Varese

Varese, la Nardi presenta il primo romanzo. Sperimentale e appassionato

Un momento della presentazione alla Libreria Feltrinelli di Varese: da sinistra Giuliani, Nardi e Zangarini

Un momento della presentazione alla Libreria Feltrinelli di Varese: da sinistra Giuliani, Nardi e Zangarini

Un libro che riposava  in un cassetto da due anni e che ora è stato finalmente pubblicato. Serena Nardi, regista, attrice, autrice drammaturgica, ha presentato ieri pomeriggio alla Feltrinelli di Varese il suo romanzo d’esordio, “Luce e il nodo”, pubblicato da Pietro Macchione editore. Un romanzo che arriva a sette mesi dal volume di poesie che la stessa Nardi ha pubblicato con il titolo “Poesie quasi d’amore”. A guidare il lancio del romanzo, davanti ad una affollata platea, una delle firme più prestigiose del quotidiano La Prealpina, Gianfranco Giuliani, affiancato dalla brillante Chiara Zangarini.

Un testo coraggioso, il romanzo della Nardi. Un volume in cui la scrittura si alterna a pagine del romanzo parzialmente o completamente bianche. Frasi stampate a metà pagina. Un pensiero folgorante del grande Carmelo Bene in apertura, a testimoniare che il teatro resta un fiume carsico lungo tutto il romanzo.  Ma soprattutto, come rileva subito Giuliani, “siamo di fronte ad un lungo monologo interiore in cui si incrociano temi diversi: le radici tagliate, la riscoperta del passato, un movimento verso il futuro”. Soprattutto, continua Giuliani, “è un viaggio, un viaggio interiore alla riscoperta di sè”.

Una lettura che ritorna nelle parole della Zangarini, che rispetto al romanzo usa l’espressione di “romanzo psicologico”. La Zangarini ripercorre la vicenda di Luce, la protagonista del primo romanzo di Serena Nardi, una donna quarantenne, professoressa, che giunge ad un punto di svolta, un punto in cui la sua vita prende un abbrivio grazie all’incontro con il giovane Matteo, di cui Luce si innamora. E che innesca un processo di ricerca e di ritorno alle origini che, come dice la Zangarini, “fanno scoprire alla donna anche delle componenti primitive e animali delle quali non era consapevole”.

Al termine della presentazione, è intervenuta la stessa Nardi, che ha sottolineato come il suo romanzo sia stato uno strumento per fare i conti con il malessere del vivere. Una sfida che, come ha rimarcato Giuliani, “viene condotta con uno stile ed un linguaggio controllato, anche quando il romanzo racconta momenti di intenso erotismo”.

 

19 ottobre 2013
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