Varese

Varese, “Figlie di Barbablù”, la Donadoni scava nell’abisso della violenza sulle donne

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo una lunga turné, è tornato a Varese, sul palco dell’Ucc Teatro, lo spettacolo “Figlie di Barbablù. Tracce di silenzio”, scritto e interpretato dalla brava attrice Claudia Donadoni (nella foto), accompagnata dalla musica “live” proposta sul palco da Pippo Mortillaro, e con la regia di Sergio Stefini. Un testo interessante, che è stato proposto ieri sera in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, alla presenza di autorità ed esponenti di associazioni impegnate nella tutela del mondo femminile.

Un lavoro teatrale originale, che inizia con due voci fuori campo che ripetono la filastrocca tradizionale “Quante belle figlie, Madama Dorè”, una filastrocca che racconta di una delle figlie maritata indipendentemente dalla scelta della stessa ragazza. Un modo per avvicinarsi al problema della violenza sulle donne. E infatti, subito dopo, la Donadoni, protagonista assoluta su un palco spoglio, ha iniziato a raccontare una delle storie di donne violate, maltrattate, emarginate evocate nella messa in scena. Storie che si confrontano però anche con il mito e non solo con le storie di vita, alla ricerca di angoli visuali e prospettive da cui capire l’incubo della violenza e della morte delle donne.

Un lavoro teatrale che, grazie alla bravura dell’attrice varesina, poliedrica artista che oscilla tra teatro, musica, attività formativa, già ammirata ed applaudita in occasione di una suggestiva Traviata organizzata a Villa Recalcati, riesce a coinvolgere il pubblico, è in grado di suscitare interrogativi e reclamare attenzione, che spesso si traduce, nel corso della serata, in indignazione e rifiuto.

Prima dell’inizio dello spettacolo, introdotto dall’ottimo direttore di Rete 55 Matteo Inzaghi, e proposto dalla Fondazione Felicita Morandi, sono intervenuti esponenti delle istituzioni e delle associazioni impegnate contro la violenza sulle donne. A partire dal Prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, che ha lanciato l’iniziativa della Casa Rifugio per le Donne gestita dalla Fondazione Felicita Morandi all’interno di un edificio sequestrato alla criminalità organizzata. Presente allo spettacolo anche l’assessore a Persona e Famiglia del Comune, Enrico Angelini, che ha auspicato un “cambiamento di cultura” per fronteggiare la violenza contro le donne. Infine hanno preso la parola Giovanna Scienza (presidente della Felicita Morandi), Gabriella Sbreviglieri (per l’Associazione Eos) e una volontaria dell’Associazione Tutela la Persona.

26 novembre 2013
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