Saronno

Saronno, passaggio generazione nelle imprese, dibattito targato Univa

operai_in_fabbrica_1-300x225La tutela dell’integrità e del valore del patrimonio familiare, la sua difesa da soggetti indesiderati al di fuori della famiglia, la sua valorizzazione in caso di cessione a terzi, i calcoli sul carico fiscale dell’operazione. Sono questi gli obiettivi che si pone, o dovrebbe porsi, un’impresa nel momento del passaggio generazionale. Da padre, a figli. Uno dei momenti più delicati nella vita aziendale. Un tema, soprattutto, che, in un capitalismo familiare, modello di riferimento anche nella nostra provincia, riveste i panni di interesse generale e diffuso per il territorio, non solo per la sua imprenditoria. In ballo, il futuro manifatturiero del Varesotto. Anche per questo l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha voluto inserire un incontro dal titolo “Passaggio generazionale: come approcciarlo e come gestirlo” all’interno del proprio ciclo “Approfondimenti di finanza per l’impresa”. Il convegno si è tenuto nella Sede di Saronno dell’Associazione. 

“Gestire un passaggio generazionale – ha spiegato il relatore Jonathan Donadonibus, docente di finanza d’impresa alla LIUC – Università Cattaneo – richiede grande lungimiranza, un approccio strategico e lucidità di pensiero”. Da una parte il genitore-imprenditore, dall’altra i figli-eredi. In mezzo collaboratori e manager. In ballo un’impresa, certo, ma con tutte le sue varie inclinazioni patrimoniali: immobili, quote e partecipazioni, titoli, azioni, obbligazioni e fondi comuni. E, non ultimo, le relazioni affettive e personali. Un elemento, proprio questo, che spesso impedisce, e non potrebbe essere altrimenti, la freddezza delle decisioni repentine, magari impopolari, ma giuste. L’analisi è, prima di tutto, sociologica: “L’imprenditore – ha sostenuto Jonathan Donadonibus – è un sognatore ambizioso, un accentratore ed ha dedicato spesso tutta la vita all’azienda”. Da qui l’acquisizione di leadership e stima, oltre che esperienza. Tutti elementi che, però, rischiano di remare contro ad un passaggio generazionale efficace. Il primo consiglio del docente della LIUC, infatti, è stato quello di fare tabula rasa dei successi passati: “Il passaggio generazionale è un atto di gestione nuovo che l’imprenditore non ha mai affrontato prima. La soluzione non può avvalersi dell’esperienza maturata costruendo e sviluppando la sua impresa”. Non c’è processo fotocopia che tenga. L’intenzione di passare il testimone non basta. “Le sfide di oggi sono caratterizzate spesso dalla maturità del business delle aziende familiari italiane, è quindi necessario introdurre elementi di discontinuità che, però, rendono più complicato il mix di competenze richiesto agli eredi destinati a subentrare”. 

La Pmi familiare, che rappresenta praticamente quasi il 90% della compagine associativa dell’Unione Industriali, “si sostiene su un’abilità del titolare – ed è stata qui la parte più cruda dell’intervento di Donadonibus – che potrebbe mancare al figlio”. Occorre mettere da parte la genetica e assumersi, per il bene dell’azienda, l’onere della decisione più difficile: “Meglio, in questi casi, destinare l’impresa a terzi”. Ma quali sono i passaggi che, anche sul territorio, hanno funzionato? “ Il caso ideale è quello di un figlio che con umiltà, intelligenza e voglia di fare entra in azienda rispettando l’esperienza e il ruolo del padre, ma suggerisce innovazioni e sperimentazioni derivanti dallo studio ed esperienze in altre realtà. Acquisisce gradatamente capacità relazionali e di ruolo, formando un proprio stile di leadership”.

Occorre dotarsi anche degli strumenti contrattuali giusti, come quello rappresentato dal “Patto di famiglia”. “Si tratta di un contratto – ha spiegato l’atro relatore, Antonia Verna, avvocato dello Studio Legale Portolano Cavallo – con cui l’imprenditore trasferisce a titolo gratuito in tutto o in parte la propria azienda o le proprie partecipazioni societarie a uno o più tra i suoi discendenti. I legittimari non assegnatari hanno diritto alla liquidazione della quota legittima o possono rinunciarvi. E ha il vantaggio di essere immediatamente efficace, anticipando gli effetti della successione”. I vantaggi nella futura operatività dell’azienda sono notevoli. Così come la capacità di questo strumento di prevenire quelle estenuanti controversie che mettono a repentaglio la continuità aziendale, così come i legami affettivi: “Con il Patto Generazionale – ha illustrato Antonia Verna – l’imprenditore sceglie il soggetto al quale trasferire l’azienda o le sue partecipazioni in considerazione non soltanto dei vincoli di affetto, ma anche e soprattutto in ragione delle capacità imprenditoriali dimostrate. Allo stesso tempo l’obbligo di procedere alla liquidazione degli eventuali altri legittimari, previsto da questo tipo di contratto, pone al riparo il complesso produttivo dalle pretese di questi ultimi”. 

Questo, come ricordato dal Responsabile dell’Area Credito e Agevolazioni dell’Unione Industriali, Marco Crespi, è stato il penultimo incontro del secondo ciclo “Approfondimenti di Finanza per l’impresa” che, da inizio anno, ha coinvolto più di 200 imprenditori. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 14 novembre, alle ore 15.30 nella Sede di Gallarate. Si parlerà di”Management d’impresa: il ruolo dei Chief Financial Officer (CFO) e la sua evoluzione”. Relatore: Emanuele Lollo, di KPMG.

17 ottobre 2013
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