Varese

Varese, su applausi Pdl a Berlusconi, il capogruppo Pd Mirabelli precisa

miraRiceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo una lettera che ci invia il capogruppo del Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, relativa agli applausi che ieri sera, in Consiglio comunale, il gruppo Pdl ha tributato a Berlusconi: 

Egregio direttore,

sull’articolo relativo agli applausi del PDL, durante il Consiglio comunale di ieri sera, all’intervento del consigliere Piero Galparoli, il quale ha espresso la propria “solidarietà politica e umana” a Silvio Berlusconi, vorrei fare alcune precisazioni.

Il regolamento del Consiglio comunale concede ad ogni consigliere un solo intervento di tre minuti ad inizio seduta. Al momento dell’intervento del consigliere Galparoli, sia i consiglieri del PD che quello di SEL, erano già intervenuti.

Non è corretto, pertanto, affermare che il consigliere Cammarata, del Movimento 5 Stelle, il quale, non essendo intervenuto prima, ha potuto replicare al consigliere Galparoli, sia rimasto isolato. Semplicemente lui poteva parlare mentre gli altri non potevano più farlo.

Sottolineiamo, peraltro, che Il PD, nonostante le falsità che qualcuno, interessatamente, ha portato avanti per mesi, in Parlamento, ha votato, in maniera compatta, per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi.

Comunque sia, il PD non trasformerà mai né le aule del Parlamento né quella del Consiglio comunale in una corrida tra opposte tifoserie. Ci rattrista che per altri, invece, ogni occasione sia buona per dimostrare di non possedere quel senso di responsabilità che dovrebbe essere patrimonio comune di tutti coloro che siedono nelle istituzioni democratiche.

Fabrizio Mirabelli

Capogruppo PD Varese

 

29 novembre 2013
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Un commento a “Varese, su applausi Pdl a Berlusconi, il capogruppo Pd Mirabelli precisa

  1. Rocco Cordì il 29 novembre 2013, ore 16:03

    Condivido la precisazione di Mirabelli. Aldilà degli aspetti procedurali credo che lo spettacolo offerto dal gruppo del PDL sia stato semplicemente penoso. Berlusconi ha chiuso il suo ciclo in modo indegno e a Varese c’è pure chi applaude considerandolo un perseguitato (come quelli che in parlamento hanno votando credendo alla favola della nipote di Mubarak). Niente di sorprendente per un gruppo che continua a chiamarsi PDL nonostante non esista più nel resto d’Italia. Ma non è la prima volta che da quelle parti accadano cose a dispetto di se stessi o a loro insaputa….

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