Varese

Varese, Scotto presenta “La Grecia è morta”, tra antichi Dei e spietati tecnocrati

Da sinistra Fabio Scotto e Dino Azzalin

Da sinistra Fabio Scotto e Dino Azzalin

E’ coinvolto nei versi del suo “La Grecia è morta e altre poesie” (Passigli Poesia, la collana inventata da Mario Luzi), il poeta Fabio Scotto. Esita quando deve raccontare come sono nati. Si commuove mentre legge un verso sulla tragedia greca. Con il pensiero a Santorini, parla di una forza potente, di una suggestione in-evitabile che chiedeva con forza di essere messa per scritto. Come Scotto ha fatto, producendo quella che ieri sera, alla Libreria del Corso, ha definito, con espressione suggestiva, “una preghiera laica, un coro greco”.

Circondato da amici e affezionati lettori, una delle voci poetiche più alte e coerenti della nostra città, il poeta e critico Fabio Scotto, ha presentato a Varese il suo ultimo volume di versi. Una presentazione che è stata anche un omaggio a Scotto, autore di grande eccellenza letteraria e umana. Al centro dell’attenzione “La Grecia è morta”: “Un volume dal valore profetico – ha detto Scotto -. Da quando l’ho concepito nel 2010 ad oggi, la situazione è drammaticamente peggiorata”.

Un volume che – forse è il caso di pronunciare la parola sottovoce – riscopre la poesia civile. Esplicito, a tal proposito, il poeta che è anche professore di Letteratura francese all’Università di Bergamo: “Il poeta può voltare la faccia dall’altra parte di fronte a drammi come quello greco, ma io non lo faccio”.

Ad affiancare Scotto, c’era il poeta ed editore Dino Azzalin, che ha proposto una guida alla lettura, concentrando il suo intervento sul “doppio registro” presente nel volume al centro dell’attenzione. “Classicità e temi sociali sono presenti in queste pagine – ha detto Azzalin -. Un paesaggio mediterraneo che ci riporta alla Grecia degli dei, ci fa scalare la montagna degli Dei, senza però perdere di vista il doloroso cammino di quel Paese e la sua dolorosa risalita in cima all’Europa dei tecnocrati”.

26 ottobre 2013
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Un commento a “Varese, Scotto presenta “La Grecia è morta”, tra antichi Dei e spietati tecnocrati

  1. sandro sardella il 27 ottobre 2013, ore 10:36

    La poesia di Fabio Scotto ha la preziosa forza di uscire dai temi dell’ombelico poetico .. il suo essere “civile” è il poeta che vive le gioie ed i drammi di questi tempi .. è la scrittura/materia che come magma si misura .. fa ricerca ..si toglie le ingessature accademiche .. e sboccia .. incontra .. è poesia ……….

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