Varese

Varese, congresso provinciale Sel critica governo e guarda a socialismo europeo

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi è concluso con l’elezione dei membri dell’Assemblea federale, dei 9 delegati per il congresso regionale (che si svolgerà l’11 e 12 gennaio a Milano) e dei 3 delegati per il congresso nazionale (a Riccione dal 24 al 26 gennaio), il secondo congresso provinciale varesino di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel), svoltosi questa mattina al De Filippi di Varese. Il nuovo coordinatore provinciale, invece, no, non è stato eletto questa mattina: verrà eletto dall’Assemblea federale che si riunirà lunedì 9 dicembre presso la sede del partito varesino. Un congresso molto ricco di interventi e di spunti, presieduto dal sindaco di Daverio, Alberto Tognola. Con lui anche la coordinatrice regionale Sel Chiara Cremonesi, che ha tenuto l’intervento conclusivo.

L’assise ha preso il via con la relazione introduttiva di Claudio Mezzanzanica, che ha definito “anomalo” il partito di Sel, e con gli interventi introduttivi di Angelo Chiesa, presidente Anpi provinciale, di Umberto Colombo, segretario generale della Cgil di Varese, di Samuele Astuti, sindaco di Malnate e segretario provinciale del Pd di Varese, delle Acli e dell’Arci provinciali. Un messaggio anche da parte di Mario Agostinelli.

Tra i temi che sono stati affrontati quello della sanità con un intervento di Andrea Bagaglio e soprattutto il problema delle amministrazioni locali, su cui si è soffermato con un articolato intervento il consigliere comunale varesino Rocco Cordì. Una situazione complessa, in cui “comunicazione e politica si alimentano reciprocamente, con un’informazione più attenta ai conflitti che ai contenuti. “La notizia più importante del Consiglio comunale di ieri – ha detto ancora Cordì con una punta polemica – è il fatto che il Pd abbia votato l’emendamento presentato dal sindaco Fontana”.
Da Gabriella Sbreviglieri un richiamo alla questione femminile e una dura critica al Pirellone e alla sua politica dei voucher. Per quanto riguarda le prossime elezioni europee, la Sbreviglieri ha sostenuto la necessità di stare dentro il Pse, pur mostrandosi critici “contro il pensiero unico del mercato”. Le ha fatto eco Viavattene, che ha sostenuto la necessità di cambiare il Pse.

Nel suo intervento, il sindaco di Daverio, Alberto Tognola, ha riportato l’attenzione del congresso sulle amministrazioni locali, che devono confrontarsi ogni giorno con il problema del Patto di stabilità: “si è scaricato sui Comuni il peso di mantenersi nei parametri”. “In alcuni casi le amministrazioni locali hanno grandi sofferenze – ha detto il sindaco -, ma spesso le risorse le hanno pur non potendole utilizzare per il Patto: è tornata la politica dei soldi nel materasso”. Da Tognola appello all’acqua pubblica e l’auspicio ad un forte investimento di energie nella cultura.
Interessante intervento di Gaia Angelo, che ha lanciato l’allarme sulle pensioni dei giovani: “con il metodo contributivo, i giovani avranno pensioni da fame”. E dunque è necessario ragionare su forme integrative di previdenza”. Quanto al reddito minimo garantito, deve essere l’ultima spiaggia dopo avere messo in campo ogni iniziativa per creare lavoro.

La coordinatrice regionale Sel Chiara Cremonesi ha concluso il congresso provinciale di Sel con un intervento a largo raggio. La Cremonesi ha definito il governo delle larghe intese “l’agonia della sinistra e l’inutilità della politica”. Tra i problemi, quello delle difficoltà dei sindaci “che sono i curatori fallimentari dei loro Comuni”. Per quanto riguarda la Legge di stabilità, per la Cremonesi ci troviamo di fronte ad una “elemosina in forma di social card”. Infine la Cremonesi ha rimarcato l’autonomia di Sel: “da Berlusconi, ma anche dall’antiberlusconismo”.Tuttavia, per quanto riguarda i rapporti con il Pd, la consigliera regionale lombarda ha detto che “resta il problema del centrosinistra dopo il fallimento di Italia Bene Comune, anche se a livello locale si confermeranno le alleanze di centrosinistra”.  Infine la Cremonesi ha parlato del Movimento 5 Stelle come “deficit di proposte, bava alla bocca, poche parole di sinistra”. In chiusura la consigliera regionale ha citato l’Amleto e il suo “il mondo è da rimettere in sesto”. La Cremonesi ha concluso sottolineando che “è la politica lo strumento per farlo”.

1 dicembre 2013
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