Varese

Varese, al via la Scuola politica di Cattaneo. Senza colpi d’ala il confronto tra i politici

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA scuola di politica. Una cinquantina di ragazzi e ragazze è giunta questa mattina al De Filippi di Varese per partecipare al primo appuntamento della scuola di politica targata Liberamente Politica e Fondazione Lombardia Europa. Un’iniziativa lanciata dall’area ex Pdl ciellina che oggi si è avvicinata al Ncd filo-governativo di Alfano e Formigoni. L’iniziativa è stata pensata prima del collasso del Pdl berlusconiano, ma parte proprio il giorno in cui il Nuovo Centrodestra si presenta a Roma, con alcuni tra i ministri di Letta, da Gaetano Quagliariello a Maurizio Lupi, che nelle prossime settimane saranno, come relatori, alla scuola di politica “made in Varese”.

Oggi in cattedra sono saliti tre politici di partiti diversi, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il presidente del Pirellone Roberto Maroni, il capogruppo Pd in Regione Alessandro Alfieri. Dopo una prima serie di interventi su origini politiche ed esperienze giovanili, i tre relatori hanno affrontato una ampia serie di tematiche, a volte anche un po’ vaghe, senza grandi colpi d’ala.

Per Cattaneo ci troviamo di fronte ad “una deriva anti-autonomie e anti-democrazia che si sta affermando nel Paese”. Insomma, i poteri locali sarebbero vittime di un attacco concentrico. Dove naturalmente spuntano le immancabili “lobby”: “per una lobby è più facile condizionare un solo ministro piuttosto che 20 assessori”. Ecco dunque la riduzione dei poteri locali che, anche con l’apporto dei media, vengono spesso dipinti come “un luogo di ruberie”. Insomma, la tesi di Cattaneo è che è in corso una riduzione di spazi di democrazia.

Il presidente del Pirellone se la prende invece con lo strapotere della burocrazia, “un corpaccione autoreferenziale che risponde infastidito alle esigenze dei cittadini”. La ricetta per tagliare le unghie di questa sorta di “contro-potere” è, per Roberto Maroni, una riforma che dia più potere ai Comuni, oggi colpiti dal “Patto di stupidità”. A questo punto il discorso va inevitabilmente sul federalismo: Maroni dice esplicitamente che si tratta di un obiettivo non raggiunto, parla di “federalismo mancato”, ma riguarda “un percorso lungo, faticoso, che incontra tante resistenze”. Ma prima di terminare, il presidente della Regione lancia una battuta polemica al Pd: “Ho guardato con favore la recente adesione del Pd alla macroregione, anche se naturalmente la loro, non quella della Lega”.

Infine prende la parola il Pd Alfieri, che punta decisamente sul federalismo. “Il governo Monti, che pure il mio partito ha sostenuto, ha bloccato riforme che andavano in senso federale”. Come dimostra la questione della Tesoreria unica. Da parte sua, Alfieri si dichiara anche lui federalista e ammette la primogenitura della Lega: “Dò atto alla Lega di avere inserito per prima il federalismo nell’agenda politica”. ”Anch’io mi impegno per il federalismo – prosegue il capogruppo Pd in Regione – una battaglia che conduco anche dentro il mio partito”. Per quanto poi riguarda le Province, Alfieri sostiene che ormai, presso l’opinione pubblica, “appaiono enti inutili, colpa dei media e anche nostra. Dunque è una battaglia fuori tempo massimo”.

 

23 novembre 2013
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Un commento a “Varese, al via la Scuola politica di Cattaneo. Senza colpi d’ala il confronto tra i politici

  1. ombretta diaferia il 23 novembre 2013, ore 18:20

    non so se il pezzo si sia conquistato il mio click per l’a me aborrito termine “scuola” o se per il proprietario di codesta cattedra politica, precisato dal complemento di specificazione.

    Ma son giunta una strana conclusione “la scuola è una battaglia fuori tempo massimo?”

    oppure è il centro che è sempre poco politico per inclinazione?
    forse perché quella dell’asse terrestre è combinata con la rivoluzione?
    della Terra intorno al Sole – d’obbligo la precisazione!

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