Varese

Varese, verso le primarie Pd, Battistini: non sono una candidata di apparato

Sara Battistini

Sara Battistini

Continua la campagna elettorale in vista delle primarie (chiuse) del Pd per eleggere segretario e assemblea provinciali di Varese. Questa volta a presentarsi, presso la Federazione provinciale, è Sara Battistini, saronnese, un’esperienza alle spalle negli scout e nel mondo dell’equo e solidale, e oggi un riferimento all’area di Pippo Civati. “Non faccio mistero di apprezzare e richiamarmi a Civati – dichiara la Battistini -. E credo che sia paradossale un regolamento che proibisca di fare riferimento, negli incontri pubblici, a figure nazionali”. La Battistini non le manda a dire neppure su Luca Carignola, che molti considerano come il candidato più accreditato per la segreteria varesina. “Non si capisce come possa sostenere di essere trasversale”.

La Battistini parla di sè, affiancata da Stefano Catone, Mauro Sarzi Amadè e Natalino Bianchi. “Alle spalle non ho nessuno che fa telefonate per me, per dire di votarmi e di iscriversi – dice la candidata -. Ho il vantaggio di non avere grossi riferimenti a cui debba rendere conto”. E Sarzi continua: “Sara vuole portare avanti proposte nuove, a differenza di candidati che rappresentano il vecchio e sono appoggiati dall’apparato”.

Tra i temi toccati dalla Battistini con parole forti, il nodo delle primarie: “Sono uno degli esempi psicopatici del Pd: la scelta per il provinciale è incomprensibile. Le primarie avrebbero dovute essere aperte agli elettori”. Quanto poi alle liste bloccate collegate ai singoli candidati alla segreteria provinciale, la Battistini spiega che la sua comprende uomini e donne “che si siano dichiarate disponibili ad impegnarsi”.

19 ottobre 2013
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