Varese

Per i Legnanesi con “La scala è mobile” un tifo da stadio all’Ucc Teatro

OLYMPUS DIGITAL CAMERAEterni, inossidabili, esilaranti Legnanesi, ancora una volta sul palco, con la loro comicità semplice e popolare, fanno il sold out a Varese. Certo, non è più l’epoca sobria e geniale, oratoriana, del fondatore Felice Musazzi, ma quattro repliche ora, e due fra qualche mese, con il nuovo spettacolo “La scala è mobile”, la risata è sempre assicurata. Il pubblico dell’Ucc Teatro di Varese accoglie l’entrata in scena dei suoi beniamini, la Teresa, il Giovanni, la Mabilia, insomma la sciagurata famiglia Colombo da Legnarello, con un entusiasmo che ormai non si tributa neppure alle rockstar. E così lo spettacolo può  cominciare.

Ancora due repliche, questa sera sabato 30 novembre (ore 21) e domani pomeriggio domenica 1 dicembre (alle 17), per gustare la commedia dei Legnanesi, che ancora una volta sono alla disperata ricerca di una improbabile via d’uscita dalla crisi. La Teresa (il grande Antonio Provasio, anche regista e coautore con Musazzi), il Giovanni (Luigi Campisi) e la Mabilia (Enrico Dalceri, che firma anche le musiche) decidono di andare in America per fare fortuna, con la Mabilia che già pensa di entrare a Hollywood dalla porta principale. Ma già a Malpensa parte soltanto la Mabilia e il Giovanni, insieme alle immancabili donne del cortile, un ventaglio di caratteristi che ormai fanno parte a tutti gli effetti delle storie, al pari del trio famigliare, a cominciare dall’immancabile cugina della Teresa, la Pineta (interpretata da Alberto Destrieri). E proprio la Teresa e la Pineta restano a piedi, con Giovanni che le raggiunge pochi giorni dopo: e qui si apre una parentesi melò sul fidanzamento e la prima notte di nozze della Teresa e del Giovanni, con lettura di una lettera inviata dal giovane Giovanni: “Mi piace la pasta, mi piace il ragù, ma più di tutto mi piaci tu”. Una punta di diamante dello spettacolo.

Nel secondo tempo, i viaggiatori tornano dalla “Merica” e vengono tutti ricoverati all’ospedale di Legnano, “Reparto Psichiatrico” (come si legge in una grande scritta) per fare “terapia di gruppo” contro “il virus” che si sono presi. Mabilia crede di essere diventata Liz Taylor, ma è cosa di poco e si svela tutta una burla. E così lo spettacolo vira decisamente verso la passerella finale. Ma non si può dimenticare, al pari della parentesi romantica del primo atto, la riproposta del vecchissimo sketch del “Sarchiapone americano”, un “must” di Campanini e Walter Chiari, che i Legnanesi replicano parlando del “Mandrillone americano”.

Un’esile trama, come ogni volta, ma le maschere lombarde dei Colombo la fanno da padrone. Con una prova che in questa commedia risalta ancora di più grazie ad uno spettacolo più contenuto nei tempi e sicuro nello scorrere veloce. Senza naturalmente fare mancare ai fans varesini – e sono davvero tanti, un po’ di tutte le età – il corredo sfarzoso e fantasmagorico dei lustrini e delle paillettes, le grandi scenografie e gli ineffabili Boys. Ma la comicità dei Legnanesi, resta la vera ragione del successo, con i suoi testi da carnevale della Fom, con gli ammiccamenti verso i fans delle prime file, con le improbabili avventure erotiche della Mabilia, con le stupende passerelle degli attori. Una comicità che ci dona anche un pizzico di nostalgia per come stavamo meglio quando stavamo peggio.

 

 

30 novembre 2013
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