Varese

Varese, “Finché morte non ci separi”, due donne raccontano il femminicidio

OLYMPUS DIGITAL CAMERADue donne che, ammazzate, ripercorrono la loro storia, il rapporto con gli uomini, la loro tragica fine. Ma, come accade in Spoon River, il loro punto di vista non è necessariamente drammatico: certo, ci sono dolore e sofferenza, ma c’è anche gioia, nella loro voce, c’è ironia, qualche volta c’è un pizzico di fatalismo. Sono le due donne che rivivono grazie al testo “Finché morte non ci separi” di Francesco Olivieri, che è stato rappresentato ieri sera presso il Twiggy, grazie all’Associazione Un’Altra Storia e all’Associazione Filo Rosa Auser, in collaborazione con le associazioni culturali VersoNauti ed EstroVersi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Una serata dal forte impatto emotivo, che si è svolta, alla stessa ora, in molte città italiane. Al Twiggy le due donne camminano tra i presenti seduti ai tavoli, si rivolgono a loro, parlano con il loro uomo-carnefice, ragionano e ricordano la loro vita ad voce alta. Due donne di condizioni sociali ed economiche diverse: la prima, Federica Mellori, radici popolari, nelle mani di un marito possessivo e violento, è stata proposta da una esperta attrice come Jane Bowie; la seconda, Ipazia Fiorentini, manager in carriera, qualche vago sogno di tradimento, è stata intepretata dalla brillante Nicoletta Magnani.

Ad introdurre la serata il responsabile varesino di Un’Altra Storia, Giuseppe Musolino, e Annmaria Tagliaretti, presidente del Filo Rosa Auser di Cardano al Campo (la serata era dedicata all’indimenticabile sindaca Laura Prati). Alcuni testi sono stati letti dalle poetesse Chiara Bazzocchi Rolih, Rita Clivio, Elena Danelli, Sara Pennacchio, Valentina Vannetti. Un’opera di Veronica Mazzucchi era esposta in scena.

 

 

 

 

26 novembre 2013
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