Varese

Varese, il segretario cittadino leghista Marco Pinti lascia e non raddoppia

PINTIIl segretario cittadino della Lega Nord, Marco Pinti (nella foto), se ne va. Lascia piazza del Garibaldino per via Bellerio. “Sì, non mi ricandido alla segreteria cittadina”, conferma. Quale la motivazione? “Sono stato a lungo indeciso – spiega Pinti -, ma alla fine ho scelto di occuparmi di comunicazione del Carroccio, radio e via dicendo, lavorando insieme a Matteo Salvini”. Una scelta comprensibile per chi, come Pinti, ha 28 anni. Comprensibile anche perchè il movimento che lui ha guidato in questi anni appare oggi assai meno battagliero, un po’ con le pantofole, stretto in un’alleanza con Berlusconi che lo rende sempre più simile a sè. Pinti comunque non dimentica di prendersela, per quanto riguarda il Pdl, con ciellini e non. “Non mi sono mai piaciute le astuzie da sacrestia né certi paraculismi”.

Non condivide l’analisi, il giovane Pinti, che invece, lui che non è mai stato con le pantofole, cita i versi di una vecchia canzone di Francesco De Gregori, “Bufalo Bill”. “Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi:/ la locomotiva ha la strada segnata,/ il bufalo può scartare di lato e cadere”. “Tra i due ho scelto la libertà del bufalo”, sostiene Pinti. E così ogni mattina prende il treno che lo porta nella metropoli, alla sede del Carroccio. Sulla Lega Nord e il suo futuro, il segretario cittadino uscente sembra avere le idee chiare: “Se la Lega è capace di interpretare il nuovo, ha un futuro, se invece pensa di riprodurre se stessa e di fermarsi agli anni Novanta, ha già perso”.

Per quanto riguarda la sua breve e intensa segreteria, Pinti rivendica due cose. “Ho cercato di rimuovere ostacoli ideologici inutili rispetto alla vera battaglia della Lega, rispetto ad una battaglia di sovranità, non guardando in faccia a nessuno, come è stato nel caso della Cava di Cantello o nella battaglia contro Formigoni”. E poi “avere aperto a realtà diverse, portandole nella sede della Lega, come nel caso degli Atei e di molte altre realtà associative”. Un cruccio? Sì, anche Pinti ne ha uno: “rispetto a due anni fa, quando tanti giovani sono balzati agli onori della cronaca per essere stati eletti in diversi partiti, in questo momento quel processo è in fase discendente”. Tuttavia, la battaglia politica a Varese proseguirà: “Anch’io continuerò a dare una mano a chi mi succederà. Mi sono anche trasferito ad abitare a Varese”.

29 ottobre 2013
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Un commento a “Varese, il segretario cittadino leghista Marco Pinti lascia e non raddoppia

  1. ezio il 29 ottobre 2013, ore 09:05

    si vede che dopo essere riuscita a far conquistare a Varese il primo posto in classifica per le tasse locali più alte d’Italia (vedi rapporto CGIA di Mestre) la Lega vuole esportare il modello Varesino in Regione…buona avventura…

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