Varese

Affollata la messa in Basilica per il congedo dalla Reliquia di Wojtyla

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel pomeriggio è stata celebrata l’ultima messa in Basilica alla presenza della Reliquia del Sangue del Beato Giovanni Paolo II. Affollatissima, al punto che, al momento dell’inizio della celebrazione, non viene più lasciato entrare nessuno dal fondo della Basilica. Una messa solenne che è stata concelebrata dall’ex vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi e dal prevosto monsignor Gilberto Donnini, oltre ad altri sacerdoti, e che ha segnato il congedo della Basilica, che in questi giorni ha visto sfilare migliaia di fedeli, dalla Reliquia. Ma non dalla città: la Reliquia viene infatti trasferita al Monastero delle Romite Ambrosiane al Sacro Monte e, domani, fa tappa prima alla Casa Circondariale di Varese e poi all’Ospedale di Circolo.

Con una processione sono entrati i sacerdoti, accompagnati dai brani magistralmente eseguiti dalla Corale di San Vittore. Nella omelia monsignor Stucchi (nella foto bacia la Reliquia) ha ricordato che papa Wojtyla ha vissuto “un cristianesimo incarnato, oltre le nostre debolezze, impegnato, sottratto all’individualismo, dentro i problemi della gente”. Un modo di concepire la fede senza il quale “l’Occidente risulta essere dissanguato ed anemico, senza futuro, con più ingiustizia e più paura”. Monsignor Stucchi non ha mancato di evocare anche il Wojtyla poeta: “Ci ha fatto gustare la poesia della vita, affidandosi alla fragile bellezza della poesia concepita mentre era schiacciato da poteri durissimi”.

Al termine della celebrazione ha preso la parola il prevosto, che ha rimarcato come questo sia il momento finale dell’Anno della Fede, partito con il dialogo tra il Cardinale Scola e il filosofo Massimo Cacciari: “Questo è il momento finale della presenza della Reliquia in Basilica – ha detto Donnini – e sono tanti i ringraziamenti che devo fare per una esperienza che ha visto una fila continua di fedeli, segno di un bisogno di qualche testimone credibile, sia per la sua ansia missionaria, sia per il coraggio che ha mostrato nell’affrontare la sofferenza e la malattia”. Il prevosto ha ricordato gli organizzatori, le Forze dell’ordine, i volontari, gli scout, gli Alpini. Dopo la messa si è formata una lunghissima fila per baciare la Reliquia.

 

 

 

1 dicembre 2013
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