Lettere

D’Aula: sui pass Zelig non diventi melodramma

Con riferimento all’esito della votazione sul regolamento sui permessi ritengo opportuno esprimere alcune riflessioni. La Commissione ha lavorato duramente e proficuamente per alcuni mesi. Su richiesta di diversi gruppi consiliari, la votazione sul testo finale è stata anche posticipata rispetto ai tempi previsti.

Il testo uscito dalla Commissione, a detta di tutti e grazie al lavoro di tutti i Commissari, avrebbe dotato il Comune, per la prima volta, di una disciplina dei permessi, fino ad oggi rilasciati sulla basi di semplici linee guida.

In Commissione, il testo era stato approvato con i voti di Lega e Pdl e con l’astensione del PD, di V&L e di 5Stelle.

In Consiglio, sotto i riflettori della stampa, la demagogia ha però prevalso e, con una maggioranza singolare ed inaspettata, il provvedimento presentato dall’Assessore Piatti è stato privato di una sua parte fondamentale e del suo nocciolo: l’art. 3 relativo ai permessi di libera circolazione e sosta.

Tale eliminazione, come precisato dal Segretario comunale su richiesta del sottoscritto in sede di Consiglio comunale, non avrebbe però comportato l’abolizione del permesso di libera circolazione e sosta, ma avrebbe soltanto eliminato la decisione del Comune di identificare i pochi soggetti titolati ad averne diritto per ragioni di servizio (fra questi, per esempio, magistrati o forze dell’ordine in borghese, impegnati in attività di sicurezza o altri compiti istituzionali di primaria importanza): insomma, avrebbe determinato il mantenimento della precedente situazione di sostanziale “caos da assenza di regole chiare”.

Peccato poi che il regolamento conteneva altre importanti novità: dal ripristino della gratuità della sosta per i disabili, all’introduzione dei permessi rosa per le mamme in gravidanza che dovranno aspettare altro tempo per vedere garantiti i loro diritti.

Nei prossimi giorni, al fine di evitare che il buon lavoro della Commissione vada disperso, proporrò l’approvazione degli atti consiliari necessari a garantire quantomeno l’approvazione di queste due novità.

Comprendo, infine, il disagio dell’assessore Piatti – al quale esprimo solidarietà per la “singolare” sfiducia ricevuta sul provvedimento di cui era proponente e della cui bontà, evidentemente, non è riuscito a convincere il suo gruppo consiliare e la Giunta – non vedo, però, su che basi tale provvedimento possa tornare in Commissione, come da lui auspicato sulla stampa. Se voleva salvare il lavoro fatto dalla Commissione, vista la piega che aveva preso la discussione in Consiglio, avrebbe dovuto – come gli ho suggerito – ritirare il provvedimento. Ora, dopo questo voto, vorrebbe dire trasformare Zelig in un lungometraggio melodrammatico.

Fabio D’Aula (Pdl)

Presidente Commissione Commissione 7

17 novembre 2013
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2 commenti a “D’Aula: sui pass Zelig non diventi melodramma

  1. Rocco Cordì il 18 novembre 2013, ore 09:22

    Fabio D’Aula ricostruisce a suo modo una vicenda che, per restare in campo teatrale, ha ormai assunto i tratti della farsa più che del melodramma. Sul Regolamento in questione si è perso più di un anno a causa delle litigiosità e delle ripicche tutte interne alla maggioranza Lega-Pdl. Una sceneggiata incredibile in cui lo stesso Presidente della commissione ha avuto un ruolo di primo piano. Secondo D’Aula l’approvazione dell’emendamento da me presentato (è bene ricordarlo: abolisce in toto i “privilegi” della cosiddetta “casta”) sarebbe figlio della demagogia. Presumo si riferisca alla sua maggioranza e non al sottoscritto che ha sempre votato contro alle proposte demagogiche formulate da più parti anche in altre occasioni. Il mio emendamento era già stato annunciato in Commissione (non casualmente D’Aula si guarda bene persino dal citare la posizione di SEL) e ampiamente motivato. Il permesso di libera circolazione e sosta era e resta per me una autentica assurdità. Così come è assurdo che una maggioranza che spesso invoca la centralità della famiglia e della maternità, si sia compattata per respingere l’altro emendamento – sostenuto dalle opposizioni – che prevedeva l’estensione dei “permessi rosa” in tutta la città e non solo nell’area dell’ospedale. Sull’idea balzana di riportare il regolamento in Commissione, l’ho già detto in Consiglio e lo ripeto qui, non c’è alcuna condivisione. Spetta alla maggioranza rivedere l’incredibile voto finale che ha affossato l’intero Regolamento.

  2. giulio moroni il 18 novembre 2013, ore 13:06

    Condivido con Fabio D’Aula la solidarietà all’assessore Carlo Piatti per quanto accaduto in sede di votazione del nuovo Regolamento sui “pass” che avrebbe dovuto “azzerare” i permessi di libera circolazione e sosta di cui godono non solo i meritevoli e coloro che ne fanno utilizzo per ragioni “istituzionali” e di “servizio”, ma anche una serie di persone che nel corso degli anni hanno avuto il “privilegio” di vedersi assegnato questo magico tagliando per altri motivi non strettamente attinenti alla loro attività.
    Per fare pulizia di questa serie di permessi in libera uscita, si era pensato di riscrivere le regole per la loro attribuzione; cosa che è stata fatta dall’assessore e dai Suoi funzionari.
    Il nuovo Regolamento veniva quindi portato in discussione in Commissione e quindi all’esame del Consiglio per la sua approvazione.
    Venivano presentati 12 emendamenti dai vari gruppi, tutti discussi in seduta.
    Per una serie di ragioni, tutti gli emendamenti venivano respinti ad eccezione di quello presentato dal consigliere Consigliere Cordì che prevedeva l’abolizione dell’art.3, ovvero di quello che stabiliva in modo chiaro e preciso le figure che potevano fare richiesta del pass e tra queste, Sindaco, Prefetto, Questore, Prevosto, Presidente del Tribunale, Il Procuratore Capo della Repubblica e pochi altri.
    Non solo, ma l’art.3 prevedeva altresì il rilascio di 5 permessi a disposizione dei Consiglieri Comunali.
    Su questo specifico punto, il sottoscritto ed il consigliere Porrini depositavano un emendamento che avrebbe avuto come finalità quella di “regolamentare” in modo chiaro l’utilizzo dei pass da parte dei consiglieri e ciò attraverso un sistema di controllo delle richieste delegato al Presidente del Consiglio Comunale, il quale avrebbe dovuto verificare la bontà delle stesse per come avanzate dai consiglieri (i quali avrebbero dovuto specificare per iscritto il motivo istituzionale per il quale ne chiedevano la consegna temporanea, con obbligo di restituzione del magico tagliando entro le 24 ore successive all’attività istituzionale prestata).
    Ciò in quanto non si capiva il motivo per il quale i consiglieri comunali potessero godere di 5 permessi e di come gli stessi sarebbero stati utilizzati e per quanto e per cosa, atteso che i consiglieri comunali non svolgono attività tale per la quale sia necessario circolare sulle corsie preferenziali, entrare in zone a traffico limitato e posteggiare senza curarsi di acquistare il ticket.
    L’emendamento veniva respinto da tutti i gruppi ad eccezione di quello della Lega.
    La votazione successiva sull’emendamento Cordì andava in modo diverso e con il voto favorevole allo stesso, l’art.3 veniva escluso dal Regolamento che in questo modo non poteva più essere portato in votazione, atteso che veniva a mancare uno dei suoi punti essenziali, ovvero l’identificazione di coloro che avrebbero avuto diritto al pass per motivi di servizio o comunque istituzionali.
    La circostanza consigliava di ritirare il Regolamento in votazione per riproporlo ai lavoro della Commissione in nuova veste.
    E così sarà.
    Con l’augurio che la prossima volta prevalga il buon senso ed il senso civico di ciascuno che dovrebbe consigliare ai consiglieri di rinunziare a questo piccolo “privilegio” del tutto inutile ai fini per i quali siamo chiamati ad occuparci delle cose di questa città.
    Giulio Moroni

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