tra cui: Guarino Guarini, 1956; Borromini nella cultura europea, 1964; Michelangelo architetto, 1964 (con B. Zevi); Bernardo Vittone, 1966; Roma Barocca, 1966 (giunto senza sostanziali modifiche all’11ª edizione e ripubblicato nel 2011 in una versione ampliata); Borromini, architettura come linguaggio, 1967 (5ª ed. nel 1990, tradotto in inglese, francese e tedesco); Victor Horta, 1969 (con F. Borsi); Roma del Rinascimento, 1970; Le inibizioni dell’architettura moderna, 1974; Album del Liberty, 1975 (con G. Massobrio); La seggiola di Vienna, 1975 (con G. Massobrio); Dopo l’architettura moderna, 1980 (11ª ed., tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese); Leggere l’architettura, 1981; L’angelo della storia, 1982 (tradotto in spagnolo); Postmodern: l’architettura nella società post-industriale, 1982 (tradotto in inglese e francese); I nuovi architetti italiani, 1985; L’immaginario architettonico nella pittura, 1988 (con G. Massobrio); I grandi architetti del Novecento, 1998; Architettura e natura, 1999 (tradotto in inglese); La storia di San Carlo alle Quattro Fontane (2001); Geoarchitettura (2005), Natura e architettura. Abitare la terra e Architettura e memoria (2006); (con fotografie di L. Capellini) La mano di Palladio, 2008 (tradotto in inglese); Antonio Cipolla Architetto, Roma.

3 dicembre 2013
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Un commento a “Varese, Paolo Portoghesi parla di Borromini architetto lombardo a Villa Panza

  1. Francesco Castelli Boromino | il 4 dicembre 2013, ore 10:05

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