Varese

Varese, sobria e partecipata la cerimonia del 4 Novembre voluta dal Prefetto Zanzi

OLYMPUS DIGITAL CAMERABene ha fatto il Prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, ad organizzare, di concerto con il Comune e con le Forze Armate, una bella cerimonia in occasione del 4 Novembre, Festa dell’Unità e delle Forze Armate. Una cerimonia sobria e partecipata, partita con la posa delle corone di Comune, Provincia e Regione Lombardia all’Arco Mera e conclusasi al Monumento ai Caduti di piazza Repubblica. Una cerimonia che ha visto una folta partecipazione di autorità, di rappresentanze di Forze Armate e Forze dell’Ordine, dell’Anpi, ma anche di comuni cittadini e di scolaresche. Anzi queste ultime hanno colpito tutti per l’attenzione e la serietà con cui i ragazzi, accompagnati dalle loro brave maestre, hanno seguito ciò che accadeva.

Lo dice chiaro, al termine della cerimonia ufficiale, lo stesso Prefetto Zanzi (in primo piano nella foto), varesino doc, certamente apprezzato e stimato da tutti. “Abbiamo pensato di rivitalizzare questa cerimonia – spiega Zanzi – perchè in un momento così difficile per la popolazione è importante ribadire i nostri valori fondanti”. Una cerimonia come da anni non si era vista a Varese. “Abbiamo pensato di organizzarla in un giorno feriale anche perchè abbiamo invitato a partecipare gli alunni, cittadini di oggi e di domani”.

Alla parte di cerimonia che si è tenuta in piazza Repubblica davanti al Monumento dei Caduti del Butti, bella la scelta degli organizzatori di fare ascoltare la voce del generale Diaz che leggeva il famoso Bollettino della Vittoria, con la famosa frase finale: “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”. Un grande momento di unità nazionale, quella stessa unità che tanti, in questi anni, anche a livello politico, hanno spesso messo in discussione.

Alla cerimonia hanno partecipato tanti, e i discorsi ufficiali sono stati tenuti dal sindaco Attilio Fontana e da Silvio Botter, a nome delle associazioni dei combattenti e reduci.

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4 novembre 2013
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