Bergamo

Bergamo, è avvenuto il trapianto di fegato per la piccola Valentina

DSC_0298ridLa possibilità che la vita di Valentina possa avere un futuro sereno è sempre più concreta. Il trapianto di fegato, diventato per lei indispensabile e urgente a causa della malattia di Wilson di cui era affetta, è avvenuto nelle prime ore di domenica scorsa, grazie anche alla sinergia e collaborazione tra Regione Lombardia, Nord Italian Transplant programm (NITp) e Centro Nazionale Trapianti. Nel pomeriggio di sabato infatti, era arrivata una segnalazione di disponibilità alla donazione d’organi da parte di una persona deceduta in un ospedale fuori regione. In questi casi un’improvvisa tragedia per una famiglia può diventare rinascita per altre persone in attesa di un organo, attraverso il dono più grande che un essere umano possa fare ad un suo simile.

Prontamente la macchina si è messa in moto: i controlli, le autorizzazioni, il chirurgo Domenico Pinelli del Papa Giovanni XXIII parte per il prelievo, una volta accertata la compatibilità per la piccola Valentina, che nel frattempo viene preparata per l’intervento.

Il trapianto, eseguito con tecnica split, è iniziato alle 6 di domenica 3 novembre e si è concluso alle 13. In sala operatoria i chirurghi Michele Colledan e Michela Guizzetti, gli anestesisti Davide Corbella e Magda Khotcholava, e gli infermieri Nadia Magri, Guido Villa e Adelaide Ravasio. In contemporanea nelle sale operatorie del Papa Giovanni è stato eseguito anche un altro trapianto di fegato, questa volta su un paziente adulto, a dimostrazione delle capacità tecniche ed organizzative del centro bergamasco.

Valentina è ancora in terapia intensiva ma il percorso post operatorio è regolare. E’ stata una vera e propria corsa contro il tempo per Il Ponte del Sorriso Onlus per portare Valentina in Italia. Nel giro di pochi giorni dal suo arrivo, grazie al lavoro di interfaccia tra il Coordinamento Trapianti del Papa Giovanni XXIII e la Rete Nazionale Trapianti, Valentina è entrata nella lista d’attesa nazionale dei trapianti, in urgenza , poiché affetta da epatopatia fulminante. Da quando la piccola è stata ricoverata in Albania e le è stata diagnosticata questa grave patologia al momento in cui è stato eseguito l’intervento a Bergamo sono passate solo tre settimane.

Il centro di Bergamo, tra i più attivi in Europa nel trapianto di fegato pediatrico, esegue con regolarità trapianti di fegato in bambini stranieri, autorizzati dalla Regione Lombardia, dopo aver verificato l’impossibilità di tale operazione nel paese di origine e la capacità dello stesso paese di seguire il paziente al ritorno a casa dopo un anno. Vengono inoltre poste altre condizioni come la copertura economica dell’intervento e la tutela dei cittadini italiani, ai quali viene garantita l’assenza di conflitto con i malati stranieri che attendono lo stesso tipo di organo e hanno le medesime caratteristiche (gruppo sanguigno, peso, età ecc)

Il frequente ricorso alla tecnica split, consentendo di ricavare da un fegato due parti autonome e trapiantabili in due soggetti distinti, ha praticamente azzerato le attese per il trapianto di fegato pediatrico, rendendo difficile, se non impossibile, l’eventualità di contesa tra bambini stranieri e bambini italiani. Non solo. I dati dei trapianti e degli organi donati in Italia sono tutti tracciati a vari livelli ( provinciale, regionale e nazionale) e questo fa si che l’attività venga gestita con appropriatezza, equità e giustizia, e non è poco. In Italia, quindi, anche perchè il dono è gratuito e anonimo, non esiste commercio clandestino di organi a pagamento. La “Rete Nazionale Trapianti” si fa garante di questo.

I genitori, quando hanno rivisto la loro bambina dopo l’operazione, sono scoppiati in un pianto liberatorio, continuando a ringraziare, increduli di fronte a ciò che, al momento della scoperta della patologia di Valentina, sembrava impossibile da realizzare, per le barriere burocratiche ed economiche, difficili da abbattere, esistenti tra Italia ed Albania in campo sanitario.

Non avevano, mamma e papà, le risorse finanziarie che occorrevano per salvare la propria bambina. Un dramma terribile trasformato in speranza prima, in realtà poi, dalla generosità di tantissimi benefattori. Sono oltre 600 , infatti, le persone che hanno risposto all’appello della fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus, grazie alle quali sono stati raccolti oltre 110mila euro per contribuire a pagare il costo dell’intervento. Tante belle storie dietro queste donazioni, come quella di due sposini che, come regalo per il loro anniversario, hanno scelto la vita di Valentina, rinunciando ai classici doni per loro stessi.

L’anticipo del 30% è già stato pagato, così come sono garantiti i soldi per un anno di cure e terapie antirigetto. Ma servono ancora circa 40mila euro per coprire i costi del periodo di degenza necessario alla completa ripresa della piccola.

 

 

7 novembre 2013
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