“Il Vizietto”, per Iacchetti-Albin-Zazà è standing ovation all’Ucc Teatro di Varese

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPreso così, senza troppe riminiscenze, senza troppe nostalgie nei confronti della mitica versione cinematografica con Michel Serrault (doppiato dal mitico Oreste Lionello) e quel grandissimo che era Ugo Tognazzi, “Il vizietto” andato in scena ieri sera all’Ucc Teatro di Varese, in una versione definita “musical”, può essere promosso, magari non con i voti massimi, ma certamente con un giudizio molto positivo. Al termine dello spettacolo, all’uscita di uno dei due protagonisti, Enzino Iacchetti, dal pubblico varesino quasi una standing ovation. “Grazie Varese”, risponde lui e così si chiude il sipario in una serata che conferma il buon livello del cartellone del palcoscenico varesino che doveva essere provvisorio, ma che, come tutte le cose in Italia, si sta candidando a diventare definitivo e perenne.

C’era molta attesa, ieri sera, per la prima del musical con la regia di Massimo Romeo Piparo. Un teatro quasi pieno, con tanti ammiratori di Iacchetti, tra cui anche una Sarah Maestri che arriva a teatro rossovestita e con una frangetta assai sbarazzina. A farla da padroni, sul palco, la coppia omosex Renato e Albin, in arte Zazà: ad interpretarla, rispettivamente, due vecchie volpi dello spettacolo, Marco Columbro ed Enzino Iacchetti. Columbro spesso fa la parte del presentatore dei “numeri” del locale à la page (negli anni Settanta) ”La cage aux folles” di Saint Tropez, introducendo i vari personaggi en travesti che calcano le scene, una lunga serie di ballerini e caratteristi, con una bellissima ragazza che si confonde tra loro. La storia di Renato e Albin, e del matrimonio del figlio del primo con la figlia di un importante leader del Partito per l’ordine morale, viene raccontata alternando il palco del locale della Costa Azzurra, su cui rifulge Zazà, e il dietro alle quinte, in cui si consumano le varie vicende, gli affetti, le gelosie, i colpi di scena della storia. C’è poi l’appartamento della coppia che, in vista dell’arrivo del politico, viene trasformata in un angolo di Cappella Sistina. Togliendo una seri di incredibili ninnoli fallici.

Tutto il musical corre veloce, ma sta sempre in bilico tra la commedia comica, venata di romaticismo e malinconia, e la rivista, con quadri in costume, coreografie molto “drag”, costumi e pailettes. Un doppio binario che non si risolve né in un senso né nell’altro e che non appare sempre perfettamente congruente. C’è poi qualche divertente cenno anche alla satira politica: il politico perbenista, che tra l’altro si chiama Sant’ann De Que (che, pronunciato, evoca il nome di una nota esponente del centrodestra nazionale), pronuncia alcune battute imitando la voce del Cavaliere. Ma una qualche incertezza di impostazione dello spettacolo viene superata grazie alla bravura di alcuni protagonisti che si muovono alla “Cage aux folles”.

Il riferimento è ovviamente a Iacchetti-Albin-Zazà, che sostiene la parte in magnifica forma, mostrandosi da podio anche quando sbaglia una battuta (uno zio che lui pronuncia al femminile), divertente e divertito. Un po’ meno convincente Columbro. Attorno alla coppia si muove un ottimo Russell Russell, ballerino e coreografo, protagonista dei programmi di Boncompagni anni Ottanta, qui nelle parti di un maggiordomo esilarante e lussurioso. Buona anche la performance del figlio della coppia,  offerta dal figlio di Iacchetti, Martino. Da menzionare soprattutto il bravo Domenico Mimmo Chianese, grande carriera alle spalle nel mondo fiction e sit com, che impersona il politico perbenista e moralista che al termine si scatena, col nome di Rosamunda e travestito da Marylin Monroe, in una folle danza.

Lo spettacolo si replica, questa sera domenica 10 novembre alle ore 21, all’Ucc Teatro di Varese.

 

 

 

10 novembre 2013
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