Varese

Fontana convoca sindaci in Comune. Contro i tagli, minacciano le dimissioni

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn allarme reiterato, quello lanciato, sulla disastrosa situazione finanziaria dei Comuni, dal sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia, il leghista Attilio Fontana. E questa mattina, in Salone Estense, l’allarme è risuonato ancora una volta, alla presenza di sindaci della provincia e parlamentari di vari schieramenti (prevalenti gli esponenti di Pd e Lega). Un’iniziativa concordata da Anci a livello nazionale, che ha visto la presenza di una quarantina di sindaci e di alcuni parlamentari, tra i quali, per la Lega, l’onorevole Giorgetti e il senatore Candiani, oltre alla consigliera regionale Brianza, mentre per il Pd erano presenti i deputati Marantelli, Gadda e Senaldi.

Situazione sempre più insostenibile, quella dei Comuni e delle loro finanze. “Noi sindaci viviamo in una emergenza assoluta: non è serio dovere approvare i bilanci preventivi dei Comuni il 30 novembre”. Ora il timore dei sindaci si rivolge verso il pagamento, da parte dello Stato, della seconda rata Imu sulla prima casa: “Una restituzione – rimarca Fontana – che deve essere integrale”. Duro l’attacco al governo Letta: “la credibilità di questo governo è venuta meno giorno dopo giorno. Siamo stati presi in giro in tutti i modi”. Mentre, al contrario, sottolinea Fontana, “il governo ha trovato 400 ulteriori milioni per Roma Capitale e 125 milioni per i lavoratori socialmente utili”.

“La nostra è una battaglia al di fuori degli schieramenti politici – conclude il primo cittadino di Varese -, per difendere la gente e i territori locali. Da buoni lombardi abbiamo sempre fatto il nostro dovere a pancia bassa, ma adesso non lo vogliamo fare più”.

Una situazione non semplice, quella che si trovano ad affrontare i Comuni, resa ancora più difficile, come ha ricordato il deputato Pd Senaldi, da eventi come l’alluvione in Sardegna.

Al termine dell’incontro è stato votato dai presenti un documento, che propone questi punti conclusivi: l’assoluta urgente necessità di assicurare la piena compensazione della seconda rata IMU con la copertura finanziaria delle aliquote deliberate dai Comuni nel 2013; il totale rispetto dell’impegno assunto dal Governo di allentare i vincoli del Patto di Stabilità rendendo strutturale la possibilità di avviare una nuova politica degli investimenti per i Comuni essendo strategico il ruolo che gli stessi costituiscono nel rilancio della crescita economica delle aziende del territorio; l’approvazione della Legge di attuazione dell’Art. 81 della Costituzione che prevede l’equilibrio di Bilancio per gli Enti Locali dal 1° gennaio 2014; l’eliminazione di ogni manovra ulteriormente penalizzante in termini di Patto di Stabilità per gli anni a venire con una completa rivisitazione dei criteri posti a base del Patto di Stabilità medesimo, quantomeno nelle materie che trattano interventi di salute ed incolumità pubbliche; l’esclusione dal Patto di Stabilità interno dei Comuni con popolazione compresa tra 1000 e 5000 abitanti; l’eliminazione delle sanzioni poste a carico degli Amministratori e dei Dirigenti comunali in conseguenza della violazione del Patto di Stabilità 2013; l’esclusione dal computo del Patto di Stabilità delle cessioni di partecipazioni in Società detenute dai Comuni, al fine di destinare i relativi proventi ad investimenti sul territorio; l’esigenza di una revisione dello scenario normativo delle Società detenute dai Comuni perseguendo obiettivi di efficienza ed economicità e stabilendo deroghe per settori specifici quali quello culturale, socio-assistenziale educativo, dei servizi scolastici e dell’infanzia; assicurare ai Comuni che la nuova c.d. “SERVICE TAX” costituisca un’imposta equa, sostenibile, congrua e di semplice gestione, capace di garantire risorse pari al 2013, con la possibilità di una leva fiscale autonoma potenzialmente attivabile; la completa revisione della normativa sulle c.d. “spese di giustizia” (spese per strutture e servizi giudiziari) i cui oneri sono posti ormai in gran parte a carico dei Comuni sede degli stessi e la ridefinizione dei rimborsi delle spese elettorali per le elezioni politiche oggi riconosciuti in modo gravemente insufficiente, nonché la revisione delle materie legate all’obbligo di farsi carico delle spese per i minori affidati ai Comuni dal tribunale; l’urgente necessità di una soluzione normativa definitiva in materia di riscossione delle entrate dei Comuni, soprattutto per quelle di natura coattiva; l’applicazione immediata dei “costi standard” al fine di una più corretta ridistribuzione delle risorse a favore dei comuni “virtuosi”; la completa rivisitazione delle norme, ulteriormente penalizzanti, riguardanti gli enti locali così come contenute nel D.D.L. Stabilità con l’accettazione delle osservazioni emendative già prodotte da Anci.

Nel documento si legge anche che “il mancato accoglimento delle sopracitate richieste costituirà presupposto per l’attuazione di adeguate forme di lotta e protesta nei confronti del Governo e del Parlamento a tutela dei cittadini amministrati, ivi comprese le dimissioni di massa”.

 

25 novembre 2013
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