Varese

Varese, quarta Borsa immobiliare al via. Ma il settore resta in affanno

Un momento della presentazione della Borsa immobiliare

Un momento della presentazione della Borsa immobiliare

Come sempre accade per il lancio della manifestazione “La Casa in Piazza”, che la Camera di commercio di Varese ha promosso per il quarto anno consecutivo, anche questa volta è stata l’occasione per fotografare l’andamento del settore immobiliare, in un momento di crisi ancora forte, con gravi problemi che riguardano l’economia del territorio. In programma a Varese, presso l’ente camerale in piazza Monte Grappa, dal 25 al 27 ottobre, la Borsa immobiliare è un appuntamento per operatori e clienti.

Se dal punto di vista degli organizzatori la kermesse ispira un cauto ottimismo, dal punto di vista degli operatori la preoccupazione resta alta: c’è la crisi, le banche nicchiano a concedere mutui, le incertezze dell’Imu e il peso fiscale, tanti gli elementi che gettano ombre lunghe sul settore immobiliare. Riccardo Comerio, vicepresidente vicario camerale, non cede al pessimismo: “non solo viene confermato il numero degli operatori presenti alla Casa in Piazza, ma addirittura cresce il loro numero, che passa da 27 a 30″. E questo, continua Comerio, in un momento in cui “dobbiamo fare i conti con i morsi di una crisi feroce”.

Ma ad ascoltare gli operatori del settore immobiliare, la musica cambia. Certo non manca chi, come Isabella Tafuro, presidente Fiaip, non rinuncia al vedere positivo: “ho in mente parecchie giovani coppie che vogliono affrontare l’impegno di prendere casa, quasi attendendo qualcosa di positivo che deve accadere”. Un punto di vista che non coincide con quello di Gianpietro Ghiringhelli, direttore di Ance Varese: “Registriamo un calo della domanda, che si scontra con una rigidità da parte delle banche”. Al punto che al momento tra i settori trainanti c’è quello degli interventi finalizzati non a costruire case, ma a ristrutturarle per garantire un risparmio energetico. In prospettiva, può essere importante guardare ad un mercato che appare meno in crisi: quello rappresentato da pensionati ticinesi e lavoratori frontalieri. Resta comunque una situazione difficile, che viene ulteriormente complicata a livello normativo e fiscale: “Le incertezze relative all’Imu e l’aggravamento fiscale, certamente non aiutano il settore”.

Conferma il trend delle ristrutturazioni anche Santino Taverna, presidente Fimaa: “E’ vero, c’è grande attenzione per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente”. E poi mette sul tavolo un carico da 90: “Non c’è dubbio che, per quanto riguarda il nostro territorio, non ci aiuta il deficit delle infrastrutture”. Insomma, le difficoltà non mancano. Come conferma anche Sergio Salerno dell’Anama di Varese: “una situazione difficile, in cui stanno riprendendo piede l’affitto a riscatto, una vecchia formula degli anni Settanta, un modo per evitare di dovere pagare grandi anticipi in vista del mutuo”.

Sul banco degli imputati ci sono però le banche, accusate di avere stretto il cordone della borsa per quanto riguarda la concessione dei mutui. Un’accusa che Flavio Debellini, direttore territoriale di Varese e Tradate della Banca Popolare di Bergamo-Ubi Banca, rispedisce al mittente. “Dal punto di vista della banca che rappresento, non è cambiato nulla per quanto riguarda la concessione dei mutui: ciò che è davvero cambiato è il calo della domanda”. Debellini riconosce che la situazione è difficile, ma le banche si sono sapute adeguare: “Per quanto ci riguarda abbiamo predisposto per le giovani coppie un mutuo che non presuppone un contratto di lavoro a tempo indeterminato”. Adalberto Tomasello, responsabile dell’Area Mercato del Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, preme lo stesso tasto: “abbiamo lanciato il Merito Casa, una formula alternativa all’affitto a riscatto per agevolare l’avvicinamento alla casa senza impegnarsi a pagare l’anticipo del mutuo”.

 

23 ottobre 2013
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