Lettere

Super-retribuzioni in Rai

Eccessive le retribuzioni di molti dirigenti (troppi per la verità!) e di molti conduttori e partecipanti a varie trasmissioni della RAI-TV, veramente “strapagati” da parte di un’Azienda di Servizio Pubblico costantemente in perdita (bilanci sempre in rosso, che lo Stato deve poi ripianare) nonostante i cospicui introiti procurati dai canoni d’abbonamento e dalla pubblicità.

Giustamente ha sollevato la questione l’on. Brunetta nell’intervista da Fazio (nella rubrica “Che tempo che fa”) chiedendo che vengano rese pubbliche le retribuzioni dei dipendenti e dei partecipanti alle varie trasmissioni: una volta tanto la dice giusta anche lui, anche se poteva intervenire già prima.  Io aggiungerei anche lo sperpero di denaro elargito con premi di migliaia di Euro, davvero esagerati e  immeritati (ed eticamente riprovevoli !) ai partecipanti di diverse trasmissioni televisive, per lo più a quiz: nella vicina Svizzera, ben più ricca di noi, i premi sono davvero modesti ma non per questo le trasmissioni sono meno frequentate e seguite dai telespettatori (dovrebbe costituire già una gratificazione la possibilità di parteciparvi, indipendentemente dall’entità delle vincite).

Un tempo la RAI-TV non era così generosa e che da quando è entrato in campo il privato (Mediaset per intenderci) che per accaparrarsi i conduttori e gli attori più in voga e più popolari li ha strapagati,  ha dovuto essa pure aumentare i loro compensi per stare al passo con la “concorrenza”.  Ricordate il caso di Mike Buongiorno strappato alla RAI da Berlusconi con una retribuzione di molte volte superiore?  O quell’altro di Bonolis ?

Ben venga quindi una “calmierazione” delle retribuzioni di dirigenti, conduttori, presentatori e gente dello spettacolo, e mi auguro anche dei premi, nella RAI-TV, che come Servizio Pubblico dovrebbe assolutamente tornare ad essere prevalentemente delegata alla informazione e meno al divertimento, e sopratutto attenta al pareggio di bilancio, senza inseguire le TV private cui andrebbero per lo più lasciati certi programmi (costosi e spesso diseducativi!) di intrattenimento e di svago. I proventi del canone e della pubblicità dovrebbero bastare a coprire le spese.

Giovanni Dotti

16 ottobre 2013
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3 commenti a “Super-retribuzioni in Rai

  1. emilio corbetta il 17 ottobre 2013, ore 08:19

    Il pensiero di Dotti è più che condivisibile. Da sottolineare che la TV, sia di Stato che privata ha il compito etico di educare, di fare cultura, di far pensare il pubblico, di stimolare allo studio i giovani e le persone d’età matura, Parlare con equilibrio d’igiene e sanità, non pubblicità di professionisti. Possono essere importanti programmi di cucina, ma non possono essere i cuochi più importanti di educatori, di artisti, di filosofi, di scienziati. E perché non parlare di giustizia? E perché copiare pedissequamente programmi delle TV americane? E poi, c’è il canone di Stato, ma ci sono anche i canoni (ben più alti) imposti dalle private con i loro abbonamenti che hanno tolto materiale di trasmissione alle altre compagnie. Più ci si sofferma a meditare sul fenomeno TV ci si rende conto di quanto sia necessario un riordino e regole precise per tutti i protagonisti. Anche qui il concetto del “libero mercato” non va a favore del cittadino…
    E.Corbetta

  2. martino pirone il 17 ottobre 2013, ore 14:44

    Per favore leggete anche questa lettera sullo stesso argomento che ho scritto il 4.02.2010 e nulla è cambiato:
    <>

  3. martino pirone il 18 ottobre 2013, ore 09:00

    Cattiva, sprecona mamma RAI.
    Egregio direttore, ogni tanto qualche giornale prende l’iniziativa di informarci delle vergognose faccende che avvengono nel “grande carrozzone di mamma rai”. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda le laute retribuzioni ai partecipanti lo show televisivo del sabato sera ballando con le stelle. La consueta, ripetuta giustificazione che per avere un’audience elevata e poter competere con la concorrenza delle TV private occorre ingaggiare, per qualsiasi programma, personaggi famosi, preparati e graditi al pubblico, quindi occorre spendere molto. Questo vale per attori, conduttori, sportivi, opinionisti, presentatori ecc. ecc.
    Io rispondo, e penso milioni di cittadini: UN CORNO, (chiedo venia per l’espressione) a me non interessa fare concorrenza alle TV private e non deve importare un bel niente neppure al Presidente della RAI, all’Amm.re Delegato, ai Consiglieri e quanti altri, giacché l’apparato funziona con le entrate dei canoni che noi (non tutti) paghiamo annualmente. Non avviene che se un programma ha scarsa audience noi possiamo chiedere la restituzione di una parte del canone.
    Vorrei sapere come avvengono le assunzioni, gli ingaggi saltuari ed i contratti a tempo. Forse rivedendo i meccanismi e i modi con cui sono avviati queste collaborazioni, si può calmierare il mercato e spendere molto ma molto meno.
    Poniamo il caso che la rai dovesse respingere le esose richieste dei vari big, cosa succederebbe?Questi preferirebbero per la concorrenza. Bene, ma la concorrenza quanti ne potrebbe assorbire ? Ci sarebbe la saturazione dei big in quattro e quattr’otto.
    Signori amministratori, se avete presentato un bilancio di previsione per il 2010 con un segno rosso di 118 milioni d’euro (cifra stratosferica per un’azienda), come vi sognate di elargire quasi un milione ad una persona, anche se si chiama Ron Moss, solo per vederlo ballare. E così per tanti altri personaggi delle più svariate trasmissioni che è inutile elencare. Avete mai chiesto a noi utenti pagatori se approviamo le vostre scelte ed i vostri modi di gestire la RAI ? Fate un sondaggio al riguardo. Volete una grande ed interessante audience ? Annunciate un dibattito televisivo con due o tre dei maggiori responsabili della RAI, due o tre rappresentanti di associazioni dei consumatori e, a sorteggio, tre o quattro utenti RAI o loro delegati.
    In quella occasione, oltre a spiegarci il perché ed il per come di tanti sprechi, dovete giustificare il perché di un organico di circa 12.000 (dodicimila persone) di cui 1700 (millesettecento) giornalisti e di questi ben 140 con la qualifica di direttore o vicedirettore. Inoltre l’esistenza di 11 testate informative, mentre la Bbc e la Zdf ne hanno una e la France TV e Spagna Rtve ne hanno due. Il colmo si raggiunge per il costo aggiuntivo che la RAI ha perché, con un esercito di 1700 giornalisti, dipende per le notizie dall’ANSA che ha un organico di 600 giornalisti. Senza contare le cattedrali nel deserto delle sedi rai regionali che, ad eccezione di quelle cinque o sei più importanti, sono sproporzionate all’uso necessario. Cari lettori è abbastanza? Tutto questo con la complicità, la connivenza, la correità, il favoreggiamento dei due principali partiti politici e la spartizione tra di loro del potere sul “grande carrozzone”
    Gente, svegliamoci. Cordiali saluti. Martino Pirone – 04/02/2010

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