Varese

Varese, la mostra di Ortelli apre al Castello. Con qualche punto interrogativo

Un'opera di Ortelli ammirata da una visitatrice

Un’opera di Ortelli ammirata da una visitatrice

Tra le diverse iniziative che il Premio Chiara-Festival del Racconto ha voluto dedicare a Gottardo Ortelli, la mostra che si è aperta al Castello di Masnago costituisce quella più ampia e complessa. La rassegna “Attraverso le soglie del colore”, curata da Claudio Cerritelli, Un’opportunità per riscoprire il senso della pittura dell’artista nato a Viggiù, poi assessore alla Cultura del Comune di Varese e presidente del Premio Chiara. Un’opera che, come sottolinea Cerritelli, muta nel corso del tempo, sperimenta, reinterpreta, innova.

Certamente la punta più alta della mostra al Castello, che ieri è stata inaugurata dalla “mente” del Chiara, Bambi Lazzati, dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, dall’assessore alla Cultura, Simone Longhini, e dallo stesso curatore, è la riproposta di un “classico” di Ortelli, quella grande opera-installazione del 1984 “Orbis pictus”, che originariamente fu presentata al Pac di Milano. Un’opera che subisce, a Masnago, una ricostruzione che potrebbe sollevare qualche critica, suscitare qualche dubbio. Sì, perchè quella che a Milano era una serie di grandi quadri in fuga, una articolazione sfuggente e aperta, a Varese prende invece una forma chiusa e quasi rassicurante. E’ infatti ricostruita seguendo il perimetro di una delle sale. Una scelta piuttosto discutibile.

Al visitatore che voglia conoscere di più e meglio la creatività di Ortelli, la mostra offre diverse opere. Alcune tele di grandi luce e colore, ma anche tele più buie e concentrate. La pittura di Ortelli spiazza, scarta, ritorna su se stessa. Una grande capacità di movimento dell’arte, che ancora oggi merita di essere rivisitata e apprezzata, come la mostra del Premio Chiara invita a fare.

20 ottobre 2013
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