Varese

Varese, convegno ex Pdl, appena separati, ma già pensano di riunirsi alle elezioni

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo la scissione e prima della (inevitabile) decadenza di Berlusconi, gli ex Pdl varesini si sono dati appuntamento al De Filippi. Tutti insieme appassionatamente, almeno per ora, ancora una volta: falchi e colombe, lealisti e governativi. Tutti a discutere dei moderati, ma senza affondi, senza rimarcare troppo le divergenze, tutti con l’aria un po’ rassegnata di chi pensa che tanto, prima o poi, finirà per ritrovarsi alleato con l’ex compagno di strada. Anche chi, come Cattaneo, è noto per i suoi giudizi taglienti, all’incontro è apparso molto conciliante. Insomma si sono evitate polemiche, si è camminato in equilibrio sul filo della politica, benchè tutto questo porti tanti a domandarsi: ma perchè hanno divorziato? Nessun dunque tintinnar di spade, al convegno sui moderati organizzato, ieri sera, al De Filippi di Varese, dalle associazioni Liberamente Politica e Agorà Liberi e Forti e guidato dal direttore di Rete 55, il bravo Matteo Inzaghi (nella foto un momento del confronto).

Sul palco, i big dell’ex Pdl della nostra provincia, ora nelle file di Forza Italia o in quelle del Nuovo Centrodestra. In sala militanti, simpatizzanti, amministratori locali. Con qualche assenza significativa, come l’ex coordinatrice provinciale Pdl Lara Comi. La sfida parte dalla democrazia interna, con Nino Caianiello, forzista, presidente onorario di Agorà, che rivendica come il partito costruito dal basso “sia stato sostenuto da noi in tempi non sospetti, al punto che il consigliere regionale Marsico lo abbiamo selezionato attraverso le primarie”. A lui risponde Giuseppe Gibilisco, sindaco della Città Giardino dal 1977 al 1985, esponente di Liberamente Politica e legato al Ncd, che ricorda come “i partiti siano il riflesso della carenza di democrazia”. Ma poi Gibilisco riconduce il discorso sulla necessità di garantire la prosecuzione del governo Letta. “E’ importante assumerci questa responsabilità come moderati – dice Gibilisco – altrimenti se la prendono solo i nostri avversari”. Più lapidario è il presidente di Liberamente Politica, Aliprandi: “Ci può essere un governo migliore di quello di Letta, ma anche molti peggiori”.

Interviene poi il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, che ha abbracciato il Nuovo Centro Destra. “Il Nuovo Centrodestra – insiste Cattaneo soffermandosi eccessivamente sulla polemica – non è nato per avere più poltrone”. Un dubbio che il presidente del Consiglio regionale spazza via sottolineando le ragioni del divorzio da Forza Italia. Per Cattaneo meglio difendere Letta perchè, al contrario, andare ad elezioni, “con Renzi appena investito”, sarebbe traumatico. C’è anche il problema del partito: “Forza Italia doveva essere un movimento democratico, partecipato dal basso”. Ma così non è. Entra quindi in scena Luca Marsico, forzista, presidente della Commissione Ambiente al Pirellone. Anche lui, parlando del Pirellone, getta acqua sul fuoco: “In Regione non ci sono certe esasperazioni personali che vediamo a livello nazionale”. Anche se non esclude che “ci possa essere qualche ripercussione a livello regionale”. Per quanto riguarda il divorzio, Marsico ricorda che “se un partito decide una linea a maggioranza, la minoranza deve accettarla”. Se non lo avesse fatto, dice riferendosi a se stesso, “avrei lasciato il partito anni fa”.

Ad avvicinare ancora di più le posizioni, ci pensa Caianiello che introduce il tema delle alleanze alle prossime amministrative. “Potremo andare uniti come fossimo ancora in uno stesso partito”. D’accordo Gibilisco, che ammette che “sul livello locale è possibile”. Ma sul finire del dibattito, da Cattaneo arriva qualche distinguo. “Siamo d’accordo con quello che dice Marsico, ma mi chiedo se lui sia d’accordo con la Santanchè”. E poi l’ultimo sassolino tolto dalla scarpa, quando Cattaneo rimarca che “quelli come Capezzone (con posizioni laiciste sulle questioni etiche, ndr.) sono rimasti tutti in Forza Italia”.

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19 novembre 2013
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