Torino

“Fuoriscena”, il varesino Ale Leone entra con la cinepresa al Teatro alla Scala

Fuoriscena_1La pellicola “Fuoriscena” svela al Torino Film Festival la vita dell’Accademia Teatro alla Scala. Lo hanno realizzato il milanese Massimo Donati e il varesino Alessandro Ale Leone mostrando un intero anno dietro le quinte della scuola del teatro più famoso del mondo. La macchina da presa si fa occhio discreto, capace di assecondare e seguire i ritmi progressivi in cui la bellezza di un gesto sedimenta in impegno ed esercizi quotidiani. Il documentario racconta le storie personali di alcuni aspiranti cantanti lirici, ballerini e scenografi alla costante ricerca della perfezione da portare in scena.

I due autori hanno scelto un approccio narrativo che procede per sottrazione, creando un racconto corale in cui la presenza della macchina da presa raccoglie la bellezza del luogo, dei gesti, in una narrazione senza filtri. Una pellicola prodotta da Ester Produzioni e GA&A Productions  di cui è in programma la prima visione nazionale al Torino Film Festival il 24 novembre, con repliche il 25 e il 26.

Un lungometraggio che racconta un intero anno di vita a partire dal settembre del 2011 dell’Accademia Teatro alla Scala, seguendo il metronomo delle lezioni, della prove, dell’apprendimento che nella ripetizione riesce ad avvicinarsi alla bellezza. Un punto di vista esclusivo, dall’interno, che porta lo spettatore a guardare il variegato mondo dell’Accademia nel suo svolgersi quotidiano. Gli autori sono i testimoni di questo flusso ed il loro occhio crea un ponte capace di mostrarci quali siano gli ingredienti necessari a creare uno spettacolo che incanta.

L’Accademia diventa così al tempo stesso protagonista ed ambientazione del racconto corale, uno spazio che traccia i confini di questa esperienza ed esplora delicatamente la verità intima delle cose, dei luoghi e delle persone. Il film disvela, delicatamente ma senza filtri, le storie personali di alcuni aspiranti cantanti lirici, ballerini e scenografi attraverso piccoli eventi e situazioni che ne disegnano unicità, carattere e passione..

Oltre le storie private e i percorsi collettivi di studio è proprio la bellezza della macchina dello spettacolo che si mette in moto che lascia il segno nello spettatore. Gli autori hanno sapientemente intrecciato le due dimensioni seguendo i ragazzi che studiano, si preparano, provano per un anno intero seguendo un calendario che li impegna a fondo in un percorso carico di sacrifici e gioie. L’approdo dell’impegno sono gli spettacoli in cartellone: lo Schiaccianoci e Nineteen Mantras, gli spettacoli Istituzionali e i concerti, e per finire Don Pasquale e Raymonda nel tempio della Scala..

“Ciò che riprendevamo era talmente carico di bellezza e armonia che abbiamo cercato con il linguaggio del film di mantenerci a quel livello”. La ricerca della bellezza come cifra stilistica viene così spiegata da Massimo Donati, che precisa “Della nostra ricerca un elemento portante è la luce naturale: non abbiamo mai aggiunto, non abbiamo costruito niente”.

I tratti distintivi del lavoro dei due autori sono l’attenzione del dettaglio, che in miniatura è capace di mostrare la grandiosità dell’insieme. Gli umori rivelati da un gesto, un’espressione che trapela nell’esecuzione, i loro caratteri e le loro speranze che si confrontano ogni giorno con gli insegnanti e con lo studio. La ricerca del bello che diventa il motore capace di far superare le difficoltà e i sacrifici.

“Abbiamo cercato nel vero nudo e crudo l’essenza della ricerca della perfezione – racconta Alessandro Leone -. Siamo entrati in Accademia in punta di piedi, con discrezione, per filmare la vita ovunque scorreva. La bellezza è legata alla presenza dei corpi come protagonisti e al legame fra questi corpi e il loro ambiente professionale trasformato in casa, un legame che si trasforma in poesia”

“Fuoriscena riesce a restituire perfettamente il clima che respirano ogni giorno, fra le nostre aule, gli allievi dell’Accademia; l’impegno quotidiano, la fatica, ma anche la gioia di trovarsi sul palcoscenico accanto a interpreti e maestri sommi – ha commentato Luisa Vinci, direttore generale di Accademia Teatro alla Scala -. Sono giovani che dimostrano doti straordinarie, ma sono anche ragazzi che vivono pienamente la loro età e il documentario si è rivelato una vera e propria lente di ingrandimento, che ci ha permesso di scoprire il loro lato più personale e nascosto”.

Credits:

Soggetto Massimo Donati

Sceneggiatura e regia Massimo Donati e Alessandro Leone

Direzione della fotografia Daniele Azzola

Produzione Gabriella Pedranti

Gioia Avvantaggiato

Gioia Marchetti

Consulenza: Laura Romano

5 novembre 2013
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