Varese

Varese, la città dei poveri che bussa alla porta del dormitorio delle stazioni

Una foto scattata al dormitorio delle stazioni

Una foto scattata al dormitorio delle stazioni

Varese città ricca? Varese città senza problemi? Non si direbbe, a guardare i dati del dormitorio gestito dagli Angeli Urbani presso lo Chalet Martinelli, lo spazio di proprietà del Comune di Varese che sorge tra le due stazioni ferroviarie di Varese. Dati che parlano chiaro sulla città giardino e i suoi poveri: se si guardano i dati relativi allo scorso anno (dal 19 novembre 2012 al 30 aprile 2013), il totale degli ospiti accolti sono stati 44. E se ben 10 sono gli ospiti di nazionalità rumena, la maggioranza sono italiani: sono infatti ben 17 gli ospiti che parlano la nostra stessa lingua. Seguono i tunisini e i marocchini (rispettivamente 5 e 4).

Dal centro di assistenza che è stato aperto 3 anni fa giungono notizie che ci parlano di una città che affronta ogni anno, con il meteo che si abbassa, fenomeni di povertà ed abbandono. Un’immagine che vale anche al di là dei mesi più freddi: sempre dando un’occhiata ai dati forniti dagli Angeli Urbani diretti da Walter Piazza, e relativi alla distribuzione di alimentari, sono stati quasi 7 mila (da gennaio a settembre 2013) le persone che si sono rivolte a questa sede per ottenerne alimentari, soprattutto pane e focacce, per oltre 4 mila chili complessivi.

Ma non è finita qui: sono state oltre 700 le persone che a Varese che si sono rivolte al guardaroba gestito dagli Angeli Urbani nei mesi trascorsi in questo 2013. Come mostra Walter Piazza, presidente dell’associazione, affiancato dalla coordinatrice Piera Cesca, il guardaroba occupa un’intera stanza del rifugio, tanti abiti puliti suddivisi in scaffali. C’è veramente di tutto, e i volontari sistemano i nuovi abiti e distribuiscono quelli dei quali hanno bisogno coloro che si rivolgono a loro. Qui la scala delle nazionalità cambia: al primo posto, con 133 richieste, coloro che provengono dal Marocco. Ma subito dopo arrivano gli italiani, che si sono presentati in 75 a richiedere giacche, pantaloni, maglie.  66 gli albanesi, 60 i senegalesi e  58 coloro che provengono dal Gana.

Una città di poveri fatta di richieste sottovoce, di ricerca di un letto e di un po’ di caldo, di viveri ritirati facendo la fila. Una città su cui interviene l’assessore comunale a Persona e Famiglia, Enrico Angelini: “Con questo spazio confermiamo il nostro impegno a fianco degli ultimi. Un aiuto che fa di una città come Varese una comunità civile”. Una risposta ai bisogni che, però, può nascere solo da quella che l’assessore chiama “un’alleanza efficace tra istituzioni locali e privato sociale, rappresentato in questo caso dagli Angeli Urbani”.

16 ottobre 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi